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Salvini sponsorizza plaquenil e idrossiclorochina. Fatti e polemiche

Idrossiclorochina

Le proposte della Lega su plaquenil e idrossiclorochina, la risposta di Zampa (Salute), il no di Aifa e le polemiche sui farmaci

 

Plaquenil ed idrossiclorochina tornano agli onori della cronaca. La Lega di Matteo Salvini, infatti, ha chiesto un protocollo che inserisca i farmaci per il trattamento domiciliare dei pazienti Covid con sintomi lievi.

Ma l’Aifa aveva già fermato la sperimentazione clinica dell’idrossiclorochina a maggio. E il professor Marco Bassetti del San Martino di Genova dice: bisogna credere agli studi scientifici, non all’anedottica; uno studio peraltro del governo inglese dice che l’idrossiclorochina serve a nulla.

Tutti i dettagli sulla polemica

LA RICHISTA DELLA LEGA AL SENATO

La Lega, presentando le proposte per fronteggiare il Covid-19, ha chiesto che Aifa ripristini l’uso dell’idrossiclorochina e autorizzi quello del Plaquenil per il trattamento dei pazienti in casa.

LE PAROLE DI MATTEO SALVINI

“Contiamo che Aifa si svegli e che il governo faccia lo stesso. Non penso che la soluzione sia chiudere tutti in casa. Per qualcuno la ricetta è chiudere, per noi è curare. C’è chi vede un’Italia rinchiusa, impaurita e malata e chi invece vede un’Italia laboriosa, sorridente e curata”, ha detto Matteo Salvini.

L’INTERVENTO DI MATTEO SALVINI A “L’ARIA CHE TIRA”

Il leader del Carroccio ha ribadito la sua tesi a L’aria che tira, programma di La7 condotto da Myrta Merlino. “Abbiamo fatto parlare tre medici, dottor Garavelli, Dottor Cavanna e dottor Mangiagalli, che chiedono con il sostegno di tredici regioni italiane e di migliaia di medici di base ed ospedalieri di curare i pazienti a casa, per non intasare gli ospedali”, ha detto Salvini, specificando che è possibile curare i pazienti a casa con i primi sintomi con “plaquenil” e “idrossiclorochina, che costa 6 o 7 euro, disponibile in farmacia, che ha salvato migliaia di vite a pazienti con primi sintomi a cui i medici l’hanno somministrata nei mesi scorsi”.

“Bisogna dare un protocollo ai medici di base”, ha aggiunto.

L’APPOGGIO DI SIRI

Ha aggiunto il senatore della Lega Armando Siri: “Noi siamo qui a chiedere al governo e all’Aifa un passo concreto per curare la gente a casa, questo protocollo è stato presentato ad Aifa, abbiamo chiesto alle Regioni di darci una mano per attivare questo protocollo anche su base sperimentale perché così abbiamo a casa la possibilità di aiutare tanti pazienti in difficoltà ed evitiamo che si riversino negli ospedali”, ha detto Siri. “Se riuscissimo ad attivare questo protocollo si risolverebbe il tema dell’emergenza e si potrebbe tornare alla normalità e uscire da questo peso economico e psichico. Oggi – ha aggiunto – siamo di fronte al 56% di asintomatici, al 16% di paucisintomatici e al 24% di individui con sintomi lievi. Quindi, si tratta del 96% di individui positivi che non hanno sintomi tali da richiedere cure ospedaliere, ma c’è una parte di questo soggetti in condizione di dover chiedere intervento ospedaliero perché manca un protocollo di cure a casa, in quanto l’unico farmaco che viene prescritto è la tachipirina”.

L’USO DEL PLAQUENIL

A sostenere l’utilizzo del Plaquenil è il dottor Pietro Garavelli, che intervenendo su invito di Matteo Salvini ha presentato una serie di dati raccolti tra Alessandria e Novara. Garavelli sostiene l’efficacia contro Covid e sostiene che le controindicazioni date nel corso della sperimentazione sono dovute al fatto che il farmaco sia stato somministrati solo in pazienti che presentavano sintomi in stadio già avanzato.

CAVANNA: IDROSSICLOROCHINA PIU’ EFFICACE QUANTO PIU’ PREOCE

A sponsorizzare l’idrossiclorochina, invece, è il dottor Cavanna. “Quando leggo tutta questa letteratura contraria all’idrossiclorochina devo dire che qualche dubbio mi viene. Ma quando vedo tutti questi pazienti che curati precocemente a casa ottengono i risultati, qualcosa dovrà pur dire. Se noi non facciamo tesoro dell’esperienza dei risultati favorevoli ottenuti da centinaia di medici facciamo un errore”, sostiene il medico. 

“Tanto più precocemente sono somministrate queste cure, tanto più favorevole sarà l’esito”, ha aggiunto Cavanna in Senato.

LO SCONTRO CAVANNA – BURIONI

Le tesi di Cavanna avevano già scatenato, su Facebook, la reazione del virologo Roberto Burioni, che aveva riposto a un post su Facebook, del senatore leghista Armando Siri sull’uso del farmaco.

“Le sperimentazioni cliniche hanno dimostrato non solo che la idrossiclorochina non è efficace, ma che è addirittura pericolosa”, scriveva Burioni. “Se il Dott. Cavanna ha dati completamente opposti a quelli finora pubblicati estesamente nel New England Journal of Medicine (l’idrossiclorochina peggiora la prognosi, non cura il 99% dei casi), lo inviti a sottoporli con urgenza alla revisione della comunità medica in modo che possano essere condivisi con gli altri medici, in grado di giudicarli, e non con gli utenti Facebook”, aveva detto Burioni,

IL LAVORO DI CAVANNA

Da parte sua, invece, Cavanna, in una lettera inviata a Matteo Salvini e da quest’ultimo pubblicata, sosteneva che “…con questo modello curati personalmente a casa oltre 300 malati Covid, dei quali il 30% con forma severe e un altro 30% con forme moderate. Nessun decesso a 30 e a 60 giorni, ricoverati meno del 5%. Per quanto riguarda le pubblicazioni scientifiche, pienamente d’accordo, è sufficiente andare su PubMed e digitare Cavanna L, sono autore di oltre 250 lavori. Venendo al Covid, nel 2020 sono autore di 4 pubblicazioni: tre di tipo organizzativo, una di tipo clinico di piccola casistica di malati con cancro e Covid in cui la cura “idrossiclorochina-based” è efficace”.

Sempre replicando al virologo, il primario di Oncologia aveva sottolineato: “Infine voglio ricordare che i report sull’efficacia di idrossiclorochina si stanno moltiplicando; oltre 8 mila pazienti dal Belgio, oltre 3 mila e 400 dal nostro Paese: riduzione di mortalità di oltre il 30%. Questi sono uomini e donne, non sono esperimenti in vitro”.

“Come sempre sarà il tempo il miglior giudice, intanto una riflessione finale: l’Oms ha vietato idrossiclorochina sulla base di uno studio considerato non veritiero e poi ritirato, così i Paesi occidentali sono nelle condizioni che conosciamo, ma la Cina ha inserito la clorochina nelle sue linee guida; perché non si parla più della Cina? Perché il Pil della Cina sta volando, c’è materia di meditazione. L’idrossiclorochina ha due grandi difetti: costa molto poco, con 4-6 euro si curano 2 persone, e poi piace a Trump, ma i medici devono adoperarsi per il bene dei malati, senza mode e senza salire su effimeri carri dei vincitori di turno. Appena esce su PubMed la nostra ricerca già accettata, sarà mia premura diffonderla, così come vi informerò appena spediremo il prossimo lavoro”, aveva aggiunto Cavanna.

LO STOP DELL’AIFA AD IDROSSICLOROCHINA

In realtà anche l’Aifa si è già pronunciata sull’idrossiclorochina, interrompendo la sperimentazione il 26 maggio, su indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha chiesto lo stop all’utilizzo dell’idrossiclorochina nella cura anti Covid-19 in base ad uno studio pubblicato su The Lancet e il New England Journal of Medicine. Nello studio si parlava di “1500 pazienti in 1200 ospedali in tutto il mondo” e si affermava che l’idrossiclorichina fosse associata ad una mortalità più alta a causa di problemi cardiaci.

UNO STOP DISCUTIBILE?

Stop discutibile, però, secondo Il Guardian. Lo studio su cui si è basata l’Oms, infatti, si si baserebbe su studi discutibili effettuati da una piccola azienda americana.

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità e alcuni governi nazionali hanno modificato le loro politiche e i trattamenti Covid-19 sulla base di studi discutibili effettuati da una piccola società americana di analisi sanitaria, mettendo in discussione l’integrità di altri studi chiave pubblicati in alcuni paesi del mondo sulle più prestigiose riviste mediche”, scriveva il quotidiano inglese.

SANDRA ZAMPA: FERME LE POSIZIONI DI AIFA

Nonostante l’inchiesta Aifa ha mantenuto lo stop. E dalle parole di Sandra Zampa a L’Aria che tira nulla dovrebbe cambiare.

“Ci sono tutti studi negativi e l’Aifa ha già fatto un pronunciamento molto chiaro. Non so quali studi faccia riferimento. Quanto sentito è allucinante”, ha commentato la Zampa (Pd), Sottosegretario alla Salute, aggiungendo: “In questo momento l’Aifa, guidata da una persona di grandissimo livello internazionale, ha dato indicazioni molto precise sull’idrossiclorochina e sono tutte negative”.

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