Salute e ricerca

Oms, come va la guerra fra Guerra, Zambon e Curtale

di

Organizzazione mondiale della Sanità oms

Guerra respinge le accuse sull’insabbiamento del rapporto Oms, nonostante le mail scritte a Zambon. Intanto spuntano le ragioni delle tensioni fra Guerra e Curtale

 

“Non avevo motivo per censurarlo e nemmeno l’autorità”. A parlare è Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Oms, che in un’intervista a La Stampa, sottolinea la sua estraneità circa il ritiro, dopo sole 24 ore, dello studio Oms in cui si raccontava la risposta dell’Italia alla pandemia.

Eppure, nonostante le attuali parole di Guerra, era proprio una mail partita dall’indirizzo del vicedirettore dell’Oms a chiedere al funzionario Oms, Francesco Zambon, alcune correzioni allo studio e l’eliminazione del “riferimento a quello scemo di Curtale”.

Andiamo per gradi.

GUERRA: NESSUN POTERE SU CENSURA

Partiamo dalla versione di Ranieri Guerra. “Non avevo motivo per censurarlo e nemmeno l’autorità”, dice Guerra in una intervista a La Stampa in riferimento al rapporto “Una sfida senza precedenti. La prima risposta dell’Italia al Covid”, scritto da 10 ricercatori Oms, pubblicato sul sito dell’Oms e ritirato dopo solo 24 ore.

“Io non avevo né la competenza né l’autorità per farlo pubblicare o rimuovere. Ma posso dirle che ritenevo ci fossero degli ottimi spunti e proprio io ho provato a farlo sopravvivere, proponendo che due esperti dell’Istituto superiore di sanità si affiancassero ai colleghi di Venezia per correggere le imperfezioni e ripubblicare il documento così migliorato nel giro di un paio di giorni”, continua Ranieri Guerra.

NESSUN INTERVENTO SU ZAMBON

E Guerra sostiene anche di non aver minacciato di licenziamento Francesco Zambon, ricercatore Oms che ha guidato il gruppo di 10 ricercatori che hanno scritto il rapporto.

“Se anche avessi voluto, non avrei avuto il potere di intervenire su Zambon, che dipende da Copenaghen e non da Ginevra. Nell’Oms c’è un meccanismo interno di protezione del personale: se Zambon si è sentito oggetto di minacce o pressioni, avrebbe potuto fare ricorso seguendo le procedure istituzionali”, spiega il vicedirettore dell’Oms, che aggiunge che tra lui e Zambon c’è “nessuno scontro. Solo una divergenza di opinioni”.

C’ERANO DELLE CORREZIONI DA EFFETTUARE

Eppure proprio il vicedirettore dell’Oms, che dalla fine del 2014 fino all’ottobre 2017 ha ricoperto il ruolo di direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute (e che dunque è responsabile – secondo quanto emerge da una inchiesta di Report – del mancato aggiornamento del piano pandemico), qualche correzione l’ha chiesta.

“Da Ginevra mi hanno chiesto di visionare il rapporto, per verificare la correttezza di dati e informazioni. Dopo averlo fatto, a due ore dalla pubblicazione, ho dato suggerimenti per correggere una serie di imprecisioni. Molte delle mie osservazioni sono state recepite”.

IL PIANO PANDEMICO C’ERA

Nello studio Oms, per Guerra, bisognava “sottolineare che un piano vigente c’era, per cui sarebbe stato scorretto ignorarlo, e che prevedeva certe prescrizioni che sarebbero state probabilmente utili per le fasi iniziali di questa pandemia, pur non essendo questo un virus influenzale”.

UN PIANO VECCHIO

E a proposito di piano pandemico, Guerra dice: “Il piano viene aggiornato in due casi: una differente situazione epidemiologica riguardante i virus influenzali e nuove linee guida diffuse dall’Oms. Il primo punto è rimasto invariato dal momento della stesura, nel 2006, mentre il secondo è cambiato nel 2018”.“Io, prima di andare via, nell’ottobre 2017, avevo allertato il ministro (Beatrice Lorenzin, ndr) sulla necessità di un aggiornamento del piano. Poi ci sono state le elezioni, un nuovo governo, non so se è stato fatto. In ogni caso, si sarebbe trattato sempre di un piano contro virus differenti rispetto al Sars-Cov-2”, ha aggiunto Guerra.

PIANO NON ATTUATO

E quel piano, seppur vecchio, non è stato comunque seguito. E questo è “un altro problema, legato all’attuazione del piano, che prevedeva la disponibilità dei dispositivi, anche nella versione non aggiornata”.

LA MAIL DI GUERRA

Eppure, nonostante le parole di Guerra a La Stampa, agli atti restano le mail. Inviate a Zambon, coordinatore dei ricercatori dell’Oms autori del dossier.

“Devi correggere subito”, scriveva Guerra. Bisogna aggiungere “ultimo aggiornamento dicembre 2016”.

“Non fatemi casino su questo. Stasera andiamo sui denti di Report e non possiamo essere suicidi (…) Adesso blocco tutto (…). Così non può uscire. Evitate cazzate. Grazie e scusa il tono. Ranieri”.

CHE COSA SCRIVE GUERRA A ZAMBON

E poi, in un’altra email, svelata da Report, Guerra scriveva a Zambon: “Come sai, sto per iniziare con il ministro il percorso di riconferma parlamentare (e finanziaria) del centro di Venezia e non vorrei dover subire ritardi o contrattacchi”.

IL RIFERIMENTO A CURTALE

E poi Ranieri Guerra chiede anche “eliminate il riferimento a quello scemo di Curtale”.

Ma chi è Curtale? Filippo Curtale, medico, scrive la Verità, è direttore Uoc Rapporti internazionali dell’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà (Inmp). Viene citato da Zambon nel rapporto.

PERCHE’ CURTALE DA FASTIDIO?

Curtale, sul sito Saluteinternazionale.info, in un articolo titolato “C’era una volta il piano pandemico”, scrive: “Pur essendo stati allertati per tempo e trovandoci nelle condizioni migliori per rispondere adeguatamente alla pandemia, ben poco è stato fatto per prevenirla e controllarla. Il piano pandemico è stato ignorato, il virus è entrato in Italia e ha circolato liberamente per settimane, le competenze epidemiologiche italiane non sono state attivate”.

“Il risultato è stato che, quando la pandemia è esplosa, gran parte delle risorse disponibili sono andate a potenziare il sistema ospedaliero e di terapia intensiva, con la ribalta mediatica occupata da virologi, esperti in vaccini e di terapia intensiva, mentre ci sarebbe bisogno di capire dove abbiamo sbagliato o cosa si potrebbe fa-re affinché in futuro i piani pandemici vengano applicati con successo”. Curtale non solo parlava di mancato piano aggiornato, ma sostiene anche che il piano pandemico che c’era, seppur datato, è stato ignorato.

CURTALE: IL COMPORTAMENTO DI GUERRA NON SORPRENDE

Ed è proprio Curtale che, alla Verità, dice: “Ho lavorato con Ranieri Guerra in Istituto Superiore di Sanità per pochi mesi nel 1994. Conoscendolo, non mi ha sorpreso che insultasse un collega, mi ha sorpreso che lo facesse come staff dell’Oms, una organizzazione che di solito è molto attenta alla forma”.

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