Sanità

Vaccini anti Covid di Pfizer e Moderna, analogie e differenze

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Tutto quello che c’è da sapere sui vaccini anti Covid di Pfizer e Moderna

Ci sono due vaccini diversi contro Covid-19 approvati in Italia.

Il primo, la cui somministrazione è già iniziata, è quello di Pfizer-Biontech, il secondo è quello di Moderna, approvato il 6 gennaio dall’Ema e autorizzato dall’Aifa alla commercializzazione nel nostro Paese il 7 gennaio.

Il vaccino di Pfizer va conservato a meno 80 gradi, ma può essere somministrato a partire da 16 anni e garantisce l’immunità dopo una settimana dalla seconda dose. Quello di Moderna è già diluito e pronto per essere iniettato, si conserva più facilmente e immunizza dopo due settimane dalla seconda somministrazione.

Ecco in dettagli similitudini e differenze tra i due farmaci.

LA TECNOLOGIA DI PFIZER E MODERNA

Partiamo dal principio. Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty), messo a punto da Pfizer-Biontech, e il vaccino mRNA-1273, messo a punto da Moderna, si basano sulla tecnologia innovativa a mRna.

I vaccini contengono “una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente su SARSCoV-2, il virus responsabile di COVID-19”.

EFFICACIA E SICUREZZA “SOVRAPPONIBILI”

Sul lato efficacia e sicurezza, i due farmaci hanno ottenuto nella sperimentazione clinica di fase 3 risultati molto simili. Il vaccino di Pfizer-Biontech è efficace al 95%, quello di Moderna al 94,5%,

“Il profilo di sicurezza e di efficacia del vaccino Moderna appare sostanzialmente sovrapponibile”, spiega Aifa.

LA TEMPERATURA DI CONSERVAZIONE

Nonostante la tecnologia simile, la grande differenza tra i due vaccini risiede nelle modalità di conservazione. Il vaccino di Moderna “viene conservato a temperature comprese tra i -15° e -25°, ma è stabile tra +2° e +8° per 30 giorni se in confezione integra”, scrive Aifa. Quello messo a punto da Pfizer-Biontech, necessita di essere conservato “in congelatore a una temperatura compresa tra  90 °C e  60 °C”.

DOSE E DILUIZIONE

Guardando sempre alle differenze logistiche e di organizzazione, Il flaconcino multidose di Moderna “contiene 6,3 ml e non richiede diluizione, è quindi già pronto all’uso”.

Per quello di Pfizer, spiega un pdf condiviso dall’Aifa, “dopo la diluizione, il flaconcino contiene 2,25 ml”.

LA SOMMINISTRAZIONE

Differenze tra i due vaccini anche sul fronte delle somministrazione: “Il vaccino Moderna è indicato a partire dai 18 anni di età, anziché dai 16 anni”, come il Cominarty. E ancora, spiega Aifa: “La schedula vaccinale prevede due somministrazioni a distanza di 28 giorni, invece che di almeno 21 giorni (come quello di Pfizer, ndr).

IMMUNITA’ CON I VACCINI DI PFIZER E MODERNA

Tempistiche diverse anche sul fronte dell’immunità. Con Moderna “si considera pienamente acquisita a partire da 2 settimane dopo la seconda somministrazione, anziché una”.

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