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Perché trasporti e benzina spingono l’inflazione

Inflazione Stati Uniti

Il commento di Paolo Mameli, senior economist delal direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, sul dato inflazione a giugno. 

A giugno, l’inflazione è salita in misura significativa per il secondo mese di fila, a 1,4% secondo l’indice nazionale e a 1,5% sulla misura armonizzata (da 1% precedente in entrambi i casi).

IL COMMENTO AI DATI SULL’INFLAZIONE

I dati sono superiori alle aspettative. Come atteso, le maggiori pressioni al rialzo sono venute dai trasporti, per via sia degli ulteriori rincari dei carburanti che degli aumenti, in parte di natura stagionale, dei servizi di trasporto.

LE TENDENZE IN ATTO

L’inflazione di fondo è salita a 0,9%, un massimo da quasi un anno. Soprattutto, l’inflazione sui beni a più alta frequenza di acquisto, nonché sul cosiddetto “carrello della spesa”, è aumentata decisamente per il quarto mese di fila (a 2,9% e 2,6%, rispettivamente), il che potrebbe avere un impatto sull’inflazione percepita e attesa dai consumatori.

LO SCENARIO

In prospettiva, vediamo il CPI poco variato (in salita di uno-due decimi) nei mesi estivi, ma in accelerazione nell’ultimo trimestre dell’anno, per via soprattutto dell’effetto statistico sull’energia. Tale tendenza potrebbe portare entrambi gli indici di inflazione in area 2% entro la fine del 2018. Nelle nostre stime, seguirebbe poi una moderazione nel corso del 2019.

I NUMERI DI GIUGNO IN SINTESI

A giugno, l’inflazione è salita in misura significativa per il secondo mese di fila, a 1,4% secondo l’indice nazionale e a 1,5% sulla misura armonizzata (da 1% precedente in entrambi i casi). Nel mese, i prezzi sono aumentati di tre decimi su ambo le misure.
I dati sono superiori di un decimo alle aspettative di consenso e circa in linea con la nostra previsione.

TRASPORTI E BENZINA FANNO CRESCERE L’INFLAZIONE

Come atteso, le maggiori pressioni al rialzo sono venute dai trasporti, per via sia degli ulteriori rincari dei carburanti (benzina +2,5% m/m, +9,7% a/a) che degli aumenti, in parte di natura stagionale, dei servizi di trasporto (trasporto aereo passeggeri +17,1% m/m, +19,7% a/a).

CHI HA FATTO FRENARE L’INFLAZIONE

All’estremo opposto, il maggiore freno alla crescita dei prezzi è venuto dalle comunicazioni (-1,5% m/m), presumibilmente sulla scia dei servizi di telefonia mobile.
L’inflazione di fondo è salita a 0,9% da 0,8% a/a di maggio: si tratta di un massimo da quasi un anno. I prezzi core sono aumentati di tre decimi nel mese, in linea con l’indice generale.

CHE COSA SUCCEDE NEL CARRELLO DELLA SPESA

Soprattutto, l’inflazione sui beni a più alta frequenza di acquisto, nonché sul cosiddetto “carrello della spesa” (beni alimentari, per la cura della casa e della persona), è salita in misura significativa per il quarto mese di fila (a 2,9% da 2% e a 2,6% da 1,7%, rispettivamente). Ciò potrebbe avere un impatto sull’inflazione percepita e attesa dai consumatori.

IL TREND AL RIALZO IN ATTO

In prospettiva, pensiamo che un trend di moderata risalita dell’inflazione sia destinato a proseguire nel resto dell’anno. Più precisamente, vediamo il CPI poco variato (in salita di uno-due decimi) nei mesi estivi, ma in accelerazione nell’ultimo trimestre dell’anno, per via soprattutto dell’effetto statistico sull’energia.

GLI EFFETTI POTENZIALI DELLA TENDENZA

Tale tendenza potrebbe portare entrambi gli indici di inflazione in area 2% entro la fine dell’anno. Nelle nostre stime, seguirebbe poi una moderazione nel corso del 2019.

LE STIME PER IL 2018

Stimiamo una media annua del CPI nel 2018 in salita di appena un decimo rispetto a quella registrata nel 2017 per quanto riguarda l’inflazione headline (1,3% secondo il dato nazionale, 1,4% in base a quello armonizzato) e in aumento in misura più significativa per quanto concerne l’indice core (1% da 0,7%).

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