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Che cosa fanno Stato e regioni per riorganizzare il trasporto pubblico locale?

Tpl

Tutte le difficoltà del trasporto pubblico locale ai tempi della pandemia. Sarebbe auspicabile un intervento diretto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il punto di Marco Foti

 

Ci risiamo. Scuola sì, scuola no. Trasporto Pubblico Locale sicuro ed organizzato, Tpl sprovvisto delle condizioni di sicurezza per trasportare la domanda di mobilità relativa agli studenti.

Torniamo indietro nel tempo: marzo, aprile, maggio. E poi le vacanze estive, agosto e la partenza a settembre. Ed ancora, la sosta natalizia e la ripresa programmata al 7 gennaio.

Suvvia, si riparte. Alt, forse no, ci sono problemi.

Il vertice del 3 gennaio tra il premier, i capidelegazione della maggioranza, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ed i membri del Cts ha fatto il punto sull’emergenza in vista della scadenza delle misure restrittive messe in campo per le festività.

In tal senso potrebbe anche arrivare un provvedimento ponte tra il 7 e il 15 gennaio dopo che Ministro della Salute incontrerà il Cts ed i membri della Cabina di regia per il monitoraggio regionale.

Sul tavolo, il tema della scuola: la riapertura del 7 gennaio è sotto i riflettori, anche per le preoccupazioni evidenziate da alcuni presidenti di regione per la ripresa parziale dell’attività in presenza nelle scuole superiori, con un conseguente aumento delle presenze sui mezzi di trasporto.

Da orizzontescuola.it si apprende che si sono raggiunte oltre 123mila firme per non tornare alle lezioni in presenza dal 7 gennaio con la petizione lanciata da Unsic (Unione sindacale imprenditori e coltivatori) su change.org.

Nel frattempo cosa ha fatto il Governo per proporre un sistema di Tpl efficace e rispondente alle esigenze degli studenti?

Ha demandato alle Prefetture ed ai partecipanti ai Tavoli di coordinamento (Regioni, Province, Comuni, scuole, aziende di trasporto) la definizione dei documenti operativi, territorio per territorio, i c.d. Piani Prefettizi che prevedono turni doppi o unico, a seconda delle regioni, ingressi alle 8 e alle 10, lezioni il sabato.

Ma nonostante ciò da più fronti si apprende che la riapertura della scuola il 7 gennaio è troppo rischiosa: “Stiamo prendendo atto dell’aumento dei contagi di questi giorni. Il 18 gennaio potremmo avere un’idea dell’andamento epidemiologico e decidere a ragion veduta”, afferma lo Snals all’Ansa.

La verità è che non tutte le regioni sono pronte, in quanto, a livello locale, l’organizzazione degli orari potrebbe cambiare, anche con l’istituzione dei doppi turni giornalieri in alcune regioni. Organizzazione demandata alle scuole tenendo in considerazione che tutto il sistema, a cominciare da quello del trasporto e a finire agli slot di ingresso ed uscita degli studenti, dovrà essere pronto ad assorbire questo tipo di procedure, aumentando il numero di mezzi in campo per fare fronte alle diverse esigenze, sapendo che la capacità dei mezzi è ridotta.

Operazione della serie “mission impossible” si direbbe.

Sostengo ancora una volta che si assiste ad una organizzazione approssimativa e che, per la prima volta nella storia del trasporto, ha visto partecipare ed assumersi la responsabilità l’Istituzione Prefettura la quale ha dovuto con grande fatica prendere in mano la situazione e trattare l’emergenza pandemica con appositi dispositivi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di diritto alla mobilità in condizioni di sicurezza e disponibilità di alternative valide per la mobilità.

Obiettivamente mi sarei aspettato l’intervento diretto del MIT nell’avviare il percorso di organizzazione generale del trasporto pubblico in Italia, anche perché il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti aveva dichiarato: “Saremo pronti per il 7 gennaio perché l’impegno di tutti è stato massimo e di questo ringrazio molto i prefetti, con cui abbiamo definito modelli organizzativi territoriali, in grado di coniugare la giusta flessibilità e l’ascolto delle esigenze locali. Grazie a questo coordinamento la scuola ripartirà più sicura con più mezzi del trasporto locale e una riorganizzazione degli orari. Chiuderla è stata tra le scelte più sofferte affrontate dal Governo, il lavoro di tutti e la collaborazione istituzionale ci consentirà di riaprirla”.

Ci aspettiamo una grande riscossa dell’intero sistema del TPL in quanto appare singolare che ai tavoli prefettizi non siano stati invitati i rappresentanti dei lavoratori che in questi mesi hanno denunciato la carenza di mezzi e risorse per affrontare la rimodulazione del trasporto pubblico per rispettare i rigidi protocolli di sicurezza anti-contagio.

Auspico ed auguro la ripartenza del sistema e quindi di una buona parte dell’economia italiana.

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