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Ok Ema a Nuvaxovid: su quali varianti funziona e quando arriverà in Italia il vaccino prodotto da Novavax

Xevudy Kineret

L’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha dato il via libera all’immissione in commercio condizionata nell’Ue del vaccino anti-Covid Nuvaxovid, prodotto da Novavax. Ecco perché, su quali varianti funziona e quando sarà disponibile in Italia

 

Novavax non ha mai immesso prima un solo vaccino sul mercato nei suoi 34 anni di storia, faceva notare qualche tempo fa Forbes, ma oggi l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha detto sì e ora un altro vaccino anti Covid è disponibile per la commercializzazione. E questa volta potrebbe essere diversa dalle precedenti.

“Dal Ministero della salute mi dicono che comunque le prime dosi non arriveranno prima di fine marzo, inutile quindi per affrontare questa ondata”, ha twittato la giornalista scientifica Roberta Villa.

Ecco tutti i dettagli.

LA RIUNIONE STRAORDINARIA DELL’EMA SU NOVAVAX

Si è tenuta questa mattina una riunione straordinaria dell’Ema, durante la quale è stato autorizzato il vaccino anti Covid Nuvaxovid, sviluppato dall’americana Novavax. L’Agenzia aveva annunciato con un tweet che il Comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) si sarebbe riunito oggi per esaminare la domanda di approvazione.

COSA HA DETTO L’EMA

L’Ema, si legge sul sito, ha raccomandato il vaccino di Novavax per i maggiori di 18 anni.

Nuvaxovid è un vaccino a base di proteine e, dopo una valutazione approfondita, il comitato per i medicinali per uso umano dell’Ema (Chmp) ha concluso che i dati sul vaccino erano solidi e soddisfacevano i criteri Ue di efficacia, sicurezza e qualità.

COSA DICONO GLI STUDI SUL NUVAXOVID

Nuvaxovid, spiega Ema in una nota, è un vaccino a base di proteine e i dati esaminati dall’Agenzia Ue soddisfano i criteri Ue per efficacia, sicurezza e qualità. Due gli studi più grandi sul vaccino.

Il primo, condotto in Messico e negli Stati Uniti, ha riscontrato una riduzione del 90,4% del numero di casi sintomatici di Covid-19 da 7 giorni dopo la seconda dose.

Anche il secondo studio, condotto nel Regno Unito, ha mostrato una riduzione simile del numero di casi sintomatici di Covid-19, con l’efficacia del vaccino all’89,7%. Presi insieme, prosegue Ema, “i risultati dei due studi mostrano un’efficacia del vaccino per Nuvaxovid di circa il 90%”. “La sicurezza e l’efficacia del vaccino – conclude la nota – continueranno a essere monitorate man mano che viene utilizzato in tutta l’Ue, attraverso il sistema di farmacovigilanza dell’Ue e ulteriori studi da parte dell’azienda e delle autorità europee”.

QUANTO E EFFICACE NUVAXOVID SULLA OMICRON?

Gli studi principali su cui Ema si è basata per valutare il Nuvaxovid, studi in cui il vaccino mostrava un’efficacia del 90%, sono su “vecchie” varianti e “attualmente sono disponibili dati limitati” sull’efficacia contro la variante Omicron, rende noto l’Ema. “Il ceppo originale di SARS-CoV-2 e alcune varianti preoccupanti come Alpha e Beta erano i ceppi virali più comuni in circolazione quando gli studi erano in corso – si legge in una nota dell’Agenzia – attualmente sono disponibili dati limitati sull’efficacia di Nuvaxovid contro altre varianti preoccupanti, incluso Omicron”.

PERCHÉ IL VACCINO DI NOVAVAX, NUVAXOVID, È DIVERSO DAGLI ALTRI

Il vaccino di Novavax si basa su una tecnologia diversa rispetto a tutti quelli finora autorizzati nell’Unione europea. A differenza dei vaccini a mRNA (come Pfizer/BioNTech e Moderna) o a vettore virale (come AstraZeneca e Johnson&Johnson), infatti, è un vaccino proteico.

Questo significa che per provocare una risposta immunitaria, fornisce alle cellule proteine e coadiuvanti, invece che un frammento di codice genetico. Si tratta quindi di un vaccino realizzato a livello biologico con proteine ricombinate, una “tecnologica ben collaudata”, come ha detto Stanley C. Erck, presidente e amministratore delegato della società.

CHI LO STA GIÀ USANDO

Indonesia, Filippine e Regno Unito hanno già ordinato da qualche tempo il nuovo vaccino.

L’ORIGINE DI NOVAVAX

Nonostante Novavax non avesse mai commercializzato prima un vaccino, il governo degli Stati Uniti aveva scommesso molto sulla capacità della casa farmaceutica di sviluppare rapidamente un siero anti Covid. L’operazione Warp Speed – il progetto dell’amministrazione Trump volto ad accelerare lo sviluppo e la produzione di vaccini – aveva investito infatti 1,6 miliardi di dollari nella società, più di qualsiasi altro investimento in un produttore di vaccini in quel momento.

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