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Perché Gismondo punge Ricciardi e Locatelli su Jansenn

Gismondo Ricciardi Locatelli Janssen

Le parole di Ricciardi e Locatelli sull’efficacia del vaccino di Janssen hanno creato scompiglio ma le loro affermazioni si baserebbero su un errore. Ecco che cosa ha scritto la virologa del Sacco, Maria Rita Gismondo

Non è solo l’ennesima baruffa tra virologi. È molto di più.

Maria Rita Gismondo, direttore di microbiologia clinica e virologia del Sacco di Milano, ha redarguito Ricciardi e Locatelli sul Fatto Quotidiano per i loro interventi di qualche giorno fa sul vaccino monodose di Janssen.

LE PAROLE DI RICCIARDI

“Già dopo due mesi l’efficacia della protezione [del vaccino Johnson&Johnson, ndr] diminuisce sensibilmente, soprattutto con la variante Delta”. Sono queste le parole che stanno provocando diverse conseguenze sia tra i vaccinati che tra i No Vax.

A pronunciarle è stato il professor Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, durante un intervento in tv a L’aria che tira.

LA CONFERMA DI LOCATELLI

Poco dopo è arrivata anche la conferma da parte del coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts), Franco Locatelli: “Il vaccino J&J ha ottenuto l’approvazione della somministrazione monodose; in queste ore c’è notizia di una revisione da parte di Fda e forse arriverà anche da Ema, per la somministrazione di una seconda dose con un vaccino mRna. Anche somministrandolo oltre 2 mesi non inficia l’efficacia”.

LE CONSEGUENZE

Come Gismondo ha fatto notare sul Fatto Quotidiano, “la comunicazione, fiore all’occhiello della pandemia, ha fatto fare bingo ai No Vax!”.

Piccola parentesi. A febbraio 2020, la virologa aveva minimizzato la portata del virus sostenendo che si trattasse di “un’infezione appena più seria di un’influenza”; alla fine dell’anno scorso affermava che l’arrivo della seconda ondata era una fake news e che lei non si sarebbe vaccinata.

Comunque, tornando al caso Ricciardi-Locatelli, Gismondo ha evidenziato che dopo le loro affermazioni non solo chi si era vaccinato con J&J ha creduto di aver ricevuto un vaccino di bassa qualità, ma ha anche preso atto di essere scoperto dalla protezione almeno da agosto – dato che in Italia non viene più somministrato da giugno.

A tutto questo si aggiunge anche la momentanea incertezza su come dovranno procedere ora. Vaccinazione eterologa? Richiamo con Pfizer? Moderna?

Ma oltre agli interessati perché vaccinati con J&J ci sono anche i No Vax, per i quali le parole dei due esperti sono state un’ulteriore conferma delle loro teorie, “un supporto alle loro posizioni sull’effimera efficacia dei vaccini”, ha scritto Gismondo, che sottolinea la gravità di un simile episodio in un momento “estremamente delicato nel quale abbiamo la necessità di mantenere l’immunità verso il virus” e “di tranquillizzare la popolazione che continua a ricevere messaggi imprecisi e spesso fuorvianti”.

IL QUI PRO QUO

Ma quindi è vero che la protezione di J&J dura solo 2 mesi? Gismondo bacchetta Ricciardi e Locatelli spiegando che, intanto avrebbero potuto aspettare il parere dell’Ema, e che l’errore nasce da un’errata traduzione del testo pubblicato da Fda il 20 ottobre scorso.

L’autorità statunitense, infatti, sottolinea la virologa,  “ha autorizzato una singola dose di richiamo del vaccino Janssen somministrata ‘almeno’ [at least, nel comunicato della casa farmaceutica, ndr] 2 mesi dopo il completamento del regime primario a dose singola a soggetti di età pari o superiore a 18 anni”. Senza fare quindi riferimento a una minore efficacia o all’urgenza di somministrare un altro vaccino a chi aveva scelto il monodose.

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