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Alitalia, come decollano gli scioperi per Ita

Alitalia

Il 15 maggio è in programma uno sciopero di 24 ore del comparto aeroportuale e dell’indotto, proclamato dai sindacati Cub e Usb. I lavoratori della compagnia Alitalia nella stessa giornata incroceranno le braccia dalle 10 alle 18.

I piloti aerei incrociano le braccia. Il 15 maggio, i sindacati di CUB e USB hanno indetto una sciopero di 24 ore per tutto il comparto aeroportuale e dell’indotto. Contestualmente anche i lavoratori della compagnia Alitalia incroceranno le braccia dalle 10 alle 18. 

La ragione del contendere, per i lavoratori di Alitalia, è il piano Ita al vaglio del Governo per il rinnovo della compagnia di bandiera che rischia di lasciare a casa tanti lavoratori. 

I numeri del Piano Ita

Il Piano Ita è frutto di un braccio di ferro tra il Governo e l’Unione Europea. Il piano vorrebbe salvare dal fallimento Alitalia e rilanciare la compagnia di bandiera seppur in una versione ridotta. Il piano prevede una flotta aerea composta da 47 vettori, oggi ce ne sono 52. la nuova società avrebbe circa 3.000-3.500 dipendenti. Ci sarebbero così 7.500 esuberi potenziali rispetto agli 11mila dipendenti di Alitalia. Lo scorso anno il Governo aveva previsto di stanziare circa 3 miliardi di euro per avviare la compagnia, oggi quella cifra dovrebbe essere più contenuta. Il decollo di Ita, già previsto ad aprile e poi slittato al primo luglio, probabilmente slitterà di nuovo. Ita potrebbe partire solo dopo l’estate.

I due presidi a Roma e a Milano per lo sciopero

I lavoratori promotori della protesta di ritroveranno alle ore 10.00 in due presidi: all’aeroporto di Fiumicino in corrispondenza del Terminal 3 Partenze e all’aeroporto di Milano Linate, nelle vicinanze della porta 7 nel settore Arrivi. “Questa iniziativa, che arriva dopo una settimana di proteste di piazza, coinvolge tutto il settore. È infatti importante che i lavoratori Alitalia e dell’intero comparto insistano con una incessante mobilitazione contro un Governo che, come i precedenti, non interviene per il rilancio del settore e condanna la compagnia di bandiera, attraverso il piano ITA, alla scomparsa”. A dirlo è Antonio Amoroso, membro della segreteria nazionale CUB. 

Le richieste dei sindacati: contratto unico di comparto

I sindacati che incroceranno le braccia chiedono al Governo che il Contratto Collettivo Nazionale sia unico e uguale per tutti i lavoratori del comparto. “La divisione del CCNL in aree contrattuali con trattamenti diversi, la mancata applicazione in tutto il comparto ha favorito la separazione dei lavoratori, ha fornito la possibilità di attuare il dumping sociale e ha indebolito il nostro potere contrattuale – dice Gianni Cervone, esponente della CUB Trasporti Lombardia -. Il comparto deve ritornare ad essere pubblico per una politica finalizzata agli interessi di lavoratori, utenti e territorio”. La CUB si scaglia contro il tentativo di introdurre “profitti privati” nell’ambito dei servizi pubblici, “sono uno scandalo sotto gli occhi di tutti”, continua Cervone. 

La Commissione approva meno di 13 milioni i aiuti pubblici 

La Commissione Ue ha approvato un aiuto pubblico di 12,835 milioni di euro stanziato dall’Italia per compensare Alitalia per i danni subiti dalla pandemia da covid-19. Il Governo intende stanziare altri 100 milioni di aiuti di Stato per Alitalia, con il prossimo decreto legge “Sostegni 2”, che dovrebbe andare al Consiglio dei ministri la settimana prossima. Questa somma copre appena i costi per gli stipendi al personale per un mese. Alitalia ha già pagato in ritardo gli stipendi di marzo e aprile. Di fronte alla carenza di liquidità, il 21 aprile il Governo, senza concordarlo con la UE, ha approvato una norma urgente, in un decreto legge, che consente l’anticipazione finanziaria fino a 53 milioni ad Alitalia, si tratta dei fondi residui non utilizzati dei 350 milioni stanziati nel 2020 per i danni del Coronavirus patiti da Alitalia.

Allarme CUB: “Gravi discriminazioni sugli ammortizzatori sociali” 

Il sindacato CUB ha sollevato le problematiche di tanti lavoratori che non hanno ricevuto, o hanno ricevuto con discontinuità, le erogazioni degli ammortizzatori sociali. “Il mancato pagamento degli ultimi mesi di quanto dovuto da parte del Fondo Solidarietà Trasporto Aereo – ha aggiunto il sindacalista Antonio Amoroso -, i mancati anticipi della Cig da parte delle aziende, i ritardi e le parziali erogazioni della Cig da parte dell’INPS, la mancanza assoluta di sostegni economici ai precari e ai lavoratori di alcune società, stanno già provocando ingenti problemi economici agli addetti dell’intero comparto aereo, aeroportuale e di tutto l’indotto”. 

Le protesta davanti alla sede Rai 

I laboratori del gruppo Alitalia hanno manifestato anche davanti alla sede Rai di Viale Mazzini per protestare contro un presunto silenzio circa le problematiche della compagnia di bandiera e le richieste dei sindacati. Una delegazione dei manifestanti, che vedeva al suo interno i rappresentanti sindacali di USB, Cub, Acc e Navaid, è stata ricevuta dal vicedirettore Lorenzo Ottolenghi, della Direzione Relazioni con Parlamento e Governo, e da Armando Melchionna, della Direzione Relazioni con Autority e Ministero delle Comunicazioni. I sindacalisti hanno lasciato ai dirigenti Rai la documentazione del Piano Arrigo-Intrieri, piano alternativo a quello al vaglio del Governo. 

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