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Le auto elettriche manderanno in rosso i conti della Germania?

La transizione alla mobilità elettrica potrebbe generare un buco di bilancio da 39,1 miliardi di euro in Germania tra il 2025 e il 2030, dovuto al calo delle entrate dalla tassa sui carburanti e alle numerose sovvenzioni. Estratto dalla rassegna stampa di Liturri.

(Welt am Sonntag, Christoph Kapalschinski, 04 gennaio 2026)

L’articolo evidenzia come la transizione alla mobilità elettrica generi un buco di bilancio da 39,1 miliardi di euro in Germania tra il 2025 e il 2030, dovuto al calo delle entrate dalla tassa sui carburanti e alle numerose sovvenzioni. Mentre la Gran Bretagna introduce una tassa chilometrica per le auto elettriche, in Germania discutere nuove imposte su queste vetture è considerato un tabù per non ostacolare il passaggio all’elettrico. Esperti come Dudenhöffer avvertono che tale dibattito minerebbe la fiducia e penalizzerebbe i costruttori tedeschi rispetto ai concorrenti cinesi.

1. L’autore illustra l’impatto finanziario della transizione elettrica sul bilancio tedesco:

«In totale, la conversione alle auto elettriche con le sue molteplici promozioni crea negli anni dal 2025 al 2030 una lacuna di 39,1 miliardi di euro nel bilancio. Lo mostra uno studio che la società di consulenza EY ha realizzato per Welt am Sonntag.»

2. Viene descritto il tabù politico su nuove tasse per le auto elettriche in Germania:

«In Germania la discussione su nuovi oneri per i conducenti di auto elettriche è considerata un tabù, sebbene le entrate future in calo dalla tassa su benzina e diesel abbiano rappresentato nel 2024 35,1 miliardi di euro, pari al 3,7 per cento delle entrate fiscali complessive.»

3. L’esperto avverte dei rischi di un dibattito prematuro sulle agevolazioni elettriche:

«“La discussione distruggerebbe fiducia e creerebbe solo incertezza come fuoco di disturbo”, avverte il professor Ferdinand Dudenhöffer. La paura di nuove imposte per le auto elettriche metterebbe in pericolo la già lenta transizione verso questa tecnologia.»

4. Si propone una soluzione temporanea per colmare il deficit fiscale senza penalizzare l’elettrico:

«Dal 2035, dopo la quasi completa eliminazione delle nuove auto a combustione interna nell’Ue, ci sarebbe tempo sufficiente per riflettere su una compensazione per la tassa sui carburanti che viene meno, dice lui. Fino ad allora lo Stato potrebbe ad esempio ridurre la preferenza fiscale per le auto diesel e riempire così la lacuna di bilancio.»

5. L’articolo evidenzia le disuguaglianze negli incentivi alla mobilità elettrica:

«Chi può caricare nel proprio garage, al meglio con energia solare dal tetto, guida anche senza promozione per lo più più economico rispetto a un’auto a combustione. Per gli abitanti delle città, che dipendono da costose colonnine pubbliche di ricarica, il calcolo invece spesso non torna nonostante i sussidi.»

(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)

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