Mobilità

Ecco il buco senza fondo dell’Atac. Report Ibl

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Domenica 11 novembre si tiene a Roma il referendum per decidere il futuro trasporto pubblico della capitale. Proviamo a capire qual è la vera situazione dell’Atac

Roma torna alle urne. Domenica 11 novembre, 2,4 milioni di residenti della Capitale potranno scegliere le sorti del trasporto pubblico locale. Verrà liberalizzato e messo a gara o tutto resterà com’è (in mano ad Atac)? Difficile fare previsioni.

Certo è che disservizi e conti, al momento, parlano chiaro, come denuncia un report a firma dell’economista esperto di trasporti, Andrea Giuricin. La gestione Atac fa acqua da tutte le parti: “La società pubblica non rispetta i contratti di servizio; non effettua le corse come da programmazione del Comune; ammette di non rispettare i requisiti di manutenzione dei veicoli; costa il doppio di quello che dovrebbe costare”, si legge nel report pubblicato sul sito dell’Istituto Bruno Leoni. Ma andiamo per gradi.

LE DUE DOMANDE DEL REFERENDUM

Prima di addentrarci nei conti di Atac, capiamo quali saranno le domande del Referendum a cui i cittadini dovranno rispondere.

Il primo quesito: “Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e su rotaia mediante gare pubbliche, anche a una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e la ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?”.

Il secondo quesito: “Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?”.

QUANDO SI VOTA

Si vota domenica 11 novembre dalle 8 alle 20, con una croce sul sì o sul no. Lo spoglio inizierà alla chiusura delle urne.

Votando “Sì” si liberalizzerà il trasporto locale, secondo i proponenti.

LO STATUS QUO

E ora passiamo alla situazione attuale. Il trasporto locale di Roma è in mano ad Atac: è il Comune di Roma Capitale che ha la proprietà della società e ne è al tempo stesso il controllore. Sempre il Comune, nonostante i disagi ed i numerosi buchi, ha prolungato il contratto di servizio ad Atac, senza gara, dal 2019 al 2021.

Per cambiare la situazione bisognerà mettere a gara il servizio e separare la gestione dal controllo del Comune, prevedendo una verifica periodica della qualità del servizio.

I CONTI DI ATAC

Ed ora passiamo al capitolo più spinoso (e forse più interessante). “Nel complesso si parla di oltre 1,5 miliardi di euro di debito congelati. Secondo il bilancio 2017, l’esposizione verso il contribuente italiano è di oltre 800 milioni di euro. Oltre ai debiti accumulati e non ripagati, nel 2017 Atac è stata inadempiente anche nel servizio di trasporto, non essendo riuscita a soddisfare i chilometri richiesti dal Comune di Roma. Infatti, la produzione chilometrica effettiva è risultata inferiore di circa il 16 per cento rispetto al contratto di servizio per bus e metropolitane”, denuncia il report a firma di Andrea Giuricin “Il buco ATAC peggiora, ma è possibile chiuderlo”.

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Scendendo nei particolari, negli ultimi 9 anni l’azienda pubblica è costata al contribuente circa 7 miliardi di euro tra sussidi e perdite e dal 2016, ogni giorno che passa l’azienda di trasporto pubblico romana costa al contribuente circa 2,1 milioni di euro.

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E ancora. Aumenta anche il costo per vettura chilometro, sotto il mandato del sindaco Raggi: “Da meno di 6 euro per vettura chilometro, si è arrivati ad un valore vicino a 6,5 euro. Un valore che rimane più che doppio rispetto ai più alti standard. Nei migliori casi europei, infatti, al netto di svalutazioni e ammortamenti esso è di poco superiore a 2-2,5 euro per vettura chilometro”, si legge nel report.

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