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Auto elettrica, i piani dell’indiana Tata in Europa

Tata

Con 50.000 auto elettriche vendute, Tata domina il mercato indiano dei veicoli EV, grazie ai sussidi governativi e alle elevate tariffe d’importazione che lasciano fuori dalla porta i marchi occidentali

Che l’affare della mobilità EV elettrizzi soprattutto l’area asiatica è noto a tutti. Non ci sono però solo i cinesi a rappresentare un serio rischio per la sopravvivenza dei marchi occidentali: l’indiana Tata Motors, terza casa del Paese ma leader nel comparto dell’auto elettrica nel sub-continente in cui sforna le proprie vetture, ha difatti in programma di espandere il suo portafoglio di auto elettriche con nuovi modelli e prezzi più elevati.

LE OPPORTUNITA’ DI TATA IN PATRIA…

Si deve battere il ferro finché è caldo, deve avere pensato Shailesh Chandra, amministratore delegato di Tata Motors Passenger Vehicles e della sua filiale EV, protagonista indiscusso di Auto Expo, motor show di riferimento indiano, in scena questi giorni alla periferia di Nuova Delhi.

Del resto Tata nel 2021 ha raccolto un miliardo di dollari da TPG per la sua unità EV, con una valutazione di 9 miliardi di dollari e ora ha di fronte due ghiotte opportunità: da un lato può difatti operare in un subcontinente sterminato e chiuso ai marchi occidentali (esattamente come ha fatto la Cina fino a due anni fa, si può vendere nel Paese solo se si aprono industrie in loco, pena il pagamento di dazi altissimi) che si sta rapidamente trasformando per abbracciare la mobilità elettrica, dall’altro i soldi fatti in patria permetteranno a Tata di essere più competitiva e aggressiva in Occidente, dove finora era piuttosto marginale.

Attualmente, il mercato automobilistico indiano è, per così dire, minuscolo rispetto alla popolazione, con i modelli elettrici che rappresentano solo l’1% delle vendite totali di auto, circa 3 milioni all’anno, ma il governo vuole portarlo al 30% entro il 2030 e lo farà a forza di incentivi. Se a questo si aggiunge che la sperequazione sociale indiana, seppur molto lentamente, sta diminuendo, in un immediato futuro i possessori di auto elettriche potrebbero essere centinaia di milioni, se non miliardi.

Con 50.000 auto elettriche vendute, Tata domina il mercato indiano dei veicoli elettrici, mercato falsato dai sussidi governativi e soprattutto, come già si anticipava, dalle elevate tariffe d’importazione (le più alte al mondo) che finora hanno tenuto lontano Elon Musk, che da anni scalpita per entrare e che non lesina aspre critiche al governo centrale. Da qui l’intenzione da parte di Tata di sfruttare simili agevolazioni per provare a saturare il mercato lanciando 10 modelli elettrici entro marzo 2026.

Alla kermesse di questi giorni l’azienda ha presentato 12 autovetture, tra cui cinque modelli elettrici, e 14 autocarri. E al pari di altri colossi asiatici strizza l’occhio alla neutralità tecnologica, puntando anche su diversi veicoli alimentati da celle a combustibile a idrogeno. Tra le auto appena presentate le versioni elettriche dei popolari SUV Harrier e Sierra, oltre a una concept car basata sulla nuova piattaforma per veicoli elettrici che dovrebbe essere lanciata alla fine del 2025.

Le altre aziende del gruppo permettono alla Casa indiana di presidiare ogni comparto, per esempio Tata AutoComp fornisce componenti per veicoli elettrici come batterie e motori mentre Tata Power sta invece installando stazioni di ricarica nelle città e lungo le autostrade. La casa automobilistica sta valutando le opportunità di produrre e rifornirsi localmente di un maggior numero di componenti, come le celle delle batterie e i motori, e sta anche studiando potenziali mercati di esportazione per le sue auto elettriche.

…E GLI INVESTIMENTI IN EUROPA

Di tutto rispetto, sebbene debbano ancora essere arricchiti di dettagli essenziali, anche i piani elettrici per il Vecchio continente. Non dimentichiamo che dalle nostre parti, difatti, il Colosso di Mumbai oltre a essere presente col proprio marchio ha acquisito il Gruppo britannico Jaguar Land Rover (JLR).

“Siamo ben coperti sui piani di produzione delle batterie”, ha recentemente dichiarato P. B. Balaji, direttore finanziario di Tata Motors, parlando con Bloomberg sempre durante l’India Auto Expo. “Ma avremo bisogno di una certa capacità produttiva di celle in Europa”. L’allusione è alla gigafactory che Tata aprirà nel Vecchio continente e che permetterà ai marchi inglesi di passare all’elettrico. Jaguar diventerà completamente elettrica entro il 2025, mentre Land Rover produrrà il suo primo modello full electric nel 2024.

LE ALTRE INDIANE DA TENERE D’OCCHIO

Come si raccontava, la chiusura totale imposta dal governo ai marchi stranieri unita alla doccia di sussidi fa dell’India il vivaio ideale in cui coltivare tantissime Case automobilistiche, vecchie e nuove, tra cui un florilegio di startup. Al momento tanti nomi a un utente europeo non diranno nulla, ma nel prossimo futuro Mahindra, Ola, Pravaig e, nel campo delle dueruote, Hero MotoCorp, potrebbero diventare familiari…

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