Mobilità

Alitalia, Air France e Lufthansa vanno in picchiata sugli aeroporti e chiedono chiarezza al governo su Enac e Art

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trasporto aereo

Consigli e critiche dell’Ibar, l’associazione delle compagnie aeree operanti in Italia come Alitalia, Lufthansa, Air France e easyJet, durante un’audizione parlamentare

No ai contributi pubblici a pioggia per gli aeroporti, rivedere le norme sugli indennizzi ai passeggeri, incentivare lo sviluppo delle rotte aeree.

Sono solo alcuni degli suggerimenti che sono arrivati dall’Ibar (Italian Board Airlines Representatives) durante la recente audizione in commissione Lavori pubblici al Senato sul ddl 727 che delega il governo al riordino delle disposizioni legislative in materia di trasporto aereo.

COS’E’ L’IBAR

L’Ibar associa le compagnie aeree italiane e straniere che operano nel nostro Paese, tra cui Alitalia, Air France, Lufthansa e easyJet. Attualmente, con il recente ingresso di All Nippon Airways, Air Europa e Vueling, conta 54 vettori. I suoi compiti principali sono quelli di tutelare gli interessi dell’industria del trasporto aereo, dialogare con tutte le associazioni internazionali del settore, collaborare con autorità di regolazione, enti preposti e legislatori, facendo particolare attenzione alla conformità della normativa nazionale con le direttive e i regolamenti europei. Di seguito i principali punti trattati durante l’audizione.

RICLASSIFICAZIONE AEROPORTI, SISTEMI E RETI AEROPORTUALI

L’Ibar evidenzia come nel piano nazionale degli aeroporti si debba prendere atto delle realtà di mercato ed evitare contributi pubblici a pioggia che, secondo le compagnie aeree attive in Italia, “favoriscono l’inefficienza anche a scapito delle gestioni aeroportuali più virtuose”. E ancora, per quanto riguarda le reti aeroportuali, si deve fare in modo che gli utenti di un aeroporto non debbano sussidiare scali per cui non hanno interesse.

INTERMODALITA’

Un plauso va alla prospettiva di un sistema di collegamenti intermodali per migliorare l’accessibilità degli scali e contribuire all’allargamento del bacino di utenza degli aeroporti.

A tal fine serve che i treni ad alta velocità arrivino direttamente nei principali scali, ma anche che si intensifichino le frequenze e si integrino i sistemi di vendita che Trenitalia e i vettori membri di Ibar stanno progressivamente implementando. Per quanto riguarda il trasporto merci, è invece necessario sviluppare piattaforme logistiche attrezzate nelle immediate vicinanze di scali, come Malpensa e Fiumicino, con una rilevante attività cargo.

COMPETENZE REGOLATORIE

“Irrinunciabile elemento di tutela” sia dell’interesse pubblico sia di quello degli utenti aeroportuali è una efficace attività di regolazione svolta da un organismo indipendente, così come previsto dalla normativa europea.

Secondo l’associazione, l’attuale divisione di compiti tra Art (regolazione economica) ed Enac (concedente e supervisore tecnico) non offre la necessaria chiarezza nell’individuazione delle competenze. Inoltre, l’estensione della supervisione economica di Enac agli aeroporti di Roma, Milano e Venezia “crea potenziali diseguaglianze e andrebbe superata”.

Ibar vede “con interesse” la preannunciata revisione dei modelli regolatori di Art da cui si attende tra l’altro l’individuazione degli scali italiani con un significativo potere di mercato, un cambio di prospettiva nella determinazione delle tariffe e un maggiore coinvolgimento degli utenti aeroportuali e delle associazioni di categoria nella definizione dei piani di investimento cui si offre un contributo attraverso le strutture tecniche della Iata.

Sul fronte di Enac, si auspica l’effettiva risoluzione delle criticità in materia di “safety & security” in tempi “ragionevoli”.

INCENTIVI ALL’AVVIAMENTO E SVILUPPO DI ROTTE AEREE

L’associazione dei vettori che operano in Italia ha fornito alla commissione anche osservazioni sugli incentivi per l’avviamento di nuove rotte e per lo sviluppo di quelle già esistenti. In particolare segnalano la necessità che le politiche commerciali dei gestori aeroportuali siano “rispettose dei principi di trasparenti e accessibili a tutti i soggetti interessati”.

CONCESSIONI AEROPORTUALI

Spazio anche alle concessioni aeroportuali, la cui durata è bene non sia così breve da pregiudicare il ritorno degli investimenti ma neppure eccessiva. In tal caso, infatti, non sarebbe conforme alla normativa europea, non incoraggerebbe l’ingresso di player potenzialmente più efficienti e rischierebbe di creare nel tempo posizioni di rendita.

GESTIONE DEGLI SPAZI AEREI

In merito alla gestione degli spazi aerei, l’Ibar fa notare che – a un raffronto con altre realtà nazionali come Francia e Germania – la performance italiana presenta minori criticità. L’associazione supporta il potenziamento di Eurocontrol, l’organizzazione intergovernativa civile e militare che controlla il traffico aereo a livello europeo, e segnala che l’ostacolo principale è l’eccessiva frammentazione di un sistema che continua a considerare gli spazi aerei coincidenti con i singoli confini nazionali”. Inoltre, una razionalizzazione del sistema a livello europeo consentirebbe un “significativo risparmio delle emissioni di anidride carbonica”.

ACCORDI BILATERALI

I vettori di Ibar sono a favore della definizione di accordi bilaterali sottoscritti dall’Unione europea con Stati extra-Ue.

CONTRATTI DI SETTORE

Ibar promuove l’attuale sistema di contrattazione collettiva, che definisce “articolato, e che in molti casi è abbinato ad accordi di secondo livello, definiti in ambito aziendale, “che tengono opportunamente conto delle specificità delle singole aziende”.

PASSEGGERI

Giudizio meno positivo, invece, sulla normativa esistente riguardo ai passeggeri. La direttiva EU 261/2004, recepita a livello nazionale e di cui a breve è prevista una revisione, secondo l’Ibar penalizza le compagnie aeree associate perché sono soggette ad obblighi di assistenza e di indennizzo anche nei casi in cui la responsabilità di ritardi e cancellazioni ricade su altri soggetti sui quali però è impossibile rivalersi. Inoltre, la  misura degli indennizzi “appare del tutto sproporzionata rispetto al costo medio dei biglietti, in costante diminuzione dagli anni ’90 a seguito della piena liberalizzazione del settore”.

Si sottolinea poi che in altri settori gli indennizzi previsti in caso di disservizi non sono mai superiori al corrispettivo effettivamente incassato. Si tratta di una sproporzione che nel tempo ha creato le condizioni “per la nascita di una vera e propria industria dedita alla riscossione degli indennizzi riconosciuti dalle compagnie”.

RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE

Su questo fronte i vettori associati ad Ibar sono favorevoli alla creazione di organismi addetti alla risoluzione alternativa delle controversie che prevedano la partecipazione paritetica di tutti i soggetti interessati, così come accaduto in altri Paesi europei.

CARGO AEREO

Infine, Ibar si augura che venga data continuità al tavolo di lavoro sul cargo aereo, costituito dal ministero dei Trasporti nel 2017 e cui partecipano regolatori, enti competenti, associazioni ed operatori del settore. Allo stesso tempo ritiene utile che si implementi rapidamente lo sportello unico doganale, individuato nell’ambito dei lavori del tavolo come strumento per superare i colli di bottiglia nella gestione documentale e fisica delle spedizioni in transito negli aeroporti italiani.

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