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Il vaccino italiano di Takis-Rottapharm si candida per la terza dose anti Covid. Ma c’è un problema di fondi

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Dati, problemi, prospettive e incognite sulla sperimentazione del vaccino italiano anti Covid di Takis e Rottapharm.

Novità sulla sperimentazione del vaccino italiano anti Covid di Takis e Rottapharm.

“Siamo davvero entusiasti dei risultati ottenuti. COVID-eVax si è dimostrato ben tollerato e in grado di suscitare una buona risposta immunitaria”. A dirlo all’Agi è Lucio Rovati, presidente e direttore scientifico di Rottapharm Biotech, l’azienda che sta sviluppando il siero. 

Come funziona il candidato vaccino di Takis e Rottapharm

Lo scorso 1° marzo 2021 è partita la sperimentazione clinica di Covid-eVax, il siero è stato messo punto dalla biotech italiana Takis insieme a Rottapharm. Covid-eVax è un vaccino a DNA che si basa su una tecnologia nuova rispetto a quella dei vaccini finora disponibili. Per stimolare la reazione immunitaria il siero utilizza un frammento di DNA che  promuove la produzione di una porzione specifica della proteina Spike, la chiave che il virus SarsCoV2 utilizza per entrare nelle cellule umane. L’efficienza del processo è aumentata dalla tecnica dell’elettroporazione, che favorisce il passaggio del Dna nelle cellule grazie a lievi e brevi stimoli elettrici. Quest’ultima tecnica è stata sviluppata da un’altra azienda italiana, l’Igea di Carpi. Così l’elenco dei candidati vaccini italiani si allunga e COVID-eVax va ad aggiungersi al candidato vaccino di Reithera.

Il valore aggiunto del COVID-eVax

Il valore aggiunto del vaccino di Rottapharm e Takis è che può essere facilmente aggiornato per combattere le varianti, oltre a non necessitare di una catena del freddo per il trasporto e la conservazione. “Gli studi effettuati mostrano che gli anticorpi generati dal vaccino sono in grado di neutralizzare SARS-CoV-2 e le sue varianti più preoccupanti a livelli similari” commenta Giuseppe Roscilli, Direttore del dipartimento di generazione e produzione degli Anticorpi Monoclonali, di Takis.

I risultati dello studio di fase uno 

I risultati della fase I derivanti dalla sperimentazione clinica fanno ben sperare. “Abbiamo sperimentato una tecnica completamente nuova – commenta  Lucio Rovati – per cui siamo molto contenti che si sia dimostrata tanto. Questa piattaforma potrebbe rivelarsi rivoluzionaria anche per il trattamento di altre condizioni cliniche, come le patologie oncologiche“. Il vaccino Covid-eVax è risultato “ben tollerato” e “ha indotto una risposta immunitaria (anticorpale e/o cellulare) a tutte le dosi testate (0.5, 1 e 2 milligrammi, somministrate in doppia dose)”. La migliore risposta “è stata osservata nel gruppo trattato al dosaggio più alto, con l’induzione di una risposta immunitaria fino al 90% dei volontari”. Particolarmente rilevante, aggiungono i rappresentanti di Takis e Rottapharm, è stata la risposta di tipo cellulare.

La fase II a rischio per carenza di fondi 

La fase II dovrà seguire protocolli diversi rispetto a quanto previsto durante la progettazione dello studio. “Avevamo pensato di somministrare il nostro vaccino in una fascia della popolazione non immunizzata – aggiunge Rovati – ma ormai, per fortuna, le campagne di vaccinazione stanno proseguendo bene e già più del 70 per cento della popolazione ha ricevuto l’inoculazione contro Covid-19, non solo in Italia, ma anche nella maggior parte dei paesi europei”.  I problemi però non riguardano la difficoltà di individuare volontari non vaccinati. “Il problema principale – prosegue il direttore di Rottapharm – riguarda però la mancanza di fondi. Abbiamo fatto tanto e ottenuto un grande risultato, ma siamo due piccole aziende, e non possiamo portare avanti un progetto di tali dimensioni, abbiamo bisogno di finanziamenti statali”. 

L’impiego del come terza dose del vaccino di Rottapharm e Takis

I risultati della sperimentazione farebbero pensare a un impiego del vaccino di Rottapharm e Takis come terza dose. “Il profilo della reazione immunologica, con una forte risposta di tipo cellulare, è tale che – osserva Rovati – Covid-eVax dovrebbe essere testato come terza dose quando la risposta anticorpale da parte dei vaccini già disponibili andrà a diminuire e al fine di fornire un forte impulso alla memoria immunitaria”.

I risultati del vaccino indiano 

Un vaccino dal funzionamento simile al COVID-eVax è l’indiano ZyCoV-D. Il siero indiano utilizza filamenti circolari di DNA per innescare il sistema immunitario contro il virus SARS-CoV-2 e viene somministrato nella pelle senza iniezione. ”Nei giorni scorsi sono stati resi disponibili anche i risultati del vaccino ZyCoV-D, sviluppato in India e simili al nostro come concetto di base – aggiunge Rovati – i colleghi indiani hanno ottenuto un buon risultato con tre somministrazioni, mentre COVID-eVax sembra efficace con due soli dosi. Speriamo davvero che il nostro lavoro possa aprire la strada a una serie nuove ricerche su questa piattaforma in grado di salvare moltissime vite, non solo in relazione a Covid-19, ma anche per trattamento di altre malattie”. Il vaccino indiano si è dimostrato essere protettivo per il 67% contro il COVID-19 e probabilmente inizierà a essere somministrato in India questo mese.

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