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Riduzione del danno da tabacco, cosa dicono il Belgio e il prof. Khayat

Khayat

Secondo un parere del Consiglio Superiore della Sanità belga “le prove scientifiche disponibili mostrano che le sigarette elettroniche, se utilizzate in modo esclusivo, sono meno dannose delle classiche sigarette a combustione e possono quindi avere benefici per la salute come alternativa al fumo tradizionale”. Il commento dell’oncologo Khayat

“Il Belgio, riconoscendo la sigaretta elettronica come strumento di riduzione del rischio per i fumatori che altrimenti non smetterebbero di fumare, si è avvantaggiato rispetto al mio Paese in termini di promozione delle strategie di controllo del tabacco, includendo il concetto di riduzione del danno da tabacco nelle sue politiche”. E’ quello che ha scritto il professor David Khayat, ex direttore del reparto di oncologia medica dell’Ospedale parigino Pitié-Salpêtrière, in un editoriale su Le Soir.

IL PARERE DEL CSS BELGA SULLE SIGARETTE ELETRONICHE

L’oncologo fa riferimento al fatto che recentemente, in Belgio, il Consiglio Superiore della Sanità (CSS) ha pubblicato un parere su “Le sigarette elettroniche: lo stato di avanzamento” e, a seguito di un’approfondita valutazione scientifica delle pubblicazioni esistenti, ha concluso che “le prove scientifiche disponibili mostrano che le sigarette elettroniche, se utilizzate in modo esclusivo, sono meno dannose delle classiche sigarette a combustione e possono quindi avere benefici per la salute come alternativa al fumo tradizionale”.

KHAYAT: “DIREZIONE GIUSTA, MA SI PUÓ FARE DI PIÙ”

“Di conseguenza – scrive il professor Khayat sulla testata francese -, il Belgio, riconoscendo la sigaretta elettronica come strumento di riduzione del rischio per i fumatori che altrimenti non smetterebbero di fumare, si è avvantaggiato rispetto al mio Paese in termini di promozione delle strategie di controllo del tabacco, includendo il concetto di riduzione del danno da tabacco nelle sue politiche”.

“Allo stesso tempo -aggiunge Khayat -, sebbene questo sia indubbiamente un passo nella giusta direzione, a mio avviso il percorso non è ancora concluso. Come medico e scienziato, so che è l’esposizione a sostanze tossiche a causare le malattie fumo correlate e come oncologo so che più alta o più lunga è l’esposizione, più aumenta il rischio di cancro. Il concetto di riduzione del danno da tabacco si basa sul fatto che è soprattutto l’esposizione a sostanze tossiche a causare le malattie legate al fumo. I dati scientifici sono chiari e sappiamo da tempo che è la combustione del tabacco a generare la maggior parte delle sostanze tossiche presenti nel fumo di sigaretta. È così che l’inalazione del fumo di sigaretta porta alla morte e alle malattie a cui tutti pensiamo, quando pensiamo ai danni del fumo”.

L’oncologo riflette sul fatto che oggi esistono diversi prodotti che, come le sigarette elettroniche, “forniscono nicotina ma con una quantità molto minore di sostanze tossiche normalmente presenti nel fumo di sigaretta, come ad esempio lo snus o i prodotti a base di tabacco riscaldato. Alcuni di questi prodotti contengono tabacco, altri ne sono privi, ma l’unica cosa che accomuna tutti questi prodotti è l’assenza di combustione”.

Per il medico, “il rifiuto sistematico di rivedere le evidenze scientifiche e di applicare i concetti di base della riduzione del danno da tabacco è incomprensibile, perché la riduzione del danno è qualcosa che facciamo ogni giorno nella nostra vita professionale e personale. Valutiamo e soppesiamo i rischi delle nostre scelte, cercando di scegliere l’opzione che sia allo stesso tempo soddisfacente e minimizzi tali rischi”.

“Se vogliamo avere un impatto significativo sulle cause del cancro – riflette l’oncologo -, dobbiamo guardare al fumo con una visione olistica, tenendo conto delle conoscenze scientifiche esistenti sulle sigarette elettroniche, sul tabacco riscaldato, sul tabacco da fiuto, sulla terapia sostitutiva della nicotina e utilizzando tutti questi prodotti per ridurre il numero di fumatori e gli effetti nocivi del fumo. Il punto cruciale: salvare vite umane”.

“So – ammette l’oncologo – che oggi non abbiamo tutte le risposte e che non è facile esaminare una per una tutte queste iniziative e giustificare ogni decisione, ma abbiamo davvero bisogno di attuare un approccio basato sull’evidenza scientifica e di considerare e attuare una politica di riduzione del rischio coerente, basata sulla scienza e non guidata dalla paura dell’ignoto e da ipotesi. Credo fermamente nell’approccio alla riduzione del rischio e fornisco consulenza alle aziende in settori in cui la riduzione del rischio può svolgere un ruolo importante per migliorare la salute pubblica, non solo per quanto riguarda il tabacco, ma anche nei settori dell’alimentazione e della nutrizione.”

Quindi l’oncologo conclude: “Dovremmo elogiare ogni azione positiva intrapresa da un fumatore, sia che si tratti di ridurre il numero di sigarette fumate, sia che si tratti di eliminare il fumo passando a prodotti meno dannosi, sia che si tratti di smettere del tutto di fumare tabacco e nicotina, perché tutto ciò è meglio che continuare a fumare sigarette combustibili convenzionali. Tutti, compresa la Commissione, hanno un ruolo da svolgere nell’aiutare i fumatori che non possono o non vogliono smettere di fumare a trovare modi migliori per ottenere la nicotina di cui hanno bisogno senza correre il rischio di morire di cancro”.

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