Mobilità

Auto a idrogeno, che cosa faranno Eni e Toyota

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idrogeno

Tutti i dettagli sull’accordo siglato da Eni e Toyota in occasione dell’ultima tappa del Giro d’Italia

Mentre le auto elettriche ed ibride iniziano a trovare un loro spazio nel mercato italiano, in pista arriva anche l’idrogeno. Nelle scorse settimana è stata immatricolata in Italia la prima vettura ad idrogeno, mentre Toyota Motor Italia ed Eni hanno presentato la collaborazione per accelerare la diffusione della mobilità ad idrogeno in Italia. Andiamo per gradi.

COSA SONO LE AUTO AD IDROGENO

Le auto a idrogeno sono comunque delle auto elettriche. Le vetture sono dotate di tecnologia Fuel Cell, ovvero di celle a combustibile all’interno delle quali avviene un processo chimico inverso a quello dell’elettrolisi che, combinando l’idrogeno stoccato in apposite bombole con l’ossigeno dell’aria, crea energia elettrica. Questa energia viene utilizzata per ricaricare delle batterie che alimentano un motore elettrico.

UN ACCORDO PER ACCELERARE L’AVVENTO DELLA MOBILITA’ AD IDROGENO

A provare ad accelerare la diffusione della mobilità ad idrogeno in Italia sono Toyota Motor Italia ed Eni. Le due aziende hanno previsto di un punto di rifornimento di idrogeno presso la nuova stazione di servizio Eni a San Donato Milanese.

Per la realizzazione, che però è ancora in attesa di approvazione, è stata progettata una struttura polifunzionale e di design perfettamente integrata architettonicamente con il nuovo Centro Direzionale Eni che è in costruzione.

COME SARA’ LA STAZIONE DI RIFORNIMENTO

La stazione prevedrà la vendita di prodotti petroliferi premium combinata con la vendita di carburanti avanzati come bio-metano, idrogeno ed elettricità: le autovetture che vi si riforniranno potranno così dare un contributo sostanziale alla riduzione delle emissioni di CO2.

IDROGENO AD EMISSIONI ZERO

E c’è di più. L’idrogeno disponibile nella stazione sarà a “emissioni zero” dal momento che sarà autoprodotto nella stessa stazione per elettrolisi dell’acqua utilizzando energia rinnovabile.

IL RUOLO DI TOYOTA

Ma cosa farà Toyota? La casa auto parteciperà al progetto, mettendo a disposizione le proprie conoscenze e provvedendo alla messa su strada di una flotta di 10 Mirai, che verrà rifornita nella stazione di Eni e i cui utilizzatori verranno individuati nei prossimi mesi.

UN PRIMO PASSO

Se il progetto di San Donato avrà successo, nei prossimi anni Eni renderà disponibile l’idrogeno in altre stazioni della propria rete.

“La stazione idrogeno a San Donato Milanese costituisce un tassello importante nel percorso di de-carbonizzazione di Eni per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti. La mobilità sostenibile è un tema da affrontare con approccio sinergico, in cui tutte le tecnologie sono chiamate a dare il proprio contributo. Con le stazioni idrogeno, Eni intende rafforzare ulteriormente la sua offerta di carburanti a basso impatto ambientale: in una rete di 4.400 impianti, 3.500 erogano Eni Diesel+, il gasolio che contiene anche oli vegetali esausti e di frittura e grassi animali che vengono trasformati in biocarburante nelle bio-raffinerie di Venezia e Gela, mentre circa 200 impianti erogano metano (di cui 2 GNL) e presto anche bio-metano. Con questo accordo – conclude Giuseppe Ricci – abbiamo sottoscritto un’alleanza tra due grandi società, accomunate dall’impegno per un futuro low carbon”, ha dichiarato Giuseppe Ricci, Chief Refining & Marketing Officer di Eni.

TOYOTA LEADER DI SETTORE

“Toyota è stata tra i primi ad intraprendere con decisione il percorso di elettrificazione della propria gamma ed oggi siamo il leader, con oltre 13 Milioni di veicoli elettrificati su strada nel mondo. Per Toyota è fondamentale la tecnologia ibrida elettrica, una vera e propria piattaforma da cui derivano tutte le forme di propulsione elettrificata. E proprio dall’evoluzione continua dei nostri sistemi ibridi è nata Mirai, la prima berlina a zero emissioni alimentata ad idrogeno prodotta in serie. A nostro avviso il percorso verso le emissioni zero passerà inevitabilmente anche attraverso una mobilità basata sull’idrogeno, un vettore energetico fondamentale per consentire una maggior diffusione delle fonti di energia rinnovabile. In Italia è giunto il tempo di agire per iniziare a creare una rete di distribuzione di idrogeno per le automobili. Siamo veramente onorati di poter intraprendere questo percorso insieme ad un partner così importante come Eni, che abbraccia la stessa idea di tecnologia al servizio dell’ambiente”, ha dichiarato Mauro Caruccio, AD Toyota Motor Italia.

IMMATRICOLATA LA PRIMA AUTO

La tecnologia, ad oggi, è ancora sconosciuta ai più. Ma qualcosa ha iniziato a muoversi: a marzo 2019 è stata immatricolata una vettura elettrica a fuel cell alimentata a idrogeno.  Si tratta di una Hyundai Nexo che Hyundai Italia ha consegnato a Bolzano ad “Autostrada del Brennero spa”. La vettura ha un costo di listino pari a 69.000 euro.

L’ITALIA PUNTA SULL’IDROGENO

L’Italia punta sull’idrogeno. Anche il nostro paese, infatti, ha siglato la Dichiarazione di Tokyo, un documento in cui ministri e i delegati hanno confermato il valore della collaborazione nell’attuare un programma per un futuro energetico più pulito e sicuro, utilizzando l’idrogeno come fonte energetica, insieme alle altre rinnovabili, sia nella vita quotidiana che nei trasporti e nei diversi settori industriali.

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