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Primo cuore artificiale impiantato a Napoli, ecco i dettagli

Intelligenza Artificiale

Il cuore artificiale dell’azienda francese Carmat è stato impiantato su un paziente di 56 anni non candidabile a trapianto di cuore.

È stato impiantato a Napoli il primo cuore artificiale in Europa. A eseguire l’operazione è stato il cardiochirurgo Ciro Maiello presso l’Ospedale Monaldi del capoluogo partenopeo. Il dispositivo dell’azienda francese Carmat è stato impiantato su un paziente di 56 anni non candidabile a trapianto di cuore.

Cos’è il cuore artificiale

Il cuore artificiale impiantato a Napoli è stato ideato e realizzato dalla medtech francese Carmat. Aeson®, questo il nome del dispositivo, è totalmente meccanico, ha le valvole biologiche e funziona con piccoli motori elettrici che pompano il sangue nell’aorta o nell’arteria polmonare, inoltre, è progettato per autoregolare la gittata del flusso sanguigno grazie alla presenza di sensori e software. La protesi è costituita da un gruppo motopompa formato da due micropompe che generano la sistole e la diastole, due camere ventricolari, separate in due parti da una membrana. Lo strato a contatto con il sangue di questa membrana è costituito da materiali biocompatibili. L’apparecchio pesa circa 4 kg, ha anche un equipaggiamento esterno che fornisce la mobilità e l’autonomia necessarie per condurre una vita abbastanza regolare.

Primo cuore artificiale all’Azienda Ospedaliera dei Colli

Finora i cuori Aeson erano stati utilizzati solo nel quadro di studi clinici, iniziati nel 2013. Il device è stato impiantato ad un paziente che, a causa delle condizioni cliniche, non era candidabile al trapianto di cuore. I cuori artificiali prodotti da Carmat, infatti, offrono un’alternativa terapeutica ai pazienti che soffrono di insufficienza cardiaca avanzata, non possono essere sottoposti a trapianti e hanno esaurito le alternative farmaceutiche. “Grazie a questo intervento sarà possibile ripristinare la funzionalità polmonare necessaria per avviare l’iter per l’inserimento in lista trapianti – spiega Marisa De Feo, direttore della UOC di Cardiochirurgia generale e direttore del dipartimento di Cardiochirurgia e dei Trapianti -. Questa nuova tecnologia è molto più silenziosa e di più agevole gestione nella fase post operatoria, e assicura ai pazienti una migliore qualità della vita”. Gli specialisti di Carmat hanno seguito i medici dell’Azienda Ospedaliera dei Colli sia nella fase di training, avvenuta presso il laboratorio dell’ospedale Georges Pompidou di Parigi, che durante la fase operatoria e perioperatoria. “L’Azienda Ospedaliera dei Colli è orgogliosa di essere stato il primo centro in Europa selezionato, dopo la fase di sperimentazione, dalla Carmat per l’impianto di questo innovativo dispositivo – ha detto Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli -. Con questo ulteriore strumento a disposizione poniamo un altro tassello per offrire ai pazienti affetti da scompenso cardiaco avanzato la migliore assistenza possibile”.

Carmat vola in borsa, tra i suoi azionisti il fondo sovrano francese

Ieri la Carmat ha registrato un balzo nelle quotazioni in borsa. Poco dopo che la medtec francese ha annunciato la commercializzazione del primo cuore artificiale, ha messo a segno un rialzo del 11,5% a 25,8 euro, mentre l’indice Cac 40 ha ceduto oltre il 2%. Lo scorso 15 luglio il titolo dell’azienda aveva registrato un balzo del 7% dopo l’annuncio della realizzazione del primo impianto umano del suo cuore artificiale negli Stati Uniti nell’ambito di uno studio clinico condotto al Duke University Hospital di Durham nel North Caroline. Lo scorso marzo la Carmat ha mandato in porto un aumento di capitale da 56 milioni di euro. L’azienda nel 2010 ha ricevuto 33 milioni da Bpi France, il ‘fondo sovrano’ francese. Tra i suoi principali azionisti c’è il gruppo Airbus, la Truffle Capital (1%), Aliad (gruppo Air Liquide), CorNovum (BpiFrance e Stato francese, 3%), il professore Alain Carpentier (4,3%) e i family office di Pierre Bastide (9,2%), della famiglia Gaspard (7,8%) e del ‘dottor Ligresti (Sante’ Holdings Srl)’, con il 7,4%.

Una svolta decisiva per Carmat

Alla dicembre del 2020 la Carmat ha ottenuto il marchio CE, che consente di commercializzare i suoi prodotti in Europa. L’azienda punta al mercato francese e a quello tedesco, che da soli rappresentano oltre la meta’ dei mercati dei dispositivi di assistenza cardio-circolatoria meccanica dell’Europa. “Il primo impianto commerciale del cuore Aeson® è un passo importante nella storia di Carmat – conclude Stéphane Piat, CEO di Carmat -. Apre la strada al progressivo accesso di un gran numero di pazienti, alla nostra terapia e corona anni di lavoro per i nostri team e partner. Il feedback che riceviamo, sia nel contesto dei nostri studi clinici, particolarmente recentemente negli Stati Uniti, sia nelle nostre discussioni con i centri europei nel contesto della commercializzazione di Aeson®, ci rende molto fiduciosi nel fatto che il nostro cuore artificiale Aeson ® rappresenta un “punto di svolta” e offre un vantaggio unico per il paziente rispetto a tutte le terapie esistenti”.

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