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Ecco come e perché Stellantis, Mercedes e Volkswagen puntano sui software per auto

Software

I costruttori auto si stanno dotando di software-house interne per sviluppare sistemi proprietari e monetizzare le auto connesse. Ecco come si stanno muovendo

L’auto all’assalto del software, senza tralasciare i servizi connessi e la tecnologia dei chip. Quattro elementi che si legano in maniera sempre più stretta per ridisegnare il settore automotive, garantendo la sopravvivenza dei costruttori e offrendo ai consumatori soluzioni avanzate che rendano il veicolo qualcosa di più che un mero mezzo di trasporto.

È in questa cornice che si collocano le mosse di gruppi come Volkswagen, Renault, Daimler-Mercedes e Stellantis, mirate a sviluppare software proprietari da installare sui propri veicoli e destinati ad essere ceduti anche a terze parti. Un approccio che cambia il concetto di auto in hub di soluzioni avanzate e tagliate su misura sul singolo utente. Uno strumento connesso, capace di aggiornarsi da solo, con crescenti livelli di autonomia, dotato di intelligenza artificiale e in grado di erogare servizi a pagamento. Una traiettoria simile a quella seguita dai telefonini di inizio anni 2000 diventati gli smartphone di oggi, e sebbene un’auto sia ben più complessa e necessiti di elevati livelli di sicurezza perché trasporta persone, non può sfuggire il concetto alla base delle due evoluzioni: sia nella telefonia che nell’automotive la redditività dei servizi diventerà superiore a quella del device o del veicolo. Stellantis ha appena annunciato che investirà 30 miliardi di euro in software ed elettrificazioni per trasformare il modo in cui i clienti andranno ad interagire con quest’ultimi, generando approssimativamente 20 miliardi di euro di ricavi incrementali entro il 2030. Un approccio simile a quello di altri costruttori che porta anche altri benefici: poter utilizzare un software sviluppato internamente significa per un costruttore poter ridurre il numero di centraline, di cavi e di chip nel veicolo, riducendo i costi e gli impatti della minore disponibilità di semiconduttori. E permette di aggiornare le auto da remoto in modalità OTA (Over the Air), come Tesla insegna, semplificando la vita ai clienti e mantenendo il valore residuo elevato nel tempo.

STELLANTIS: ACCORDI CON FOXCONNE WAYMO PER CHIP E GUIDA AUTONOMA

La strategia del gruppo franco-italiano passa attraverso una serie di accordi con partner tecnologici (Foxconn e Waymo) e di settore come Bmw, ognuno con una sua peculiarità. Già prima della fusione con Psa, Fca ha iniziato lo sviluppo di veicoli autonomi con Waymo e oggi le Chrysler Pacifica Hybrid equipaggiate con Waymo Driver forniscono migliaia di corse completamente autonome a Phoenix, in Arizona, con i due partner che hanno concordato di ampliare la partnership ai servizi di consegna locali. È di questi giorni l’accordo (per ora non vincolante) con Foxconn per sviluppare quattro famiglie di chip che copriranno oltre l’80% delle esigenze dei microcontrollori dell’azienda semiconduttori, che segue quello tra le due aziende per fare vita a Mobile Drive, la nuova società paritetica preposta allo sviluppo di soluzioni per l’auto connessa e tecnologica. L’obiettivo, naturalmente, è di monetizzare i veicoli connessi e Stellantis ne vanta già 12 milioni a livello globale, con una previsione al 2026 in crescita fino a quota 26 milioni di veicoli, che permetterebbero 4 miliardi di euro di ricavi. Entro il 2030, il gruppo potrebbe raggiungere i 34 milioni di veicoli connessi che genererebbero i 20 miliardi di euro annuali citati poc’anzi.

TRE PIATTAFORME ELETTRICHE E LA COLLABORAZIONE CON BMW

Sul piano tecnologico, i futuri veicoli connessi di Stellantis saranno dotati di tre livelli del software Stla Brain. La versione base è orientata ai servizi completamente integrata con il cloud, che collega le centraline di controllo elettroniche all’interno del veicolo con il computer centrale ad alte prestazioni (Hpc) dell’auto tramite dati ad alta velocità. La piattaforma Stla SmartCockpit, creata sulla base della Brain, si integrerà con i canali digitali degli occupanti del veicolo creando uno spazio virtuale personalizzabile. Alimentato dai frutti della joint venture Mobile Drive tra Stellantis e Foxconn, offre applicazioni basate sull’Intelligenza Artificiale (Ia) quali la navigazione, l’assistenza vocale, il mercato dell’e-commerce e i servizi di pagamento. Infine, la Stla AutoDrive sviluppata in collaborazione con Bmw, offrirà capacità di guida autonoma di livello 2, livello 2+ e livello 3 e sarà continuamente aggiornato in modalità Ota. Parlando di hardware, invece, saranno quattro le piattaforme elettriche su cui poggeranno i veicoli del gruppo guidato da Carlos Tavares: la piattaforma Stla Small consentirà 500 km d’autonomia, la Medium 700 e la Large 800, mentre Stla Frame con telaio separato sarà destinata ai pick-up e con 800 km di autonomia.

VOLKSWAGEN: CARIAD PER SVILUPPARE SOFTWARE E DISEGNARE CHIP

Se Stellantis è l’ultimo costruttore in ordine di tempo ad annunciare una strategia sui software, altri competitor sono già in movimento. A settembre, in occasione del salone di Monaco, il Ceo del gruppo Volkswagen Herbert Diess ha annunciato che a Wolfsburg hanno iniziato a disegnare in autonomia i semiconduttori, una strategia che serve a supportare lo sviluppo del software che funge da gateway per nuovi modelli di business, riuniti sotto il marchio Volkswagen We. Grazie all’integrazione tra hardware e software Polo, Golf, Tiguan, Passat o Arteon sarà possibile installare funzionalità aggiuntive “on demand”, sulla nuova Golf è possibile abilitare sistemi avanzati come l’Adaptive Cruise Control Acc o l’integrazione di Amazon Alexa. Le nuove elettriche Id.3, Id.4 e Id.4 Gtx1 sono pronte per ricevere aggiornamenti OTA, in modo da poter aggiornare il sistema operativo (firmware), eliminare bug e migliorate le funzioni. Per gestire questa evoluzione il gruppo Volkswagen ha creato Cariad, la software-house del gruppo che conta una squadra di oltre 4.000 esperti.

RENAULT REPUBLIQUE: CINQUE ECCELLENZE PER L’INNOVAZIONE

La Francia è notoriamente uno stato molto attento quando si tratta di interessi nazionali e proprio Oltralpe è nata “Software République”, un ecosistema finalizzato all’innovazione nel settore della mobilità intelligente formata da cinque aziende che si posizionano ai vertici dei rispettivi settori per know how e capacità di innovazione. Il gruppo Renault porta in dote l’esperienza nel settore auto, con particolare focus sull’elettrificazione dei veicoli sviluppata nel quadro dell’alleanza con Nissan e Mitsubishi. Atos è un player importante nella trasformazione digitale, pioniera di servizi e prodotti a supporto della decarbonizzazione progetta il futuro nelle tecnologie dell’informazione. Dassault Systèmes mette sul piatto ambienti virtuali in 3D collaborativi per concepire innovazioni sostenibili, utilizza la piattaforma 3Dexperience ed i suoi applicativi per creare gemelli virtuali delle esperienze del mondo reale. STMicroelectronics progetta e costruisce tecnologie a semiconduttore a supporto di una una gestione più efficiente della potenza e dell’energia e il dispiegamento su larga scala dell’Internet of Things e della tecnologia 5G. Infine, Thales è attiva nelle tecnologie avanzate digitali e “deep tech” come connettività, big data, intelligenza artificiale, sicurezza informatica e informatica quantistica.

MERCEDES

In questo solco si inserisce perfettamente la notizia della partnership tra Mercedes Benz e Visa, che permetterà agli utenti di effettuare pagamenti attraverso il veicolo utilizzando la propria impronta digitale. Un filone di business potenzialmente molto redditizio dal momento che solo nei prossimi due anni si stima che il numero di auto connesse aumenterà a più di 352 milioni in tutto il mondo, mentre il volume totale dei pagamenti in auto è destinato a raggiungere circa 86 miliardi di dollari entro il 2025. Gli acquisti potranno essere effettuati direttamente attraverso il sistema multimediale Mbux dell’auto, la nuova interfaccia di intelligenza artificiale realizzata dalla casa tedesca. Sfruttando l’intelligenza artificiale avanzata del Voicetronic il software è in grado di comprendere domande complesse e rispondere velocemente, inoltre può gestire la domotica a distanza grazie alla compatibilità con Amazon Echo, Google Home, Apple Homepod e Garmin.

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