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Ecco come Toto va in soccorso di Atlantia contro Cdp su Aspi

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Il gruppo Toto che si candida a rilevare Autostrade per l’Italia (Aspi) da Atlantia al posto di Cassa depositi e prestiti ha la stazza finanziaria adatta? E che fine faranno i contenzioni con l’Anas? Fatti, numeri, indiscrezioni e incognite, mentre è stallo sulla manleva fra Atlantia e Cdp

Toto Holding che ha inviato una lettera ad Atlantia lo scorso 14 settembre, con relativa manifestazione d’interesse, dando la disponibilità a rilevare il pacchetto azionario di Atlantia in Aspi. La missiva è firmata dall’ad, Lino Bergonzi. L’operazione è seguita personalmente da Riccardo Toto, che nelle settimane scorse ha incontrato i vertici di Atlantia.

E’ quello che scrive oggi il Sole 24 Ore.

Il gruppo Toto Holding – attivo nel settore delle costruzioni di opere e anche nelle concessionarie autostradali – si fa dunque avanti per Autostrade per l’Italia.

Dopo la decisione di Atlantia di avviare un «dual track» per separarsi dalla controllata Aspi e in attesa di sapere quale sarà la reazione di Cdp alla lettera inviata ieri, si stanno muovendo potenziali compratori interessati alla quota dell’88% della holding infrastrutturale; un’alternativa alla prospettiva auspicata dal governo per una concessionaria autostradale controllata dalla Cassa depositi e prestiti.

Ma il gruppo Toto ha la stazza finanziaria per prendere controlla e guida di Autostrade per l’Italia? O non sarà un’offerta bluff come quella che fu avanzata per Alitalia?

E’ quello che si chiedono addetti ai lavori e ministeri in queste ore considerando anche i numeri molto bassi del gruppo della omonima famiglia imprenditoriale.

In effetti, Toto Holding ha un valore della produzione di 378 milioni di euro (anno 2019) e un risultato netto negativo di oltre 23 milioni di euro.

Vista l’entità dell’operazione (una valutazione di 11 miliardi di euro) Toto Holding dovrà cercare almeno un alleato finanziario, ha aggiunto il Sole 24 Ore: “Candidato naturale è il fondo statunitense Apollo, con il quale Toto Holding ha già stretto un’alleanza nel settore delle rinnovabili, area dove Toto ha condotto una serie di transazioni con plusvalenze per qualche centinaia di milioni. A inizio settembre Renexia spa, società attiva nelle energie rinnovabili che fa capo a Toto Holding, ha chiuso con Apollo un’operazione negli Usa da 265 milioni di dollari. L’accordo prevedeva un investimento da parte di Apollo Infrastructure fino a 265 milioni di dollari nella controllata statunitense di Renexia, US Wind. Ora l’alleanza potrebbe dunque essere estesa a un altro settore, appunto quello autostradale dove Toto è già ben presente in Italia con l’A24 e l’A25”.

Ma ci sono altre incognite. Ad esempio il gruppo Toto ha un ampio e aggrovigliato contenzioso con Anas (controllata dal gruppo Ferrovie). E il gruppo Toto è disposto a rilevare il controllo di Aspi senza alcuna manleva?

Proprio la manleva è uno dei nodi – forse il principale – da sciogliere nella trattativa ancora in stallo fra Atlantia e Cassa depositi e prestiti.

Tanto che sarebbe a un passo dalla rottura definitiva la trattativa tra Atlantia e Cdp sul riassetto di Autostrade per l’Italia.

La holding che controlla la concessionaria ha infatti risposto a Cassa confermando di voler tirar dritto sul percorso avviato per la dismissione della partecipazione nella concessionaria. Una mossa con cui
Atlantia di fatto chiude la trattativa, secondo fonti vicine a Cdp, spiegando che escludendo la manleva al mercato sui danni di Genova, Cassa non può procedere.

La mossa di Atlantia è arrivata in serata. Una breve lettera con cui la società conferma a Cassa che “a seguito delle deliberazioni assunte ieri dal nostro cda”, è stato avviato oggi “il processo ‘dual track'”, “al quale auspichiamo vogliate partecipare”.

Nella lettera si confida che le “difficoltà” emerse nelle interlocuzioni possano essere superate e si anticipa che il processo dual track ha come termine ultimo per la presentazione delle offerte non vincolanti il 16 dicembre.

Una comunicazione che però non va nella direzione auspicata dal gruppo presieduto da Giovanni Gorno Tempini e guidato dall’ad, Fabrizio Palermo: la conferma della volontà di andare avanti con la strada avviata, dimostra che sono stati disattesi completamente gli impegni assunti dai due amministratori delegati di Atlantia e Aspi il 14 luglio, ha scritto ieri l’Ansa, evidenziando in particolare che, respingendo la richiesta di garanzie per i danni provocati dal crollo del Ponte di Genova (la cosiddetta manleva) la stessa Atlantia fa venir meno una fondamentale condizione di mercato, inderogabile per qualunque investitore di mercato, che renderebbe impossibile deliberare l’operazione i Cda.

Atlantia quindi, si fa notare, chiude così di fatto a ogni possibilità di proseguire nella trattativa su Aspi. Cdp, ha aggiunto l’Ansa, in questi due mesi ha portato avanti un tavolo negoziale volto a erseguire un’operazione di mercato ed la disponibilità a trovare soluzioni di ragionevole compromesso e di mercato è stata massima.

E’ di due giorni fa la lettera con cui Cassa invitava la società a riconsiderare la propria posizione e concedendo sette giorni di tempo. Una lettera arrivata in coincidenza con il cda della holding che, portando avanti l’iter annunciato ad inizio agosto, ha avviato il ‘doppio binario’ (vendita in blocco dell’88% o scissione) per arrivare alla dismissione della partecipazione e ha fissato il 30 ottobre per il voto degli azionisti.

Ora la parola dovrà necessariamente passare al Governo, che è l’ideatore della soluzione Cdp per Aspi, decisa nel cdm del 14 luglio.

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