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Autostrade A24 e A25, ecco perché Draghi asfalta Toto

Il governo ha revocato la concessione delle Autostrade A24 e A25. Ecco perché. Fatti, approfondimenti e commenti

Draghi contro Toto: scatterà la revoca della concessione delle Autostrade A24 e A25, gestite dal gruppo abruzzese Toto.

Ieri, infatti, il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, ha svolto in consiglio dei ministri una relazione sulla situazione delle Autostrade A24/25 e il consiglio ha preso atto della risoluzione del rapporto di concessione con la Società Strada dei Parchi Spa.

Via libera, dunque, a un decreto-legge che disciplina la gestione delle due autostrade da parte di Anas.

La revoca fa seguito alla mancata definizione del Piano economico finanziario e alla contestazione di gravi inadempimenti mossa al concessionario da parte del governo, è scritto nel comunicato finale del Consiglio dei ministri.

LA NOTA DEL MINISTERO RETTO DA GIOVANNINI

Poi una nota del ministero delle Infrastrutture retto da Giovannini ha chiarito: «Il Cdm ha approvato il decreto legge che dà efficacia immediata alla risoluzione della convenzione del 18 novembre 2009, sottoscritta tra Anas e Strada dei Parchi. Tale provvedimento tiene conto degli esiti della procedura per grave inadempimento, attivata a dicembre 2021 dalla direzione generale del Mims, in considerazione delle molteplici criticità riscontrate nella gestione dell’autostrada, compreso l’inadeguato stato di manutenzione. Il decreto legge – prosegue la nota – dispone l’immediato subentro di Anas nella gestione dell’autostrada che, per assicurare la continuità dell’esercizio autostradale, potrà avvalersi di tutte le risorse umane e strumentali attualmente impiegate, tra cui il personale di esazione, quello impiegato direttamente nelle attività operative e le attrezzature, automezzi e macchinari necessari ad assicurare il servizio. È inoltre previsto che l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa) avvii un piano di ispezioni per verificare le condizioni di sicurezza dell’intera infrastruttura autostradale. Per gli utenti è esclusa ogni ulteriore variazione delle tariffe, che rimangono invariate per il futuro rispetto a quelle del 2017».

CHE COSA CONTIENE IL DECRETO

Il decreto legge contempla, inoltre, misure per la regolazione dei rapporti con il concessionario decaduto in relazione all’indennizzo spettante in base alla normativa vigente, fatto salvo il diritto al risarcimento dei danni a favore del Mims. Dice Stefano Patuanelli, ministro Cinquestelle delle Politiche agricole: «È una decisione storica. Finalmente si riequilibra il potere tra i concessionari e lo Stato».

ANALISI SOLE 24 ORE

Un esito in qualche modo annunciato, dopo la lettera inviata, lo scorso mese di maggio, dal gruppo Toto ai ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia, nella quale Strada dei Parchi aveva chiesto al concedente di avviare le procedure per il recesso e la cessazione anticipata della concessione ai sensi dell’articolo 11.11 della convenzione stessa, ricostruisce oggi il quotidiano Sole 24 Ore: “Nella lettera SdP aveva quantificato in 2,4 miliardi l’indennizzo richiesto allo Stato per la risoluzione anticipata del contratto, come previsto dalla concessione la cui scadenza naturale era fissata al 2030. Una mossa clamorosa, maturata dopo la bocciatura (da parte del Cipess) dell’ennesimo Piano economico e finanziario (Pef), cioè lo strumento per mettere in sicurezza i 280 chilometri di autostrada dal rischio terremoti e adeguare l’infrastruttura, che collega il Tirreno all’Adriatico, alle nuove normative europee e nazionali. Uno stallo che paradossalmente è iniziato con la ratifica di un’urgenza da parte del Parlamento: dall’approvazione della legge 228/2012 che stabiliva che A24 e A25 fossero considerate strategiche ai fini di protezione civile e quindi andavano urgentemente messe in sicurezza. Per questo era indispensabile l’approvazione di un nuovo Pef che consentisse il necessario adeguamento sismico, la messa in sicurezza dei viadotti e il rinnovo degli impianti di sicurezza in galleria, nonché tariffe sostenibili per l’utenza. Da allora non sono servite 18 proposte avanzate dal concessionario e una sentenza del Consiglio di Stato (n. 5022/19), che imponeva l’adozione di tale Pef entro il termine inderogabile del 30 ottobre 2019”.

LA DIFESA DI TOTO

Per arrivare a questa svolta clamorosa il governo ha però scelto non di dar seguito alla procedura avviata dalla società dei Toto ma di attuare quell’articolo 35 che fu evocato ripetutamente dal Movimento 5 Stelle per Aspi dopo il crollo del Ponte Morandi. Ed è questo che fa dire a Strada dei Parchi che si tratta di «un sopruso contro il quale reagiremo in tutte le sedi». Spiega la società del gruppo Toto: «Peccato che nel caso di Genova, a torto o a ragione, l’art. 35 non sia stato usato, nonostante le reiterate minacce di farlo a fronte dell’indignazione dell’opinione pubblica scossa dalle conseguenze tragiche dell’accaduto. Mentre lo si pretende di applicare a SdP, soltanto in base all’asserito presupposto, immaginato dal ministero senza alcun elemento probante, che prima o poi possa accadere un qualche incidente».

Una tesi che si rintraccia anche nel commento twittato di Paolo Madron, fondatore e direttore di Tag43, sito che anche in passato ha preso le difese del gruppo abruzzese.

LO SCENARIO DI REPUBBLICA

“La Strada dei Parchi Spa (dunque la famiglia Toto) invoca un indennizzo record di 2,4 miliardi di euro – ha chiosato oggi il quotidiano Repubblica – Soldi che dovrebbero risarcire la mancata remunerazione degli investimenti, i mancati incrementi tariffari, i mancati introiti futuri. La concessione, che è iniziata nel 2000, avrebbe avuto nel 2030 la sua naturale conclusione. Sono passati ormai dieci anni dalla legge 228 del 2012 che impone la messa in sicurezza anti-sismica delle autostrade italiane”.

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