Mobilità

Autostrade, ecco accelerazioni e frenate di governo e Anas

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Le ultime novità sul dossier concessioni e autostrade, con le parole del ministro delle Infrastrutture e i rumors su Anas

Dibattito e subbugli nel governo sul dossier Autostrade per l’Italia. Con l’esecutivo che quanto meno studia una revisione delle concessioni. Mentre Anas è disposta a subentrare nelle concessioni se il governo deciderà in questo senso ma chiede in sostanza una sorta di scudo legale per il passato nelle manutenzioni. Ecco tutti i dettagli e lo stato dell’arte.

CHE COSA SUCCEDE IN BORSA AD ATLANTIA

Inizio d’anno da dimenticare per Atlantia che cede il 2,3% ed è uno dei pochi titoli in rosso a Piazza Affari (+1,3% il Ftse Mib). Le azioni della holding, che controlla Autostrade per l’Italia, sono scambiate a 20,31 euro l’una contro una chiusura nell’ultima seduta del 2019 a 20,79 euro. A pesare sul titolo è il nodo delle concessioni, a cui si somma lo stop (atteso) dei rincari dei pedaggi autostradali (il 95% della rete non sarà interessata da aumenti nel 2020).

LE TENSIONI POLITICHE

Ma lo scontro e’ soprattutto politico: il governo Conte, infatti, ha inserito nel decreto Milleproroghe, pubblicato il 30 dicembre in Gazzetta Ufficiale, l’articolo 35 dedicato alla revoca delle concessioni. La norma stabilisce che in caso di revoca, decadenza o risoluzione delle concessioni, l’Anas possa assumere la gestione provvisoria delle autostrade. Per quanto riguarda gli indennizzi in caso di revoca per inadempienza del concessionario, il valore sarebbe pari a quello delle opere realizzate (al netto degli ammortamenti). Una cifra che, calcola Equita, sarebbe pari a 9-10 miliardi. Si tratta, secondo gli analisti, di modifiche “molto negative” per Aspi in caso di revoca, anche se per Equita l’obiettivo del governo è “di rafforzare la propria posizione nella rinegoziazione del contratto” con la società autostradale.

DOSSIER ASPI PER ANAS

Subentrare nelle concessioni autostradali affidate ad Aspi (Autostrade per l’Italia), controllata da Atlantia, non sembra tanto facile neppure per Anas. Se infatti da una parte la società dei Benetton, Autostrade per l’Italia, contesta l’incostituzionalità del provvedimento di revoca inserito nel decreto Milleproroghe dal governo, nemmeno per Anas, che dovrebbe ricevere l’incarico di gestire in prospettiva 3mila chilometri di strade, la questione è semplice. Tuttavia ci sono questioni aperte che dovrebbero essere affrontate a gennaio dal cda di Anas. Che, essendo una società per azioni, vuole evitare di trovarsi di fronte a rischi non calcolati, scrive oggi il Sole.

CHE COSA DICE IL GOVERNO

Il governo comunque va avanti nella strada indicata. “Il dossier, prima di renderlo pubblico, credo sia corretto farlo vedere al presidente del Consiglio e ai miei colleghi ministri, è ovvio però, è evidente a tutti, che qualcosa in questi anni è successo, o meglio temo che qualcosa non sia successo: abbiamo troppe evidenze, ahimè concrete, di situazioni di mancata manutenzione, di ritardi o di manutenzioni fatte secondo criteri che non sono oggettivi”. Così a Radio24 il ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, sul dossier relativo alle concessioni ad Autostrade per l’Italia (gruppo Atlantia). “Le conseguenze – ha puntualizzato – le decidiamo insieme ai miei colleghi, è una responsabilità collettiva”.

LE PAROLE DEL MINISTRO SU ASPI

Quanto alla questione della revoca, De Micheli ha puntualizzato: “Io non sono un magistrato, il ministero delle Infrastrutture non è la magistratura, non ho nessuna intenzione di sovrappormi al lavoro che devono fare le procure che lo fanno egregiamente e senza bisogno del mio aiuto”. Il ministro ha pertanto ribadito: “Non ho l’esigenza di esprimere un giudizio, il ministero ha predisposto un dossier che riguarda l’adempimento o meno degli obblighi che il concessionario aveva di gestire e custodire il bene pubblico”.

CHE COSA HA IN CANTIERE IL MINISTERO

“Stiamo parlando di una vicenda molto complicata – ha sottolineato De Micheli intervistata da 24Mattino – di una concessione che riguarda 2.800 chilometri di autostrade, e ho sempre detto che tutto il rapporto concessorio tra lo Stato e i concessionari ha bisogno di essere rivisto, perchè in troppe situazioni è emerso che questi contratti danno molti vantaggi al concessionario e mettono lo Stato in una condizione di debolezza”.

IL RUOLO DELLO STATO

Il ministro ha ricordato che “la proprietà del bene concesso è dello Stato e non ci può essere questa disparità, e la norma inserita nel decreto Milleproroghe fa questo: riequilibria il rapporto tra Stato e concessionari e mette questi ultimi tutti nelle stesse condizioni”. E illustrando l’attività in corso al ministero ha fatto rilevare: “Stiamo concretamente revisionando le concessioni per rispostare l’equilibrio concessorio da un manifesto ‘favor’ nei confronti dei concessionari a una difesa dell’interesse pubblico, lo facciamo anche con una certa rigidità che non tutti comprendono e non tutti apprezzano, ma è nostro dovere”.

IL FUTURO DELLE CONCESSIONI

De Micheli si e’ soffermata anche sui controlli svolti dal ministero, e dopo non aver escluso “situazioni di trascuratezza in passato” ha precisato che “controllante e controllore non possono essere la stessa persona”. E per questo l’amministrazione si e’ “riappropriata del potere di controllo”. E ha specificato che la responsabilita’ di custodia del bene pubblico “vale per i privati ma vale anche per Anas”. Quanto a possibili conseguenze per i lavoratori De Micheli ha concluso assicurando: “Qualunque sia la decisione il Governo si dovrà comunque far carico di trovare una soluzione sia per l’impatto finanziario, sia per quello occupazionale. Ci sono due categorie di persone che non possono e non devono pagare le conseguenze di quanto accaduto negli ultimi decenni e non possono essere danneggiati: i lavoratori e gli utenti. E risolveremo il problema occupazionale se si dovesse determinare”.

CHE COSA FA E DICE ANAS

Ma che cosa farà Anas? Davvero come emerge dal Milleproroghe potrà subentrare su Autostrade per l’Italia nelle concessioni? Il vertice (peraltro in bilico) di Anas si è detto pronto a ogni progetto e ai nuovi compiti che nel caso il governo le affiderà. Però c’è un però. Anas vuole una sorta di scudo legale per il passato.

LE INDISCREZIONI DEL SOLE 24 ORE SU ANAS

Tre sono gli interrogativi che andranno sciolti per agevolare l’attività di Anas, scrive oggi il Sole 24 Ore: “Prima di tutto, in caso di eventuali problemi futuri alle infrastrutture, su chi ricadrebbe la responsabilità penale della manutenzione non eseguita negli anni passati? È possibile mettere in piedi una sorta di “scudo penale” per Anas? Secondo punto: chi sosterrà l’equilibrio finanziario nella gestione delle strade liguri visto che il pedaggio è momentaneamente sospeso?”.

Infine: Anas non ha ancora ricevuto il pagamento della concessione dell’autostrada dei Parchi (Teramo-Roma), appartenente al gruppo Toto: “Sia per il periodo 2015-2016 che per il periodo 2017-2018 i pagamenti sono stati rimandati per legge alla fine della concessione, intorno al 2030 (per via dei problemi del territorio a seguito del terremoto). Ma il problema si sta creando anche per il 2019. Chi sanerà il buco dei mancati incassi?”, ha scritto oggi il Sole.

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