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Gli Stati stanno operando bene contro il Covid? Critiche e proposte di un ex top manager Apple

Covid

I vaccini sono fondamentali ma sono solo uno dei pezzi di un puzzle più complesso. Eradicare il Covid non sarà facile (e forse nemmeno veloce), ecco perché è il momento di affrontare un virus del XXI secolo con gli strumenti del XXI secolo. Parola di Myoung Cha, già capo delle iniziative strategiche di Apple Health

 

Myoung Cha è stato a capo delle iniziative strategiche di Apple Health per circa sei anni fino a maggio scorso quando ha definitivamente lasciato il colosso di Cupertino per diventare presidente e Chief Strategy Officer di Carbon Health, una startup attiva nel campo del primo soccorso.

In particolare, in Apple ha guidato lo sviluppo e il lancio di diversi prodotti e iniziative di ricerca, tra cui un sistema di notifiche sull’esposizione al Covid in collaborazione con Google. Il suo ruolo prevedeva anche accordi con governi e importanti società legate al mondo della salute.

Ecco cosa pensa delle strategie messe, o non messe, in campo dai governi per combattere la pandemia.

LA TESI DI CHA

L’improvviso aumento di casi Covid legati alla rapida diffusione di Omicron ha portato Cha a tornare su una riflessione: “le agenzie di salute pubblica non hanno del tutto afferrato il potere della tecnologia come modo per aumentare massicciamente le più tradizionali NPI [interventi non farmaceutici, ovvero misure di salute pubblica che mirano a prevenire e/o controllare la trasmissione del Covid nella società, ndr]”.

All’inizio l’errore, secondo Cha, è stato nel pensare che gli “esperti” avevano tutte le risposte, mentre il sistema di notifiche era una tecnologia “non provata” che nessuno aveva validato prima.

L’OSTRUZIONISMO DEI GOVERNI

Quando il progetto del sistema di notifiche sull’esposizione al Covid è stato proposto a diversi governi, questi hanno preferito altri sistemi che non si sono curati della privacy come, invece, avevano fatto Apple e Google.

IL CASO DI SINGAPORE

Cha nei suoi tweet porta il caso di Singapore, dove il governo aveva assicurato che i dati raccolti con l’app TraceTogether sarebbero stati usati solo per rintracciare i contatti durante la pandemia e invece sono finiti nelle mani della polizia che li ha utilizzati anche per indagini penali.

IL SISTEMA DI APPLE E GOOGLE

La tecnologia di notifica all’esposizione di Google e Apple, ha spiegato Cha, a differenza di altre app preferite dai governi non consente la raccolta centralizzata da parte delle autorità locali. Singapore aveva rifiutato il loro sistema dicendo che sarebbe stato “meno efficace”.

DIFFERENZE TRA PAESI

L’esperto ha poi notato come “sorprendentemente, il Regno Unito e l’Europa sono stati i più progressisti, coordinati e decisi nell’uso della tecnologia”, mentre, almeno all’inizio, gli Stati Uniti hanno preferito mettere su dei call center per la ricerca di contatti e in seguito è comunque mancato un approccio federale.

Il Regno Unito, invece, ha pubblicato dei dati che mostrano che il sistema di Apple e Google ha funzionato per smorzare l’ondata dello scorso inverno.

I VACCINI NON SONO TUTTO

I vaccini hanno sicuramente salvato migliaia di vite ma, come ha ricordato Cha in un tweet, “è il momento di portare gli strumenti e la tecnologia del XXI secolo a un virus del XXI secolo. I vaccini sono un pezzo del puzzle, ma dovremmo dispiegare ogni strumento a nostra disposizione – mascherine N95 [Ffp2, ndr], richiami, test rapidi e sì, anche le notifiche sull’esposizione”.

Proprio le notifiche infatti consentirebbero alle persone di verificare immediatamente se sono positive attraverso un test ed eventualmente di isolarsi interrompendo la catena del contagio.

LA PREVISIONE DI CHA

“Mentre si dovrebbe sempre sperare per il meglio, è un fallimento collettivo dell’immaginazione non essere preparati al peggio”, ha scritto Cha, il quale pensa che potremmo essere solo all’inizio di un decennio nel segno del Covid perché per ora nonostante molti esperti abbiano annunciato più volte che eravamo vicini alla fine questo ha suscitato poi false speranze.

E il fatto che nel mondo ci siano ancora troppe persone che non hanno ricevuto i vaccini fa sì che ci sia un terreno fertile per il virus che continuerà a mutare. Non solo. Anche se Omicron o le future varianti dovessero essere meno gravi, secondo Cha non bisogna sottovalutare lo strascico che lascerà il long Covid, di cui ancora non si conoscono bene le implicazioni a lungo termine. Motivo per cui afferma di temere che il Covid non sarà mai “solo un’influenza”.

Oltre a questo anche le nostre abitudini cambieranno. Per esempio, viaggiare in aereo per anni potrà significare fare test e indossare sempre la mascherina. “Dipingo questo scenario – ha scritto Cha – non per aumentare le nostre paure, ma per sollecitare i nostri politici a pensare a soluzioni a più lungo termine. Le soluzioni a breve termine possono avere senso se la fine del Covid è ‘dietro l’angolo’, ma potrebbero non essere all’altezza di ciò che è necessario per riportare la normalità nelle nostre vite”.

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