Mobilità

Alitalia, ecco come Tesoro e Atlantia frenano gli ardori dimaiani di Ferrovie (mentre Battisti bisticcia con i commissari sugli esuberi)

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Tutte le ultime novità su Alitalia. Fatti, indiscrezioni e scenari

 

Turbolenze continue su Alitalia.

Questa volta è con tutta probabilità il passaggio di consegne tra Conte 1 e Conte 2 a far slittare ancora i tempi del salvataggio della compagnia aerea che resta commissariata.

Ma a far slittare tempi e modi dell’operazione Stato-privati per dare un futuro ad Alitalia ci sono ancora operazioni da definire tra commissari e Ferrovie per quanto riguarda gli esuberi.

Ecco tutte le novità che si desumono da un articolo del quotidiano Il Messaggero.

ECCO LE ULTIME NOVITA’ SU ALITALIA

E’ dal Tesoro che è arrivata una frenata: l’ex ministro dell’Economia, Giovanni Tria, non ha voluto dar corso alle attese – talvolta spasmodiche delle Ferrovie e dell’ex vicepremier Luigi Di Maio – per accelerare sulla tempistica del salvataggio di Alitalia. A svelarlo è di fatto una lettera dei vertici del gruppo Ferrovie Italiane.

CHE COSA HA SCRITTO FERROVIE

Scrive Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Fs: «Con riferimento alla partecipazione all’operazione del Mef, che è il presupposto alla firma del contratto, a seguito di alcuni recenti incontri/interlocuzioni, il Mef ha in via informale manifestato il proposito di formalizzare il coinvolgimento subito dopo l’eventuale sottoscrizione del Contratto».

LE TESI DI FERROVIE SPIFFERATE A GOVERNO E MEDIOBANCA

In uno dei passaggi chiave della lettera che ieri Battisti ha inviato al Mise, ai commissari e ad advisor come Mediobanca, il manager fornisce una delle principali ragioni, finora sconosciute, alla base della richiesta di proroga, concordata con Atlantia, dal 15 settembre al 31 ottobre, per finalizzare la proposta definitiva e il contratto, ha svelato il Messaggero: “I commissari comunicheranno nel week end la decisione: difficile venga accolta in toto la richiesta”.

LE CRITICHE DI FERROVIE AL TESORO

Da parte di Ferrovie, che a fine agosto ha inviato al Mef una lettera priva finora di risposta, la posizione di Via XX Settembre «desta particolare preoccupazione e richiede di essere chiarita al più presto e in ogni caso prima della presentazione dell’offerta definitiva». E’ evidente che questo ostacolo va rimosso per definire la compagine della Newco.

I PROSSIMI PASSAGGI PER ALITALIA

Secondo le previsioni, infatti, Fs e Atlantia dovrebbero sottoscrivere una quota del 35% a testa, ha aggiunto Il Messaggero: “Sarebbe stato chiesto a Delta di aumentare la partecipazione deliberata del 10% ad almeno il 15% e il Tesoro dovrebbe convertire in capitale gli interessi (145 milioni) sul prestito ponte, dopo il deposito dell’offerta e il decreto del Mise di cessione degli asset, ma prima del closing”.

CHE COSA FARA’ IL NUOVO GOVERNO?

Il dossier Alitalia non è ancora stato preso in mano dal neo ministro Roberto Gualtieri, subito impegnato dalla manovra di bilancio da negoziare con la Ue. E il nuovo ministro potrebbe dare una diversa impostazione alla presenza dello Stato nella cordata in formazione, sottolinea Dimito del Messaggero.

IL CASO ATLANTIA IN ALITALIA

Ma non c’è stato solo Tria a non esaudire le attese pressanti di Di Maio e di Battisti. Il 5 settembre Atlantia, in una lettera a Fs, «ha infatti evidenziato l’esigenza di approfondire la negoziazione dei temi ancora aperti, relativi alla jv transatlantica, ritenendo a tal fine necessario un ulteriore periodo di trattative almeno fino alla fine di ottobre», ha svelato il Messaggero.

I SUBBUGLI TRA FERROVIE E COMMISSARI ALITALIA

Ma in verità ci sono anche aspetti ancora tutti da definire tra Ferrovie e l’attuale amministrazione commissariale di Alitalia: in una lettera svelata dal Messaggero, “Battisti rimarca di non assumersi responsabilità gestionale e finanziaria sui rami d’azienda «che resta in capo ai commissari» e sottolinea «che l’eventuale riallocazione dei possibili esuberi connessi all’operazione non è in alcun modo di competenza di Newco o dei suoi potenziali soci, ma dovrà essere gestita dalle istituzioni e dalla procedura mediante strumenti di mitigazione sociale». Questo significa che le ipotesi di far assorbire a Fs una parte del personale in eccedenza non possono essere più percorse e il governo dovrà attrezzarsi con ammortizzatori sociali da negoziare con i sindacati”.

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