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Un’app sostituirà stetoscopio e test Covid?

Resapp

Pfizer dopo un lungo corteggiamento ha acquisito per 116 milioni di dollari la tecnologia di ResApp, un’app capace di diagnosticare il Covid e altre malattie respiratorie in base ai suoni della tosse e della respirazione. Tutti i dettagli

 

Dopo la mascherina intelligente, in grado di percepire la presenza di virus nell’aria e avvisarci con una notifica sul telefono, Pfizer scommette 116 milioni di dollari su ResApp Health, un’app capace di fare la stessa cosa.

Il colosso farmaceutico, riferisce Endpoints, ha infatti acquisito lo spin off dell’Università del Queensland e la sua tecnologia per smartphone che promette di diagnosticare il Covid e altre malattie respiratorie in base ai suoni della tosse e della respirazione.

L’INVENTORE DI RESAPP

Udantha Abeyratne, professore presso l’Università del Queensland è l’inventore della tecnologia di ResApp. Secondo lui, i suoni emessi attraverso la respirazione trasmettono informazioni importanti sullo stato delle vie respiratorie – forse anche più di quelle che si possono ascoltare con uno stetoscopio.

COME FUNZIONA

I segni distintivi che caratterizzano le vie respiratorie, spiega il sito di ResApp, vengono estratti dai suoni della tosse e della respirazione. Questi segni vengono poi abbinati con quelli già presenti in un ampio database di registrazioni sonore a diagnosi cliniche note.

Gli strumenti di apprendimento automatico (machine learning) trovano quindi la combinazione ottimale per creare un test diagnostico.

La piattaforma si basa solo sul suono e non richiede il contatto fisico con il paziente. Inoltre, con gli attuali smartphone che integrano microfoni di alta qualità, la piattaforma può essere fornita senza bisogno di hardware aggiuntivo.

COSA È IN GRADO DI RICONOSCERE L’APP

Grazie all’apprendimento automatico, ResApp afferma di essere in grado di diagnosticare con precisione una serie di malattie, tra cui la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), l’asma o la polmonite, a partire da un colpo di tosse e di comunicarlo direttamente sul nostro telefono.

A oggi è disponibile in Europa e Australia.

I DATI SULL’EFFICACIA

I dati resi disponibili da ResApp hanno mostrato che il suo test di screening ha identificato correttamente il virus nel 92% dei 446 pazienti positivi al Covid.

Una percentuale notevole anche se paragonata a quella dei test molecolari. “Per l’uso come test di screening prima di un test rapido o molecolare per escludere il Covid, si potrebbe scegliere un punto operativo che fornisca una sensibilità del 92% e una specificità dell’80% – ha detto ResApp -. Questa sensibilità supera quella misurata nel mondo reale dei test rapidi dell’antigene”.

Secondo il College of American Pathologists, citato da Endpoints, “le prestazioni analitiche di molti test Pcr diagnostici per la SARS-CoV-2 si avvicinano al 100% a 500-5000 copie/mL; tuttavia, le prestazioni cliniche dei test dipendono dalla biologia e da fattori preanalitici e si avvicinano solo all’80% di sensibilità e al 98-99% di specificità”.

I VANTAGGI DI RESAPP

L’obiettivo del team di ricercatori che ha messo a punto l’app è proprio quello di prendere il posto degli altri test in contesti dove le persone sono tenute a sottoporsi frequentemente a controlli, come nel caso degli operatori sanitari.

“Questi algoritmi offrono l’opportunità unica di fornire un test di screening per il Covid su scala mondiale, riducendo la sfida della distribuzione, il costo e l’impatto ambientale dei test rapidi e Pcr”, ha dichiarato l’amministratore delegato Tony Keating in un comunicato.

GLI AFFARI DI PFIZER

Quello di Pfizer a ResApp è stato un lungo corteggiamento iniziato lo scorso aprile. Come ricorda Il Sole24Ore, l’offerta per l’acquisizione era partita da 74,2 milioni di dollari e si è conclusa la scorsa settimana per 116 milioni di dollari.

Il responsabile dell’innovazione aziendale, Aamir Malik, aveva già anticipato che i dirigenti non avrebbero “lasciano nulla di intentato quando guardano alle opportunità” e gli incassi dell’ultimo trimestre – 8,1 miliardi di dollari – devono aver facilitato l’operazione.

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