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Vaccino Astrazeneca? Io non l’avrei sospeso. Parla Pani (ex dg Aifa)

Zolgensma

Sul caso del vaccino Astrazeneca l’opinione di Luca Pani, ex direttore generale dell’Aifa, intervistato da Giulio Gambino per Tpi

 

Luca Pani, 60 anni, cagliaritano, è l’ex direttore generale dell’Aifa (2011-2016), vive negli Usa e insegna psichiatria alla University of Miami.

Professore, ha fatto bene Aifa a sospendere in via precauzionale il vaccino Astrazeneca?

Dipende da come intendiamo il concetto di precauzione. Io temo che la sospensione peggiori gli aspetti psicologici delle persone. Non sarebbe stato precauzionale considerare anche l’impatto sulla gente? Questo è il mio concetto.

L’Aifa ha cambiato posizione in pochi giorni. Lei che conosce bene quel mondo, ritiene che abbiano agito al meglio?

È vero, conosco bene quel mondo. Nel caso di AstraZeneca, so che non è popolare dirlo, ma io avrei fatto un’analisi a porte chiuse in realtà.

Cioè?

Avrei analizzato i dati senza ancora uscire.

In Europa, su un totale di 17 milioni di soggetti vaccinati con AstraZeneca, ci sono stati 37 casi di persone che hanno riscontrato problematiche, poi ci sono stati anche alcuni decessi, ma la correlazione è ancora tutta da dimostrare…

La correlazione è tutta da dimostrare. Quindi io avrei chiesto maggiori informazioni agli inglesi, che sono quelli che hanno più esperienza nel mondo, perché hanno somministrato circa 26 milioni di dosi. Avrebbero potuto fornirci subito i numeri degli effetti collaterali, perché hanno una rete di farmaco vigilanza che fa paura.

Quindi gli inglesi avrebbero potuto fornire dei dettagli che noi non abbiamo per capire esattamente quali erano le condizioni?

Certo.

E chi avrebbe dovuto chiedere queste informazioni?

Avrebbe potuto farlo l’Ema visto che il vaccino è in una procedura centralizzata, lo poteva fare qualunque agenzia. Sono agenzie tra le quali ci sono degli scambi di informazioni.

E l’Aifa?

Sì, anche l’Aifa avrebbe potuto. Io mi sarei molto fidato di Ema e anche degli inglesi. Bisogna essere sinceri su questo. Avrei fatto una bella nota urgente alla dottoressa June Raine della MHRA (l’Agenzia regolatrice inglese dei farmaci, ndr) e le avrei chiesto che segnali hanno visto sui loro vaccinati.

Pensa che sia possibile che né l’Agenzia del farmaco italiana, né quella tedesca, spagnola, francese e dei Paesi Bassi abbiano fatto questa chiamata alla dottoressa Raine?

Io ritengo che tutto sia possibile, purtroppo è una delle cose che mi ha insegnato questo mestiere. Forse a causa della Brexit, non so.

È giusto che sia Aifa ad annunciare la sospensione? Oppure avrebbe dovuto essere l’Ema?

La risposta è molto semplice. Si possono fare due cose, ma non tutte e due insieme. L’Aifa può, per ragioni di urgenza ed emergenza e per una situazione critica a livello nazionale, scavalcare l’Agenzia europea e sospendere per il momento la somministrazione. Oppure, in alternativa, rimettersi all’Ema, in quanto lei è responsabile della procedura centralizzata. Quindi l’Aifa avrebbe dovuto aspettare la revisione dell’Ema e poi agire. Invece non è stato così.

Estratto di una intervista pubblicata su Tpi, qui la versione integrale.

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