Salute e ricerca

Perché serve aggiornare tamponi e test per la variante Sars-Cov-2. Report Ecdc

di

varianti coronavirus

Tutto sulla variante di Sars-Cov-2 secondo il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc)

Che cosa si sa della variante di Sars-Cov-2? Ecco che cosa dice il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc). Tutti i dettagli.

I CONSIGLI DELL’ECDC SU TAMPONI E TEST PER LA VARIANTE DI SARS-COV-2

I laboratori europei dovranno ricontrollare e aggiornare i nucleotidi usati nei vari metodi diagnostici del SarsCov2, quali i tamponi molecolari e i test antigenici rapidi. A indicarlo è l’Ecdc, in un documento pubblicato sul suo sito. Secondo l’Ecdc nei test non ci si può basare solo sulla rilevazione delle varianti sul gene-S e raccomanda di avere una conferma usando il sequenziamento. Per questo va aumentata la capacità di caratterizzare il virus geneticamente e antigenicamente, o di condividere con i laboratori di riferimento le sequenze isolate.

CHE COSA DICE L’ECDC SULLA VARIANTE DI SARS-COV-2

La variante del coronavirus certificata in Inghilterra circola già da un mese. Tre sequenze di campioni raccolti in Danimarca e uno in Australia, prelevati a novembre, sono infatti risultate essere collegate al focolaio inglese causato da questa mutazione. Il che indica che si è già “verificata una sua diffusione internazionale, anche se non se ne conosce l’estensione”. Lo spiega il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), in un rapporto pubblicato sul suo sito.

L’insolito alto numero di mutazioni della proteina spike e altre proprietà genomiche della variante suggeriscono, secondo l’Ecdc, che questa mutazione “non sia emersa attraverso il graduale accumulo di mutazioni in Gran Bretagna”. L’Ecdc avanza tre ipotesi sulla comparsa di questa variante. La prima è che una prolungata infezione da Sars-Cov-2 in un singolo paziente, forse con ridotta capacità immunitaria, possa aver portato ad un alto tasso di accumulo di mutazioni che riescono a eludere il sistema immunitario.

L’ADATTAMENTO DEL VIRUS E LA VARIANTE DI SARS-COV-2

Un’altra possibile spiegazione potrebbe essere un processo di adattamento del virus, presente in specie animali e poi ritrasmesso all’uomo dall’animale, come accaduto con la mutazione rilevata negli allevamenti di visioni in Danimarca e Olanda. Ma il Regno Unito ha segnalato all’Ecdc e all’Organizzazione mondiale della sanità che “non c’è un chiaro collegamento epidemiologico con gli animali per questa variante”. Infine è anche possibile che la variante sia emersa attraverso la circolazione in paesi con poca o inesistente copertura di sequenziamento genetico.

LE MUTAZIONI SECONDO L’ECDC

Ma questa ipotesi è la meno plausibile, secondo l’Ecdc, perché le mutazioni casuali acquisite dalla circolazione del virus non spiegherebbero il numero insolitamente alto di mutazioni nella proteina spike e una circolazione sottotraccia per un tempo sufficientemente lungo per l’accumulo di così tante mutazioni (si stimano circa 10 mesi) non è molto probabile per via dei flussi di viaggi globali. global travel patterns.

CHE COSA SUCCEDE IN SUDAFRICA

Il Sud Africa ha segnalato al database mondiale GISAID EpiCoV un aumento rapido simile, da ottobre, di una variante con mutazione della proteina spike, che non ha una stretta relazione evolutiva con la variante inglese, ma dimostra che la comparsa di varianti del genere non è un evento raro.

CHE COSA SI SA DELLA VARIANTE DI SARS-COV-2- PARLANO GLI ESPERTI

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati