Mobilità

Adr, Sea e non solo chiedono con Palenzona al governo aiuti stile Fs e Alitalia

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La proroga di 2 anni delle concessioni degli scali aerei non basta ad Assaeroporti che rappresenta anche Adr e Sea. Ecco le ulteriori richieste dell’associazione confindustriale degli scali presieduta da Palenzona

Un emendamento al decreto Rilancio proroga di due anni le concessioni aeroportali. “Una boccata di ossigeno” per i gestori, commenta Fabrizio Palenzona, il presidente di Assaeroporti, l’associazione dei gestori italiani degli aeroporti che conta 32 associati, tra cui Sea (Linate e Malpensa), Adr (Fiumicino), Gesac (Napoli) e Gesap (Palermo).

Boccata d’ossigeno, però, che non basta alle società che gestiscono gli scali. Palenzona, infatti, chiede al governo di istituire un fondo da 800 milioni di euro, per compensare i gestori aeroportuali dei danni subiti, e l’introduzione di una serie di alleggerimenti fiscali.

Andiamo per gradi.

LA PROROGA

Il decreto Rilancio, che ha ottenuto nei giorni scorsi il via libera dall’aula della Camera dei deputati, prevede la proroga di 2 anni delle concessioni già in essere per la gestione dell’attività degli aeroporti.

L’EMENDAMENTO

La norma è stata introdotta con un emendamento all’articolo 202: “In considerazione del calo di traffico negli aeroporti italiani derivante dall’emergenza epidemiologica da Covid 19 e dalle relative misure di contenimento del contagio adottate dallo Stato e dalle Regioni, al fine di contenere i conseguenti effetti economici, è prorogata di due anni la durata delle concessioni per la gestione e lo sviluppo dell’attività aeroportuale, in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”, si legge nel decreto.

COSA SIGNIFICA PER AEROPORTI DI ROMA?

Tra i gestori cui il decreto concede la proroga c’è Aeroporti di Roma dei Benetton, la cui gestione si prolunga dal 2044 al 2046. E, secondo Affari Italiani, la “proroga è quantificabile in circa 1 miliardo di Ebitda, 500 milioni più 480 di margine operativo lordo”.

PALENZONA: UNA BOCCATA DI OSSIGENO

A plaudire all’iniziativa promossa dal ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, è Assaeroporti, l’associazione dei gestori italiani degli aeroporti che conta 32 associati, tra cui Sea, Adr, Gesac e Gesap.

“La misura è una boccata d’ossigeno e costituisce per ora l’unico intervento a sostegno dei gestori. Il sistema aeroportuale ha affrontato ed affronta un momento particolarmente complesso: calo del traffico, carenza di ricavi e costi difficilmente recuperabili. La proroga. pur non agendo nell’immediato ha grande valore per il sostegno e la ripresa degli investimenti e può contribuire alla crescita del nostro sistema, che resta strategico per dare sprinta al Pil”, ha sottolineato Fabrizio Palenzona in un’intervista al Messaggero.

L’emendamento, dunque, rappresenta, per Assareoporti “nessun regalo” ma “solo una scelta di buon senso, avallata del resto dalla Commissione Ue”.

LE RICHIESTE AL GOVERNO

Ma la proroga non basta ad Adr, Sea e gli altri gestori. Per superare la crisi da Covid-19, Palenzona ritiene “indispensabile” garantire un immediato sostegno alle imprese aeroportuali con “lo stanziamento di un Fondo di 800 milioni per la compensazione dei danni subiti” e chiede anche “l’introduzione di una serie di alleggerimenti fiscali, tra cui la riduzione dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco, soprattutto per i piccoli aeroporti”, afferma al Messaggero.

LE RIVENDICAZIONI

Si tratta, in realtà, di interventi già richiesti “ma ad ci sono stati rifiutati”, rivendica poi Palenzone, aggiungendo: “Sono invece arrivate ingenti risorse alle Fs, ad Alitalia, all’Anas. Nulla per i marittimi, gli aeroporti, la logistica. Una volta passata la crisi e tornati alla normalità la somma avrebbe potuto anche essere rimborsata, riassorbita nel tempo Su questo abbiamo dato ampia disponibilità”.

NESSUN VANTAGGIO SU ALITALIA

E proprio sul denaro arrivato ad Alitalia, Palenzona si era già espresso: “Non siamo contrari al rilancio di Alitalia, ma questo non può avvenire con misure protezionistiche che allontanano le low cost protagoniste in questi anni dell’ incremento di traffico nel nostro Paese”, aveva affermato il presidente della confindustriale Assaeroporti, in un’intervista al Corriere della Sera, mentre il nuovo vertice di Confindustria stimmatizzava il salvataggio di Alitalia.

“Sia chiaro: non siamo contrari all’idea di una compagnia di bandiera”, sosteneva Palenzona, ma “bisogna evitare misure selettive per avvantaggiare Alitalia perché disincentivano i vettori low cost e rischiano di farci tornare indietro, a un trasporto aereo d’élite”. In merito ai danni causati dalla pandemia, “quest’anno prevediamo un calo di 1,6 miliardi di euro di ricavi e di 120 milioni di passeggeri”, cioè il 63% in meno sul 2019, spiega Palenzona, che chiede di “togliere l’addizionale comunale da 6,5 euro per passeggero in partenza, per tutti e soprattutto per gli scali più piccoli”.

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