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Mascherine Fca fra Striscia La Notizia e Report, tutte le novità

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Che cosa è emerso durante le trasmissioni Report e Striscia La Notizia sulle mascherine Fca

La trasmissione di Rai Tre Report, dedicata all’inchiesta della Procura di Roma per traffico di influenze e ricettazione nell’ambito delle prime ricchissime commesse per acquisto di mascherine dalla Cina, ha affrontato anche il tema delle mascherine prodotte in Italia e, in particolare, da FCA.

La commessa di FCA: 2 miliardi di mascherine con i mezzi dello Stato

A FCA, per produrre mascherine con mezzi e materia prima fornite dallo Stato, sono stati affidati in via diretta 748 milioni e 800 mila euro. Il Commissario Arcuri, dunque, ha messo a disposizione macchine e materie prime mentre FCA ha messo forza lavoro e spazi, l’accordo è di produrre circa 2 miliardi di mascherine in un anno al costo unitario di 12 centesimi.

Mascherine: un affare per FCA?

Report raccoglie le voci di lavoratori di FCA di Mirafiori occupati nella produzione di mascherine. Gli operai, che fino a pochi mesi fa erano specializzati nella produzione di auto, raccontano che ora producono fino a 10 mila mascherine al giorno, alcuni raccontano che prima della commessa erano in cassa integrazione o in contratto di solidarietà. Una buona occasione per FCA in un periodo in cui il mercato delle auto ha subito una grave flessione causata dalle limitazioni di movimento imposte dal lockdown prima e dalle misure di contenimento dell’epidemia poi.

Le mascherine di FCA sono sicure?

Qualche dubbio, sulla qualità delle mascherine prodotte da FCA, lo esprimo gli stessi operai che le fabbricano. Sentiti dalla giornalista di Report alcuni lamentano una troppo elevata deperibilità dei materiali impiegati tanto da renderle inutilizzabili dopo solo poche ore, insieme a un odore sgradevole e, financo pericoloso, tanto che alcuni operai sono dovuti ricorrere alle cure dell’infermeria. I dispositivi di FCA non sono prodotti solo in Italia ma anche negli stabilimenti FCA cinesi.

La protesta dei genitori: mascherine maleodoranti

Le mascherine prodotte negli stabilimenti di FCA, con il logo della Presidenza del Consiglio dei ministri, sono state inviate anche alle scuole. Subito dopo l’apertura dell’anno scolastico i genitori lamentarono un forte odore di solvente proveniente dalle mascherine fornite ai loro figli.

Il Commissario straordinario Domenico Arcuri, sentito da Report, assicura circa la qualità e la non tossicità delle mascherine, e per ovviare al forte odore suggerisce di estrarre le mascherine dall’involucro e tenerle esposte all’aria. La stessa FCA garantisce che le mascherine sono certificate da organismi ufficiali e indipendenti.

Le indagini della Procura di Savona e dei laboratori indipendenti

Le mascherine maleodoranti sono state sequestrate dalla Procura di Savona che le farà analizzare da laboratori certificati e procede per l’ipotesi di reato, a carico di ignoti, per frode in commercio. Alla fine dello scorso anno anche la trasmissione Striscia la notizia aveva dato voce ai genitori spaventati dal cattivo odore proveniente dalle mascherine date ai loro figli dalle scuole. I risultati non furono per nulla confortanti. Dalle verifiche svolte presso la BPSEC è emerso che alcune mascherine sono carenti dal punto di vista della capacità di filtrazione, con risultati che variano 67% e al 77% di capacità di filtrazione, percentuali ben lontane dal minimo stabilito del 95%. Anche rispetto al parametro della respirabili le mascherine del Governo sono state bocciate, se la legge stabilisce che questa deve avere valore inferiore al 40 Pa/cm² il valore misurato è di 52,6 Pa/cm².

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