Salute e ricerca

Non date retta a no-vax e a squadristi delle chiusure. Parola del prof Silvestri

di

varianti Covid

Il post di Guido Silvestri, patologo, immunologo e virologo, professor & Chair presso Emory University di Atlanta

(Post tratto dal profilo Facebook del professor Guido Silvestri)

Venerdì 2 aprile negli Usa siamo arrivati a 101.804.762 persone che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino (57,984,785 ne hanno ricevute due). Nel frattempo la media mobile a 7 giorni, 7-DMA dei morti da Covid-19 è scesa a 862 (la più bassa dal 30 ottobre scorso).

Avendo vaccinato in maggioranza operatori sanitari ed anziani ci aspettiamo che la mortalità cali prima dei casi totali, per ora sempre sui 65.000 al giorno (le prossime due-tre settimane saranno fondamentali per confermare questo trend).

Nel frattempo nel Regno Unito i casi sono calati del 93% rispetto al picco di gennaio ed i morti addirittura del 96.6% (7-DMA oggi a 43, meno di un decimo dell’Italia). In Israele, dove ormai tutto è aperto, i casi sono ai livelli più bassi dal giugno 2020, con 7-DMA a 332 (equivalente a ~2.000 casi al giorno in Italia).

Sinceramente mi sembra impossibile negare come questi numeri veramente parlino da soli, mentre nel frattempo si accumulano sempre nuovi dati sia sulla durata temporale della efficacia dei vaccini (ora sappiamo che Pfizer protegge per almeno sei mesi, e con tutta probabilità questa protezione sarà ancora più lunga) che sulla loro capacità di proteggere dalle cosiddette “variants of concern” (VOC), come quelle sudafricana (B.1.351) e californiana (B.1.427/B.1.429).

In questa situazione sta diventando sempre più chiaro come il ritorno delle nostre società ad una vita pienamente normale sarà strettamente legato alla loro rapidità nel vaccinare la popolazione (e qui mi ripeto se non fossi stato abbastanza chiaro nei giorni scorsi: per tutta la popolazione intendo tutta la popolazione, giovani e bambini compresi).

È interessante notare come questa situazione metta alle corde due tipologie che infestano i social media italiani.

La prima categoria è quella dei no-vax, che stanno ricevendo di fronte agli occhi del mondo intero la più clamorosa, totale ed inoppugnabile dimostrazione della assoluta assurdità delle loro teorie pseudo-scientifiche (e che, perdonate il commento a titolo personale, adesso mi hanno rimesso nel mirino in quanto sto spingendo in modo forte per la vaccinazione di massa di giovani e bambini contro Covid-19).

La seconda categoria è quella dei ben noti squadristi delle chiusure, quelli che “l’ottimismo è pericoloso” e che “chi parla dei due scogli è un negazionista”, tutti servi zelanti di una certa banda di potere, e che adesso si guardano bene dall’usare il “trattamento Zangrillo” verso i possibili responsabili del ritardo dei programmi vaccinali in Italia (perché, come ben sappiamo, per certa gente i morti e le colpe si “gridano” o si ignorano a seconda di come tira il vento).

Ma noi dobbiamo avere la forza di andare oltre questi due opposti estremismi di stupidità e malafede, mentre la nostra priorità deve rimanere quella di parlare e confrontarci con la grande maggioranza della gente.

Sto parlando di tutte quelle persone serie, oneste intellettualmente, senza pregiudizi ma curiose di conoscere e capire i risultati della ricerca, rispettose delle regole ma stanche del catastrofismo mediatico, preoccupate davvero di proteggere i più deboli (e non di salvare qualche poltrona), desiderose di proteggere la salute dei nostri vecchi ma anche di tutelare lo socialità dei nostri giovani, pronte a vaccinarsi appena possibile, nonostante qualche umana paura, sostenute dalla fiducia verso la scienza (e dai fantastici risultati di cui parlavo sopra). Queste persone, che ormai hanno capito benissimo come stanno le cose, sono il motivo per cui giorno dopo giorno facciamo quello che facciamo fino a che non saremo arrivati a Berlino.

Guido Silvestri

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