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Rischi per la salute con il 5G? No. Parola di Istituto superiore della Sanità

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5g modelli business

Dal documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sul 5G redatto dall’Istituto Superiore di Sanità emerge che l’introduzione della nuova tecnologia non provoca alcun danno alla salute delle persone.

5G sì o 5G no? La nuova tecnologia divide chi è favorevole e chi è contrario e le opinioni in proposito sono molto discordanti. A fare un po’ di chiarezza interviene l’Istituto Superiore della Sanità con il “Documento divulgativo sui rischi per la salute connessi al 5G”. È necessario ricordare che la nuova tecnologia del 5G comporta l’esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza emessi in bande di frequenza (694-790 MHz, 3,6-38 GHz e 26-27,5 GHz) diverse da quelle allo stato in uso per la telefonia mobile.

Effetti a breve e a lungo termine

Come evidenzia l’Iss, bisogna distinguere tra effetti a breve e a lungo termine determinati dall’esposizione ai campi elettromagnetici. I primi sono effetti di natura termica, legati al riscaldamento dei tessuti del corpo umano. Per quanto riguarda, invece, gli effetti a lungo termine relativi a esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza emessi dai telefoni cellulari l’Iss richiama la classificazione dell’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) sugli agenti cancerogeni.

I diversi gruppi

Secondo la classificazione della Iarc i vari tipi di agenti cancerogeni si differenziano in tre gruppi. Nel primo rientrano gli agenti cancerogeni per gli esseri umani come il fumo, i raggi solari, la carne rossa lavorata etc. Il gruppo 2A comprende gli agenti probabilmente cancerogeni come l’acrilamnide. Infine nel gruppo 2B figurano gli agenti possibilmente cancerogeni come appunto i campi elettromagnetici a radiofrequenza, ossia il 5G. Questo perché, pur ritenendo che il complesso degli studi non supporti l’ipotesi di cancerogenicità dei campi elettromagnetici, è stata individuata un’eccezione in alcuni studi epidemiologici che hanno evidenziato un aumento del rischio di glioma (un tumore maligno al cervello) e di neurinoma del nervo acustico (un tumore benigno) unicamente in relazione all’uso intenso di telefoni cellulari.

Due studi divulgativi

L’Iss nel corso delle audizioni ha presentato i risultati di un recente studio. La ricerca è stata svolta esponendo con continuità e per tutta la durata della loro vita animali da laboratorio a campi elettromagnetici di diversa intensità (0 volt/ metro, 5 volt/metro, 25 volt/metro e 50 volt/metro). È stato evidenziato, nel caso di esposizione all’intensità di campo più elevata, un aumento statisticamente significativo di particolari tipi di tumore (1,5 per  cento a fronte di un background naturale dello 0,6 per cento). I risultati di questo studio – simili a quelli di un analogo studio nell’ambito del National Toxicology Program del governo degli Stati Uniti – sono però controversi a livello scientifico. Il Documento divulgativo dell’Istituto superiore di Sanità evidenzia che «questi due nuovi studi forniscono evidenze sicuramente importanti, ma presentano anche aspetti poco chiari e risultati non coerenti tra loro e con i risultati di molti altri studi sperimentali sulla cancerogenicità dei campi a radiofrequenza». Quindi, come afferma, l’Iss questi due nuove scoperte non modificano il quadro d’insieme delle evidenze scientifiche riguardo al potenziale rischio cancerogeno derivato dal 5G. Dello stesso parere anche l’ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection. 

Le conclusioni 

Per l’Iss «i dati disponibili non fanno ipotizzare particolari rischi per la salute della popolazione connessi al 5G». L’Istituto ritiene, però, necessario che l’introduzione di questa nuova tecnologia sia accompagnata da un attento monitoraggio dei livelli di esposizione e che proseguano le ricerche sui possibili effetti a lungo termine.

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