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Perché urge la dose booster. Report Gimbe

Gimbe Dose Booster

Preoccupazione per l’avvicinarsi delle festività natalizie e del sistema a colori delle regioni che, secondo la Fondazione Gimbe, potrebbe portare a una silenziosa e pericolosa congestione degli ospedali

 

L’epidemia non rallenta e la Fondazione Gimbe sottolinea come “la pandemia sia in fase critica per la convergenza di vari fattori, come la stagione invernale, il ritardo iniziale nella somministrazione delle terze dosi, uno zoccolo duro di non vaccinati”. Ecco i dati che spingono Gimbe a suggerire di farsi somministrare la dose booster.

IL COVID IN ITALIA

Secondo l’ultimo bollettino, in Italia si sono registrati 23.195 nuovi casi a fronte di 634.638 test effettuati, i decessi sono 129, i pazienti ricoverati in terapia intensiva 870 e 7.309 nei reparti ordinari. Un report della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere sostiene che il 74% dei soggetti in rianimazione non è vaccinato.

QUANTO CORRE LA PANDEMIA

In sette giorni, fa sapere Gimbe nel suo ultimo report relativo alla settimana 8 – 14 dicembre, sono aumentati sia i nuovi casi (124.568 vs 105.771) che i decessi (663 vs 558), così come le persone in isolamento domiciliare (289.368 vs 234.040), i ricoverati con sintomi (7.163 vs 6.078) e le terapie intensive (863 vs 776).

“Da due mesi – ha dichiarato Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione – continuano ad aumentare i nuovi casi con una media mobile a 7 giorni che passa da 2.456 il 15 ottobre a 17.795 il 14 dicembre”.

Fonte: Fondazione Gimbe

EFFETTO DOSE BOOSTER

Nel report si legge inoltre che, nonostante l’aumentata pressione sugli ospedali, nelle ultime settimane si è progressivamente ridotta la percentuale dei pazienti ricoverati in area medica e in terapia intensiva sul totale degli attualmente positivi.

“A fronte di un numero di tamponi sostanzialmente stabile – ha spiegato Cartabellotta – questo dato è verosimilmente da imputare all’incremento delle terze dosi, che riportano l’efficacia a valori più elevati”.

COME PROCEDE LA CAMPAGNA VACCINALE

La Fondazione sostiene che la pandemia sia in una “fase critica” anche per il ritardo iniziale sui richiami (dose booster). Tuttavia, i dati raccolti dicono che in 7 giorni, dal 6 al 12 dicembre rispetto alla settimana precedente, sono aumentate sia le persone che hanno ricevuto la prima dose di vaccino (+5,8%) che coloro che hanno ricevuto la terza dose (+8,8%).

Al 15 dicembre l’80,5% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino e il 77,6% (n. 45.975.355) ha completato il ciclo vaccinale.

Fonte: Fondazione Gimbe

CHI MANCA ALL’APPELLO

Sono tuttavia ancora quasi 6,4 milioni le persone senza nemmeno una dose, tra cui 2,45 milioni di over 50 a elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione e 1,02 milioni nella fascia 12-19 anni dove sta aumentando la circolazione del virus.

PERCHÉ FARE LA DOSE BOOSTER

La necessità della dose booster, sottolinea il report, è ben documentata dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) che dimostrano la riduzione dell’efficacia vaccinale dopo 5 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario.

In particolare, l’efficacia sulla diagnosi scende in media dal 74,3% per i vaccinati entro 5 mesi al 39,6% per i vaccinati da più di 5 mesi, per poi risalire al 76,7% dopo il richiamo; l’efficacia sulla malattia severa scende in media dal 92,6% per i vaccinati entro 5 mesi all’83,7% per i vaccinati da più di 5 mesi, per poi risalire al 93,3% dopo il richiamo.

Fonte: Fondazione Gimbe

QUANTO È EFFICACE LA DOSE BOOSTER

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 65,5-76,1%) e soprattutto di malattia grave (dell’82,9-93,3% per ricoveri ordinari; dell’89,9-97,1% per le terapie intensive) e decesso (del 78,9-96,7%).

Al 15 dicembre sono state somministrate 12.563.534 terze dosi con una media mobile a 7 giorni che si è stabilizzata intorno alle 400 mila somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale di 20.447.664 persone idonee il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è del 61,4% con nette differenze regionali: si va dal 45,7% della Sicilia al 71,2% della Toscana.

Fonte: Fondazione Gimbe

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