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In arrivo un altro vaccino contro la malaria, tutti i dettagli

Vaccino Malaria

Il 6 ottobre scorso l’Oms autorizzava il primo vaccino al mondo, prodotto da Gsk, per prevenire la malaria. Adesso un’équipe dell’Università di Oxford afferma di averne realizzato un altro “più efficace”. Non c’è ancora l’approvazione ma un grande accordo sì

 

Circa un anno fa l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) annunciava la storica approvazione del primo vaccino al mondo di Gsk per prevenire la malaria, Mosquirix.

Ieri un altro vaccino è stato definito “promettente” dagli scienziati dell’Università di Oxford. Potrebbe, infatti, ridurre i decessi legati alla malattia del 70% entro il 2030.

UNA MALATTIA DIFFICILE DA ERADICARE

Come ricorda Bbc, ci è voluto più di un secolo per sviluppare vaccini efficaci, poiché il parassita della malaria, diffuso dalle zanzare, “è straordinariamente complesso e sfuggente”. È un bersaglio in continuo movimento, che cambia forma all’interno dell’organismo, il che lo rende difficile da immunizzare.

La malaria è stata uno dei maggiori flagelli dell’umanità per millenni e uccide soprattutto bambini e neonati. Nonostante i notevoli progressi compiuti con le zanzariere, gli insetticidi e i farmaci, a oggi muoiono ancora più di 400.000 persone all’anno, di cui un bambino sotto i cinque anni ogni 75 secondi.

E sono più di 40 milioni i bambini che vivono in aree dell’Africa subsahariana ad alta o moderata trasmissione della malaria.

COSA CAMBIA RISPETTO AL VACCINO DI GSK

Il team di Oxford, riferisce il quotidiano britannico, sostiene che il loro approccio rispetto al vaccino di Gsk autorizzato l’anno scorso “è più efficace e può essere prodotto su scala molto più ampia”.

COME AGISCE

Il vaccino contro la malaria dell’Università di Oxford, come quello prodotto da Gsk, spiega Bbc, mira alla prima fase del ciclo di vita del parassita, intercettandolo prima che raggiunga il fegato e si stabilisca nell’organismo.

“I vaccini sono costruiti utilizzando una combinazione di proteine del parassita della malaria e del virus dell’epatite B – si legge nell’articolo – ma la versione di Oxford ha una percentuale maggiore di proteine della malaria. Il team ritiene che questo aiuti il sistema immunitario a concentrarsi sulla malaria piuttosto che sull’epatite”.

I DATI SULL’EFFICACIA

Il vaccino, chiamato R21, è stato testato in Burkina Faso su 409 bambini di Nanoro e i risultati della sperimentazione sono stati pubblicati su Lancet Infectious Diseases.

Tre dosi iniziali seguite da un richiamo un anno dopo hanno dimostrato una protezione contro la malattia mortale fino all’80%. “Riteniamo che questi dati siano i migliori finora ottenuti sul campo con qualsiasi vaccino contro la malaria”, ha dichiarato il professor Adrian Hill, direttore dello Jenner Institute dell’università.

Secondo Bbc, tuttavia, è difficile fare un confronto diretto tra i due vaccini poiché quello di Gsk (la cui efficacia sembra raggiungere un massimo del 43% nell’arco di un anno) è stato sottoposto a grandi studi nel mondo reale, mentre i dati di Oxford possono sembrare più efficaci perché sono stati somministrati poco prima del picco della stagione della malaria in Burkina Faso.

L’ULTIMO STEP

Manca ancora però un ulteriore passaggio prima dell’approvazione. La decisione finale, infatti, dipenderà dai risultati di uno studio più ampio su 4.800 bambini in 4 Stati africani previsto entro la fine dell’anno, ma l’équipe è ottimista e ha fatto sapere che si aspetta che il vaccino venga distribuito il prossimo anno.

QUANTO COSTERÀ E CHI LO PRODURRÀ

Non è stato ancora diffuso un prezzo ma gli scienziati hanno detto che “è economico” – “pochi dollari” secondo Hill – e hanno già un accordo per produrne più di 100 milioni di dosi all’anno.

L’intesa, scrive Bbc, è stata raggiunta con il colosso indiano Serum Institute of India, il più grande produttore di vaccini al mondo. Stando a Sky News, l’accordo sarebbe addirittura per il doppio delle dosi, ovvero 200 milioni all’anno.

PREVISIONI E FINANZIAMENTI

L’organizzazione benefica Malaria No More ha dichiarato che i recenti progressi significano che la morte dei bambini a causa della malaria potrebbe finire “nel corso della nostra vita”, uno scenario che solo grazie ai vaccini e ai finanziamenti dei Paesi più ricchi potrà realizzarsi perché altrimenti, ha ricordato il professor Azra Ghani dell’Imperial College di Londra, “senza questo investimento, rischiamo di perdere i risultati ottenuti negli ultimi decenni e di assistere a una marea montante di recrudescenza della malaria”.

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