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Che cosa cambierà per Cdp e Atlantia con la corrida di Acs su Autostrade?

Aspi

Tutti gli effetti della mossa (bluff?) del gruppo spagnolo Acs su Autostrade per l’Italia. Fatti, numeri, indiscrezioni, commenti e analisi

 

Si annunciano settimane roventi per il dossier Aspi e gli acquisti sul titolo Atlantia in Borsa non lasciano spazio a dubbi su questo scenario dopo la mossa del gruppo spagnolo Acs. Ecco tutti i dettagli.

LA LETTERINA DI ACS AD ATLANTIA PER ASPI

Acs conferma di avere inviato una lettera al cda di Atlantia in cui esprime interesse a partecipare, insieme con altri investitori (inclusa Cdp), all’acquisizione di una partecipazione di Aspi, valutata nel complesso – in base ai dati pubblici – tra 9 e 10 miliardi di euro. E’ quanto riferisce una nota del colosso spagnolo diffuso in mattinata su richiesta della Cnmv, la Consob iberica.

CHE COSA SUCCEDE IN BORSA AD ATLANTIA

Continua a correre Atlantia dopo avere ricevuto una manifestazione di interesse da parte di Acs per acquisire una partecipazione in Aspi. Una mossa che, potenzialmente, potrebbe sparigliare le carte dell’attuale procedura di vendita della concessionaria su cui l’unica offerta in campo è quella di Cdp-fondi, che proprio prima di Pasqua hanno presentato un’offerta vincolante ora all’esame del cda di Atlantia e dei suoi advisor.

I NUMERI IN BORSA PER IL TITOLO ATLANTIA

E’ proprio la prospettiva di una possibile competizione sul prezzo o comunque, in generale, di un rimescolamento delle carte, a favorire gli acquisti in Borsa con il titolo che dopo la fiammata ieri oggi ha aperto ancora in rialzo del 2,5%, per poi a frenare a +1,3% a 16,5 euro, comunque ai massimi da marzo 2020.

LE VALUTAZIONI DI ATLANTIA DA PARTE DI ACS

Nella lettera, Acs valuterebbe inizialmente il 100% di Aspi 9-10 miliardi, ed il suo interesse sarebbe vincolato all’approvazione del Pef da parte del Governo, e all’ok parte delle autorità competenti al riassetto.

E CDP?

Inoltre Acs sarebbe disponibile all’entrata di Cdp e altri investitori nel consorzio ed auspicherebbe in un secondo momento la fusione Aspi-Abertis.

CHE COSA DICE LA LETTERA DI ACS

Nella lettera del gruppo spagnolo Acs, che Radiocor ha potuto visionare, il patron del Real Madrid ha sottolineato la proficua partnership siglata tre anni fa in occasione del dossier Abertis e proprio sulla scorta degli ottimi rapporti costruiti con la holding italiana ora avrebbe deciso di proporsi per acquistare attraverso il costruttore spagnolo un pacchetto consistente della concessionaria del Paese: “Il piano prevederebbe poi, in un momento successivo, di procedere con una fusione tra Aspi e Abertis per creare un campione delle autostrade in Europa. Acs possiede il 50% meno un’azione di Abertis, in parte direttamente e in parte tramite la controllata Hochtief, il resto è nel portafoglio di Atlantia”, ha scritto il Sole 24 Ore.

I RUMORS

Sottolinea a Start un analista che segue le società del comparto e che preferisce l’anonimato: “Il gruppo iberico fa un’offerta solo sulle base di informazioni pubbliche. Danno un range tra 9 e 10 miliardi, quando il consorzio composto da Cdp, Macquarie e Blackstone ha fatto una due diligence con ispezioni anche fisiche e tanto di piani asseverati e la valutazione è stata più di 9 miliardi (loro tra 9 e 10 !). Pare più una mossa utile per guadagnare tempo e restare in sella da parte dei manager”.

LE MOSSE DI PEREZ SECONDO IL SOLE 24 ORE

Perez, come detto, valuta il gruppo italiano tra i 9 e i 10 miliardi di euro: potenzialmente, dunque, più di quanto offerto da Cassa Depositi e Prestiti in cordata con Blackstone e Macquarie. Perez, d’altra parte, nella missiva sottolinea anche di essere disponibile e favorevole a considerare l’ingresso nella partita di altri investitori e tra questi cita proprio Cdp, ha aggiunto il Sole: “Insomma apre la porta a un asse con Cassa nell’ottica di creare un campione europeo. All’interno del quale, si immagina, Cdp non avrebbe un peso azionario prossimo al controllo, ma nel caso potrebbe puntare a qualche “veto” sulla governance. Questa ipotesi, se venisse perseguita, consentirebbe ad Acs, per pareggiare i conti con Atlantia nel nuovo gruppo autostradale, di rilevare circa il 44% di Aspi. Il che implicherebbe un esborso di 4,5 miliardi in caso di una valutazione vicina ai 10 miliardi. In proposito va ricordato che il costruttore spagnolo entro l’anno completerà la cessione di Cobra più altri asset industriali a Vinci per un corrispettivo di 4,9 miliardi di euro. In prospettiva, dunque, avrebbe anche le risorse per far fronte all’operazione”.

GLI EFFETTI DI ACS SUI TEMPI DELL’OPERAZIONE SECONDO IL CORRIERE DELLA SERA

L’interesse spagnolo finirà per allungare i tempi della vendita, ha rimarcato il Corriere della Sera: “Con buona pace del ministro dei Trasporti Enrico Giovannini che ha dichiarato di sperare che la questione venga presto risolta per consentire all’azienda di concentrarsi sugli investimenti”.

LA GIOIA DEL FONDO TCI

L’ipotesi di offerta da parte di Acs, considerata migliorativa nella parte alta della forchetta, scatena il fondo Tci, azionista di Atlantia, che chiede al board di valutarla in maniera indipendente perché il costruttore spagnolo «sembra disposto a offrire un prezzo più alto di Cdp per Aspi e sono chiaramente un partner industriale superiore rispetto a Blackstone e Macquarie». “Si tratta dello stesso fondo – ha sottolineato il Corriere della Sera – che ha votato a favore del progetto di scissione — alternativo alla vendita della quota diretta a Cassa depositi e ai fondi — bocciato dall’ultima assemblea dei soci di Atlantia per i voti contrari di Edizione, la holding dei Benetton, e di fondazione Crt, pivot dell’operazione di riassetto con Cdp anche nel capitale dell’istituto guidato da Fabrizio Palermo”.

ADDIO CONTROLLO ITALIANO CON PEREZ SECONDO REPUBBLICA

“E facile prevedere – ha scritto Repubblica – che il controllo di Aspi-Abertis post fusione passerà in mani spagnole, visto che Acs si è detta disposta ad acquistare una bella fetta della società italiana. Dunque alla base di questa manifestazione di interesse giunta in zona Cesarini si cela la mai sopita volontà degli spagnoli di conquistare le autostrade italiane. Così come tentarono di fare nel 2006 quando Gilberto Benetton e Gianni Mion acconsentirono alla vendita mascherata di Autostrade ad Abertis, poi mandata in fumo dal governo Prodi e dal ministro Di Pietro. Ma a distanza di quindici anni gli spagnoli ci riprovano”.

IL GIUDIZIO DEGLI ANALISTI

Gli analisti di Equita fanno notare come da un lato l’interesse di Acs non sarebbe sull’intera quota dell’88% di Aspi detenuta da Atlantia, al contrario dell’offerta di Cdp-fondi, mentre la valutazione iniziale sarebbe del 4-15% superiore a quella di Cdp (aggiustata per garanzie e potenziali ristori per Covid-19).

CHE COSA DICE IL REPORT DI EQUITA

“Sarà importante verificare quale quota Acs vorrebbe acquisire di Aspi, se sarà affiancata da altri fondi nel deal e quali aggiustamenti effettuerà alla valutazione di Aspi dopo un’eventuale due diligence. – aggiunge il broker – La fusione di Aspi con Abertis sarebbe positiva per quest’ultima, permettendole di allungare la duration delle concessioni. Sulla base dei nostri calcoli, se in futuro si arrivasse alla fusione Aspi-Abertis e Acs volesse mantenere la stessa quota di Atlantia nella nuova Abertis, dovrebbe acquisire una quota del 42-44% di Atlantia”.

LO SCENARIO

In ogni caso, il cda della holding infrastrutturale – supportato dai propri advisor – esaminerà anche la manifestazione d’interesse di Acs parallelamente alla proposta vincolante di Cdp-fondi. Si annunciano settimane “calde” per il dossier e gli acquisti sul titolo Atlantia ne sono la diretta conseguenza.

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