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Blocco dei voli Usa: ipotesi e commenti

Voli Usa

Migliaia di voli sono stati ritardati e altre centinaia sono stati cancellati ieri mattina negli Usa. Proseguono le indagini della Faa sulle cause dell’incidente ma la colpa potrebbe essere dell’antiquato sistema di allerta del pilota dell’agenzia federale dell’aviazione. Fatti e approfondimenti

 

Blocco nazionale dei voli negli Usa causato da un database danneggiato.

La Federal Aviation Administration (Faa), l’agenzia che regola l’aviazione civile negli Stati Uniti, ha dichiarato che un’interruzione del suo sistema di avvisi per le missioni aeree, che invia notifiche di sicurezza e altre importanti notifiche ai piloti, ha causato le interruzioni nel trasporto aereo americano di ieri.

La Faa ha condotto un hard reset durante la notte del 10 gennaio quando il sistema si è bloccato. Il problema ha costretto a una sospensione di 90 minuti per tutti i voli in partenza dagli Stati Uniti. Finora più di 10.000 voli sono stati ritardati e oltre 1.300 cancellati, secondo FlightAware, nel primo blocco nazionale dei voli in circa due decenni.

Il “ground stop” della Faa è stato revocato alle 8:50 ET di ieri 11 gennaio.

La colpa potrebbe essere dell’antiquato sistema di allerta del pilota della Faa, segnala Axios. L’agenzia aeronautica americana si affida a computer e infrastrutture vetuste per far funzionare alcuni dei suoi sistemi. Quell’infrastruttura ha bisogno di essere modernizzata per gestire la domanda attuale, sostiene la US Travel Association (Usta). “La rete di trasporti americana ha un disperato bisogno di aggiornamenti significativi”, ha dichiarato oggi il presidente e CEO dell’Usta Geoff Freeman.

Molti funzionari dell’industria hanno paragonato la messa a terra a quanto avvenuto dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, sottolinea Reuters. E sull’accaduto presidente e ad di Itway, società di sicurezza informatica, Giovanni Andrea Farina, mette in guardia: “La sicurezza al 100% non esiste”, in Italia “il livello è sicuramente migliorabile”.

Ecco fatti, commenti e analisi.

LA CAUSA DELLO STOP DEI VOLI IN USA

Il problema informatico che ieri mattina ha gettato nel caos il traffico aereo degli Stati Uniti è stato provocato da un database danneggiato. Lo ha riferito l’Amministrazione federale per l’aviazione (Faa), che a causa del guasto ha bloccato per ore tutti i decolli sul territorio statunitense.

Il sistema interessato, Notice to Air Missions (NOTAM), invia avvisi ai piloti per informarli delle condizioni che potrebbero influire sulla sicurezza dei loro voli. È separato dal sistema di controllo del traffico aereo che mantiene gli aerei a distanza di sicurezza l’uno dall’altro, ma è un altro strumento fondamentale per la sicurezza aerea.

NESSUNA PROVA DI ATTACCO CYBER

“Il nostro lavoro preliminare ha ricondotto il guasto a un file database danneggiato. Non c’è alcuna prova di un attacco informatico”, ha riferito l’Faa tramite una nota, confermando così quanto già anticipato dal segretario dei Trasporti, Pete Buttigieg. “Stiamo lavorando diligentemente per isolare ulteriormente la causa del problema e per assumere le misure necessarie a evitare il ripetersi di quanto accaduto”, aggiunge la nota dell’agenzia.

LA POSIZIONE DELLA CASA BIANCA

La sicurezza dei cittadini statunitensi è la priorità assoluta del governo federale. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, durante un briefing con la stampa, commentando i malfunzionamenti che questa mattina hanno portato l’Amministrazione federale per l’aviazione (Faa) a sospendere temporaneamente tutte le partenze e i voli sul territorio nazionale.

“Il presidente Biden è stato aggiornato sulla situazione dal segretario ai Trasporti, Pete Buttigieg, e allo stato attuale non ci sono prove che dimostrino un attacco hacker contro i sistemi informatici: la Faa sta continuando ad indagare per risalire alle cause dell’incidente, e per identificare i provvedimenti da prendere per garantire che nulla di simile accada in futuro”, ha aggiunto la portavoce della Casa Bianca.

I COMMENTI

Infine, gli esperti di sicurezza informatica hanno affermato che la causa più probabile era un cattivo aggiornamento del software, segnala Nbc news.

“Il catastrofico fallimento del sistema Faa di oggi è un chiaro segno che la rete di trasporto americana ha un disperato bisogno di aggiornamenti significativi”, ha affermato Geoff Freeman, presidente e ceo della US Travel Association. “Gli americani meritano un’esperienza di viaggio end-to-end che sia fluida e sicura. E l’economia della nostra nazione dipende da un sistema di viaggi aerei di prim’ordine”.

Pertanto Freeman e l’Usta  hanno invitato i legislatori a modernizzare le infrastrutture dei viaggi aerei per assicurarsi che possano “soddisfare la domanda in modo sicuro ed efficiente”, riferisce Axios.

ESPERTO SICUREZZA INFORMATICA: TILT AEROPORTO POSSIBILE ANCHE IN ITALIA

“Quello che è successo negli Usa può capitare anche in Italia. La sicurezza degli aeroporti e dei nostri sistemi che regolano il traffico aereo è migliorabile”. Questo il parere del presidente e ad di Itway, società di sicurezza informatica, Giovanni Andrea Farina, sul blocco del traffico aereo negli Stati Uniti. “Biden ha subito rassicurato, escludendo un cyberattacco”, ha ricordato in un’intervista al QN, “da tecnico mi permetto di nutrire più di un dubbio. Nelle chat specialistiche e degli ai addetti lavori tra qualche giorno la verità verrà fuori. Del resto, osserva Farina, già a ottobre Killnet aveva lanciato un attacco contro i siti di 14 tra i più frequentati aeroporti Usa che “andarono fuori uso”.

Stavolta “qualcosa sicuramente non ha funzionato”, sottolinea l’esperto, “se non fosse stato un cyberattacco, paradossalmente, sarebbe una notizia ancora peggiore: vuol dire che il software è stato costruito male”. Farina non esclude l’intervento di una potenza straniera (“viene subito da pensare alle frizioni tra Stati Uniti e Russia. Killnet è considerato vicino al Cremlino”) ma in ogni caso il fatto che “non sia entrato in funzione un sistema di recupero è davvero preoccupante”. “La sicurezza al 100% non esiste”, osserva, in Italia “il livello è sicuramente migliorabile. L’Agenzia europea di sicurezza del volo ha verificato che ogni mese vengono sferrati circa mille cyberattacchi ai sistemi aeronautici”.

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