Sanità

Vaccino Pfizer anti Covid, chi sono vertici e fondatori della tedesca Biontech

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Numeri, nomi e curiosità sulla società tedesca Biontech che sta collaborando con Pfizer nella sperimentazione del vaccino anti Covid. L’articolo di Tino Oldani per Italia Oggi

 

Pfizer di qua, Pfizer di là: da giorni si fa un gran parlare del vaccino anti-Covid-19 del gruppo farmaceutico americano, il primo con un’efficacia del 90%, stando ai test della fase tre. L’annuncio ha avuto una risonanza mondiale e creato grandi aspettative, visto che la pandemia ha già colpito milioni di persone nel mondo. E poiché il gruppo Pfizer ha sede negli Usa, giornaloni e tv hanno parlato di grande successo della ricerca scientifica americana. Il merito della scoperta, invece, è di una coppia tedesca di origine turca, marito e moglie residenti da anni a Magonza, in Germania, dove hanno fondato una ventina d’anni fa una società di ricerche farmaceutiche, la BioNTech, a cui la Pfizer si era associata proprio per trovare il nuovo vaccino. Missione che la BioNTech ha compiuto con successo, grazie a fondi soltanto tedeschi, usati molto bene: 375 milioni di euro messi a disposizione dal governo di Angela Merkel.

La storia della coppia turco-tedesca è quella di due scienziati molto bravi nel loro campo, anche se del tutto sconosciuti fino a ieri. Lui è Ugur Sahin, 53 anni, nato ad Alessandretta, città della Turchia meridionale, emigrato in Germania alla fine degli anni Settanta con la famiglia in cerca di migliore fortuna. Il padre lavorava in una fabbrica di auto Ford a Colonia e fece di tutto per sostenere gli studi del figlio, che voleva diventare medico, e ci riuscì. Dopo la laurea, Ugur Sahin ha lavorato come medico ospedaliero a Colonia, poi si è trasferito a Homburg, dove ha conosciuto la futura moglie, Ozlem Tureci, pure lei di origine turca, figlia di un medico e laureata in medicina, con specializzazione in immunologia.

Entrambi, Sahin e Tureci, hanno una spiccata vocazione per la ricerca, tanto da passare qualche ora nel loro laboratorio perfino nel giorno del matrimonio, nel 2002. L’anno prima avevano fondato una società di biotecnologie, la Ganymed Pharmaceuticals, impegnata nella ricerca di una nuova generazione di farmaci contro i tumori, basati sull’idea di sfruttare il sistema immunitario per indurlo a contrastare le cellule cancerose. La società ha successo e nel 2016 viene acquistata per 1,4 miliardi di dollari dalla multinazionale giapponese del farmaco Astellas.

Non per questo Sahin e Tureci restano disoccupati. Qualche anno prima avevano fondato un’altra società di ricerca, la BioNTech, che negli anni si è specializzata nella produzione di forme sintetiche di una molecola particolare, nota come mRNA, acronimo che indica l’RNA messaggero. E quest’ultimo, riassumo con termini non scientifici ma comprensibili, è la molecola che codifica e porta le istruzioni contenute nel Dna per produrre le proteine. In buona sostanza, la BioNTech crea in laboratorio le cellule sintetiche di mRNA che contengono le istruzioni per produrre specifiche proteine, tipiche di alcuni tumori o prodotte da virus e batteri, al fine di contrastarne le patologie.

Secondo quanto la coppia turco-tedesca ha raccontato a un giornalista della Reuters, che per prima ne ha svelato il ruolo nella scoperta del nuovo vaccino, quando, nel gennaio scorso, escono le prime informazioni sul Coronavirus in Cina, Sahin e la moglie Tureci progettano di utilizzare le conoscenze acquisite sull’mRNA per produrre un vaccino di nuova generazione al fine di contrastare il Covid-19. Senza perdere tempo, impegnano ben 500 dipendenti della loro azienda in questa ricerca, a cui assegnano il nome di «Lightspeed», velocità della luce, con l’ambizione di arrivare sul mercato entro al fine dell’anno. Uno sforzo ingente e dispendioso. Ma la coppia è stimata nel mondo della ricerca, e la ricerca di aiuti va a buon fine. A marzo la BioNTech stringe l’accordo con la Pfizer per un vaccino sperimentale, accordo a cui si aggrega anche la società cinese Fosum Pharmaceuticals. E la Merkel ci mette 375 milioni di euro.

In solo sette mesi, da marzo a fine ottobre, la BioNTech mette a punto il nuovo vaccino e conduce le previste tre fasi di sperimentazione sull’uomo, di cui la terza è vicina alla conclusione, con il 90% di successo. Il vaccino, come previsto, contiene sequenze di mRNA con le istruzioni per produrre alcune proteine specifiche del Coronavirus, ma innocue se non c’è il virus. Se invece è presente, il sistema immunitario impara a riconoscerle e a contrastarle. Se tutto andrà per il meglio, la Pfizer avrà il compito di produrre e distribuire nel mondo miliardi di dosi, in base a contratti stipulati da tempo con molti Stati. Un affare colossale.

Ovviamente anche Sahin e Tureci, imprenditori di successo oltre che scienziati da Nobel, ne ricaveranno forti guadagni, diventando ancora più ricchi. Secondo una classifica stilata dal settimanale Welt am Sontag, la coppia figura già tra le prime cento persone più ricche della Germania. E grazie all’annuncio del vaccino dato dalla Pfizer, il valore della loro azienda è salito dai 4,6 miliardi dell’anno scorso a 21 miliardi di dollari alla fine della scorsa settimana, mentre l’azione BioNTech in Borsa è salita del 14 per cento, un primo strappo in vista di futuri rialzi.

(estratto di un articolo pubblicato su Italia Oggi; qui la versione integrale)

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