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La Germania vuole archiviare la pandemia: Covid solo endemico

Misure Covid Germania

Fatti, numeri e impostazioni di governo in Germania su Covid e dintorni. L’articolo di Pierluigi Mennitti da Berlino

 

“Il Covid si è ormai trasformato in un virus endemico”. Sono le parole di Thomas Mertens, presidente della Commissione tedesca permanente per le vaccinazioni, l’uomo dal quale sono passate in questi tre anni scarsi tutte le raccomandazioni sulle somministrazioni dei vaccini in Germania.

Anche a Berlino il dibattito sulla pandemia si è riacceso, ma le notizie che arrivano dal fronte sanitario sono molto meno preoccupanti di quanto si temesse ancora un mese fa. E indicano, seppure ancora con prudenza, che forse la luce in fondo al tunnel è arrivata.

Mertens ha parlato alla radio pubblica bavarese Bayerische Rundfunk, dichiarando testualmente che “questo passaggio potrebbe segnare la fine della pandemia”. I condizionali sono d’obbligo per uomini di scienza, ma la direzione è chiara: è probabilmente arrivato il passaggio tanto atteso dallo stato pandemico a quello endemico che comporterà un ridisegno complessivo delle norme che regolano le attività sociali.

“Il virus rimarrà nell’umanità per generazioni, sarà sempre necessario proteggere i gruppi a rischio dal contrarre la malattia”, ha aggiunto Mertens. Ma intanto Land come Berlino, che di fronte alla ripresa dei contagi nel mese scorso stava valutando l’ipotesi di reintrodurre l’obbligo di mascherine nei locali al chiuso, ha preferito la via più morbida del consiglio, specie per le fasce di popolazione a rischio. Tanto più che anche nella capitale la curva è tornata a scendere.

Come in tutto il resto del paese. Non si può parlare di una vera e propria ondata di Covid autunnale in Germania neppure per il Robert Koch Institut (RKI), a differenza di quel che ancora in questi giorni scrive qualche quotidiano italiano. Anzi gli ultimi dati, resi noti proprio venerdì 28 ottobre, forniscono un quadro rassicurante e una curva dei contagi che è tornata a scendere dopo una costante risalita dalla fine di agosto.

È quanto riportano i media tedeschi, facendo il punto sull’andamento del Covid all’inizio del terzo periodo freddo della pandemia (anche se dal punto di vista meteorologico anche in Germania si è vissuto un ottobre caldo con temperature massime che hanno superato i 20 gradi anche nelle regioni settentrionali del paese). Il rapporto settimanale dell’istituto sanitario (anche qui, e in verità già da un po’ di tempo, non più quotidiano) che ha accompagnato i tedeschi durante tutte le fasi della pandemia è piuttosto tranquillizzante e invita i cittadini a evitare drammatizzazioni e panico. Nella giornata di giovedì 27 ottobre l’RKI ha registrato poco meno di 61.500 casi: è la cifra giornaliere più bassa da cinque settimane: “Rispetto alla settimana precedente, si registra di nuovo un fortissimo calo del 33%, e la tendenza al ribasso riguarda tutti i 16 Länder tedeschi e sembra intensificarsi”.

Anche gli esperti del Koch restano prudenti, attendono eventuali ulteriori conferme prima di lanciare segnali ottimistici per il futuro e preferiscono attenersi ai numeri del momento: “Ci sono segnali di una certa attenuazione del numero di casi di Covid 19. Resta da vedere se si tratta di un calo temporaneo, dovuto anche alle vacanze autunnali in molti Länder, o se la tendenza al ribasso proseguirà. La pressione infettiva è ora elevata in autunno in tutte le fasce di età della popolazione generale”.

Le vacanze scolastiche di autunno, che durano due settimane, sono al momento in corso in 10 dei 16 Länder tedeschi e interessano una popolazione di 35 milioni di persone. In altri 4 si sono da poco concluse, in due devono ancora iniziare: si tratta di due Land popolosi, come Baviera e Baden-Württemberg, che assieme fanno 24 milioni di abitanti: e i numeri vanno tenuti in considerazione per poter valutare la variabile “ferie” nel contesto pandemico. La riduzione dei contatti a scuola e nelle città (molti genitori approfittano delle vacanze dei figli per farle anche loro) potrebbe aver contribuito alla riduzione dei contagi. Ma è vero anche che il loro numero è diminuito anche nei due Land dove esse non sono ancora iniziate.

Un altro tassello da interpretare arriva dalle terapie intensive che in qualche modo indica il grado di pericolosità delle varianti attualmente in circolazione. Da un lato il modello previsionale del Koch Institut suggerisce un aumento dell’occupazione delle unità di terapia intensiva con pazienti Covid 19 per le prossime settimane. In realtà, però, l’occupazione è scesa in otto degli ultimi nove giorni. E nel frattempo, è di nuovo al di sotto del livello dell’anno precedente.

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