Mobilità

Autostrade, che cosa succede tra governo e Aspi

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Le rassicurazioni del capo azienda Tomasi (Aspi). Il tavolo tecnico al Mit. L’ipotesi compensazione invece della revoca. E il nuovo forcing dei grillini su Autostrade-Atlantia-Benetton. Il punto di Michelangelo Colombo

“Insieme al ministro delle Infrastrutture e Trasporti abbiamo visto il piano degli interventi sulla rete”: lo ha detto ieri l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Roberto Tomasi, ricordando, l’incontro tenutosi due giorni con il ministro De Micheli. “Abbiamo accelerato attività di manutenzione che erano previste negli anni futuri. Le abbiamo anticipate perché ritenevamo necessario dare un segnale ai cittadini”. “Abbiamo definito un piano di manutenzione di 360 milioni” che stanno consentendo interventi “su circa 300 opere che saranno interessate e abbiamo anche individuato un ulteriore piano di interventi su 700 opere, per intervenire sui difetti minori che però possono avere un impatto visivo nella percezione dei cittadini che vedono i viadotti, gallerie e cavalcavia”.

LE RASSICURAZIONI DI AUTOSTRADE

“Mi sento di rassicurare i viaggiatori ricordando quello che abbiamo fatto in questo anno dopo la tragedia del Ponte Morandi”, ha detto ieri Tomasi intervistato da Sky Tg24. “Dall’ottobre del 2018 abbiamo avviato una profonda analisi delle nostre opere, con soggetti esterni che hanno riverificato le 1943 infrastrutture della nostra rete”. Anche se questo può “evidenziare difformità rispetto ai risultati dei controlli precedenti”.

CHE COSA HA DETTO TOMASI (ASPI) ALLA STAMPA

“Non cerchiamo scuse, siamo pronti a ogni verifica ma i ponti sono sicuri”. Ad assicurarlo, in una intervista di prima pagina al quotidiano La Stampa, è l’amministratore delegato di Autostrade. Sulle affermazioni a verbale dello storico capo-manutenzioni di Autostrade Michele Donferri Mitelli secondo cui “se un ponte ha coefficiente di rischio 60 è compromessa la capacità statica, a 70 può crollare”, Tomasi risponde: “Mi rimetto al manuale di sorveglianza Aspi-Spea. Con voto 60 la riduzione di staticità è inferiore al 5%, l’intervento va pianificato entro due anni. Il 70 individua una perdita di capacità statica oltre il 5% sull’infrastruttura e servono azioni immediate, con eventuali limitazioni del carico fino anche alla chiusura a seconda del danno riscontrato. Sui viadotti di recente classificati con 60 e 70 le Direzioni di Tronco sono intervenute subito. Questi ponti sono sicuri”. Le parole di Donferri furono eccessive, avventate? “Non sono in linea – spiega il capo azienda della concessionaria autostradale – con il manuale. Bisognerebbe chiedere a lui perché fece quell’affermazione”.

LE CRITICITA’ SECONDO IL CAPO AZIENDA DI AUTOSTRADE

Quanto alle criticità denunciate su alcune infrastrutture, Tomasi ricorda come “sui viadotti di recente classificati con 60 e 70 le Direzioni di Tronco sono intervenute subito. Questi ponti sono sicuri”. Sulla riapertura dell’A26 l’ad di Autostrade spiega la necessità di “gestire il doveroso, e sottolineo doveroso, rapporto con il ministero. Dopo aver esposto l’esito dei nostri rilievi a loro, ci confronteremo con i pm”.

LA QUESTIONE DELLA CONCESSIONE

Infine, sull’ipotesi di un ritiro della concessione ad Aspi, Tomasi rivendica come quello che guida “è un gruppo di 7000 persone, che ha realizzato e sviluppato i progetti più importanti del sistema infrastrutturale italiano. Pensare che l’interesse di un Paese sia quello di rinunciare a questo bagaglio di competenze, mi sembrerebbe non comprensibile”. Ma sull’idea di ridimensionare la concessione “il tavolo è aperto – conclude – stiamo ragionando su aspetti tecnici”.  Sulle ipotesi di revoche o revisioni delle concessioni, il successore di Giovanni Castellucci alla guida di Autostrade per l’Italia sottolinea: “Il tavolo è aperto, stiamo ragionando su aspetti tecnici”. Su quando avverrà la completa riapertura dell’A26, risponde: “Dobbiamo gestire il doveroso, e sottolineo doveroso, rapporto con il ministero. Dopo aver esposto l’esito dei nostri rilievi a loro, ci confronteremo con i pm”.

DOSSIER COMPENSAZIONI

Oggi il quotidiano la Repubblica scrive che il governo sta valutando, invece di una revoca della concessione invocata da tempo dal M5S, una sorta di compensazione: ossia una riduzione volontaristica delle tariffe da parte di Aspi, se non tratti del tutto gratis in alcune tratte. Un modo – secondo le intenzioni dell’esecutivo – di non arrivare alla caducazione della concessione (con risarcimenti fino a 25 miliardi che Aspi potrebbe chiedere) e comunque di “sanzionare” economicamente la concessionaria di Atlantia-Benetton. Secondo la ricostruzione di Start, esiste un tavolo tecnico al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che sta valutando tutti gli aspetti legati alle concessioni e come procedere. Al tavolo si discute pure di un’eventuale compensazione “sostenibile” per tutti, che superi la procedura di revoca. Ma questo tavolo – secondo le indiscrezioni di Start – non è giunto ad alcuna conclusione. Anche perché finora il ministero retto da Paola De Micheli (Pd) non ha avanzato alcuna proposta formale a riguardo.

LE NUOVE INDAGINI

Intanto, ecco le ultime novità giudiziarie. Terzo filone d’indagine sui viadotti controllati da Aspi. L’inchiesta è per omissione di lavori in costruzioni che minacciano rovina, al momento a carico di ignoti. L’indagine è collegata alla chiusura parziale della A26 per il “grave stato di deterioramento con pericolo di rovina” rilevato dai consulenti della procura sui ponti Fado e Pecetti, i due viadotti su cui Aspi sta effettuando controlli da lunedì notte. Nel fascicolo, in mano al pubblico ministero Walter Cotugno, potrebbero rientrare anche il Sori, Veilino e Letimbro. L’inchiesta è partita dalle segnalazioni dei consulenti che avrebbero riscontrato che sotto l’impalcato dei viadotti vi era uno stato di corrosione del cemento elevata, circostanza che non poteva combaciare con i voti (40 su un massimo di 70) dati dai tecnici di Spea fino a giugno. Gli investigatori della guardia di finanza hanno acquisito i progetti del Fado e del Pecetti per verificare se l’opera costruita corrisponda a quella realizzata, così come sarebbe avvenuto per il Paolillo (A16 in Puglia). Verifiche in questo senso verranno fatte anche su tutti gli altri 18 viadotti nel mirino della procura. Dall’indagine sui falsi report, che vede indagate una ventina di persone tra dirigenti e tecnici di Aspi e Spea, era già emerso che il Paolillo non corrispondeva al progetto originario.

IL FORCING DEL MOVIMENTO 5 STELLE

E’ sempre il Movimento 5 Stelle a essere in prima linea nelle critiche al gruppo Benetton. Oggi l’ultima iniziativa di una guerra che caratterizza i grillini fin dalle origini. Ecco quanto si legge in un lungo post oggi sul blog delle Stelle dedicato alla storia della concessione a Benetton. Una storia che viene ricostruita sul blog partendo da lontano, dagli anni ’90. “Autostrade Story è la storia della concessione autostradale ottenuta dai Benetton più di 20 anni fa. Una concessione a condizioni di favore senza eguali. Il post di oggi è la prima puntata. Con questo e quelli che seguiranno andremo a ripercorrere tutte le fasi che hanno portato alla condizione in cui ci troviamo oggi, che ha consentito al concessionario di ottenere profitti mostruosi a fronte di scarsi investimenti in sicurezza. Dobbiamo ricordare come è nata questa concessione e chi sono le persone, politici e non, che ne hanno la responsabilità storica e morale. Condividete il più possibile queste informazioni. E’ tempo di cambiare”. E’ quanto si legge in un lungo post sul blog delle Stelle dedicato alla storia della concessione a Benetton. Una storia che viene ricostruita sul blog partendo da lontano, dagli anni ’90.

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