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Mobilita’ femminile, quando le metropoli sono ancora impreparate

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Ma non basta ancora. Dal 14 al 16 Aprile si svolge a Parigi la quinta conferenza internazionale sulla mobilità al femminile, Women’s issues in transportation, dedicata ai modi di muoversi al femminile in città, tema sino a qualche ano fa del tutto sconosciuto. Eppure se ci pensiamo solo un attimo le donne hanno esigenze del tutto particolari quando si muovono in città.

A Vienna, per esempio, circolano tram di tipo Ulf, ultra low floor, con un pavimento basso che consente a chi sale di portare a mano la borsa della spesa. Proprio Vienna viene considerata il massimo dagli esperti di mobilità al femminile: negli anni Novanta, gli esperti condussero uno studio sulla mobilità nel nono distretto della capitale austriaca, cosicchè l’amministrazione decise di mettere subito mano ai cambiamenti con più illuminazione per i parcheggi, marciapiedi larghi per consentire il passaggio alle carrozzine.

E in Italia? Ci sono una serie di segnali che fanno sperare bene, ma siamo ancora all’inizio di un lungo percorso. A Brescia e Padova, per esempio, si possono sottoscrivere abbonamenti di car sharing rosa; a Cesena, Cagliari e Rimini esiste il bollino rosa che consente il parcheggio gratuito alle donne incinte. Oppure a Milano dove ci sono i primi 250 posti nei parcheggi d’interscambio; così come sugli autobus e sui tram posti riservati alle donne, mamme ed anziani.

Questi esempi però mettono in evidenza la necessità di integrare maggiormente le istanze della mobilità rosa all’interno della vita e della mobilità urbana in generale. Poche, insufficienti, azioni non bastano a fare delle nostre città posti adeguati ad una vera e propria mobilità rosa. Uno studio del Parlamento europeo, datato 2012 ha prodotto la Carta della mobilità rosa, sintetizzata in dieci punti, per ora rimasti, è il caso di dire, solo sulla carta. Alla base di questo studio c’era il concetto fondamentale che la differenza di genere nella mobilità ha un peso, e lo vediamo dalle abitudini di tutti i giorni. Per esempio se in una famiglia c’è un’auto, questa sarà usata dal capo famiglia, cosicchè le donne prenderanno i mezzi pubblici. Per le donne poi non esiste solo il lavoro, ma anche gli impegni familiari, come fare la spesa, andare a prendere i figli a scuola, o in palestra. Accessibilità e sicurezza per la Carta del parlamento europeo sono tra le prime necessità, che le amministrazioni e le aziende di trasporto pubblico dovrebbero tenere bene in conto.

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