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Vi spiego qual è il reale pericolo di Omicron

Omicron

Buone e cattive notizie su Omicron nel post del dottor Goffredo Angioni, responsabile Malattie Infettive dell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari, tratto dal suo profilo Facebook

 

Qualche dato ed alcune considerazioni sulla variante Omicron.

Sembra oramai assodato che la gravità clinica della malattia da variante Omicron sia inferiore alla Delta; probabilmente la minore capacità di raggiungere ed infettare le cellule polmonari (“HKUMed finds Omicron SARS-CoV-2 can infect faster and better than Delta in human bronchus but with less severe infection in lung”), potrebbe spiegare tale aspetto.

Chiaramente meno difese il virus incontra una volta entrato nell’organismo più facilmente può moltiplicarsi, quindi i non vaccinati presentano quadri clinici più gravi, i vaccinati possono infettarsi ma avere un’evoluzione benigna, i vaccinati con 3 dosi sono il più delle volte asintomatici o paucisintomatici.

Il problema è che essendo molto più diffusiva della Delta (perché più contagiosa o perché evade in parte le difese anticorpali), molte più persone risulteranno positive al tampone, più persone raggiungeranno gli ospedali e più persone verranno ricoverate non necessariamente per insufficienza respiratoria ma spesso per patologie concomitanti.

Gli ultimi ricoveri nel mio reparto sono stati uno scompenso cardiaco ed una grave insufficienza renale con tampone positivo che naturalmente non potevano essere rimandati a casa.

Tutto ciò porta ad un continuo, progressivo, pericoloso aumento dell’occupazione di posti letto, ad un inevitabile conversione di altri reparti a reparti COVID ed all’altrettanto inevitabile riduzione di disponibilità per altre patologie.

Il pericolo di Omicron è questo: progressivamente “occupare” la Sanità. Purtroppo la coperta non è infinita.

Ma un’altra buona notizia, oltre alla minor gravità clinica, accompagna questa variante: un recente studio danese (“SARS-CoV-2 Omicron VOC Transmission in Danish Households”) ha dimostrato che all’interno di un’abitazione dove risieda un positivo chi ha ricevuto la terza dose di vaccino ha un rischio di infettarsi del 56% inferiore rispetto a chi ha ricevuto una doppia dose, mentre chi non è vaccinato corre un rischio doppio rispetto a quest’ultimo.

In più, come lecito aspettarsi, i non vaccinati trasmettono l’infezione con una probabilità notevolmente superiore rispetto a vaccinati con 2 dosi e con 3.

La conferma, qualora qualcuno non l’avesse ancora compreso, che i vaccini rappresentano il nostro più fedele alleato. Per ridurre il rischio di ammalarci, di sviluppare forme gravi o di trasmettere il virus.

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