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Ecco il farmaco che Antonio potrà utilizzare per il suicidio assistito

Suicidio Assistito Antonio

L’Azienda sanitaria unica regionale delle Marche si è pronunciata sul farmaco e sulle modalità di autosomministrazione con cui “Antonio” potrà accedere legalmente al suicidio medicalmente assistito. Tutti i dettagli sul farmaco e su chi lo produce

 

Mancavano solo il parere sul farmaco e sulle modalità di autosomministrazione affinché “Antonio”, paziente 44enne marchigiano tetraplegico dal 2014, potesse accedere legalmente al suicidio medicalmente assistito in Italia.

Dopo Federico Carboni, 43enne anche lui marchigiano rimasto tetraplegico 15 anni fa a causa di un incidente stradale, è il secondo caso italiano a ricevere il via libera dalla Commissione medica dell’Azienda sanitaria unica regionale (Asur) delle Marche.

LE QUATTRO CONDIZIONI PER PROCEDERE AL SUICIDIO ASSISTITO

La procedura per il suicidio medicalmente assistito in Italia è legale solo alla presenza delle quattro condizioni indicate dalla Corte costituzionale nella cosiddetta sentenza di incostituzionalità ‘Cappato/Antoniani’.

Nello specifico nella sentenza si legge: “proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità di esecuzione siano state verificate da una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente”.

IL PARERE MEDICO SUL FARMACO DA UTILIZZARE

Il parere emesso all’unanimità dalla Commissione, riferisce La Presse, conferma quanto indicato dalla relazione del dottor Mario Riccio, medico anestesista anche di Piergiorgio Welby e consulente del collegio legale di Antonio, il quale individuava il farmaco idoneo e le modalità di autosomministrazione più opportune per poter attuare la richiesta di suicidio medicalmente assistito chiesta dallo stesso Antonio.

ANCHE ANTONIO RICEVERÀ IL TIOPENTONE SODICO

Come Carboni, anche Antonio riceverà il tiopentone sodico. “Il Tiopentone sodico e i dosaggi indicati risultano compatibili agli scopi prefissati dal sig. ‘Antonio’ – si legge nel parere riportato da La Presse -. La modalità di somministrazione è compatibile con la scelta del farmaco ed attuabile in autonomia dal sig. Antonio in un contesto operativo decoroso e con effetti fisicamente non dolorosi per l’autore nel frangente del fine vita”.

COS’È IL TIOPENTONE SODICO

Il Tiopentale, come spiega l’Istituto Clinico Humanitas, è un barbiturico che agisce riducendo l’attività del sistema nervoso centrale, inducendo così una lieve sedazione o, a dosi più elevate, l’addormentamento. Si somministra mediante iniezione in vena o per via rettale.

GLI USI

In passato veniva usato come anestetico prima di un intervento chirurgico, ma è stato sostituito dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) nella lista dei farmaci essenziali con il propofol e nella maggior parte delle sedazioni con le benzodiazepine. Rimane, tuttavia, elencato come alternativa accettabile.

Con il nome di Pentothal, il tiopentone è stato utilizzato anche per l’iniezione letale ai condannati a morte negli Stati Uniti – dove è prevista la pena capitale – e si ritiene che se usato in terapie psichiatriche con pazienti affetti da amnesia, mutismo o blocco del linguaggio, “induce nel paziente uno stato di tranquillità e rilassamento, che aumenta la disponibilità a parlare”.

CHI LO PRODUCE

Negli Stati Uniti l’unica azienda che ha avuto l’autorizzazione ufficiale della Food and Drug Admistration (Fda) per produrre il Pentothal è Hospira, che scoprì e lanciò il tiopentone sodico negli anni ’30.

Hospira ha anche uno stabilimento alle porte di Milano, a Liscate, che avrebbe dovuto produrre il farmaco ma nel gennaio 2011, a seguito delle accuse relative al suo utilizzo per la pena di morte e all’intervento sia di associazioni come Nessuno tocchi Caino che del governo italiano, l’azienda ha deciso di cessarne la produzione in Italia e a livello globale.

Oggi, a eccezione dell’azienda Intervet Productions (con sede ad Aprilia) che lo produce per uso veterinario, secondo il sito Pharmacompass, il farmaco verrebbe prodotto dalla svizzera Sandoz di Novartis, dalla tedesca Chemische Fabrik Berg GmbH, dalla taiwanese Sci Pharmtech e dalle giapponesi Mitsubishi Tanabe Pharma e Juzen Chemical Corporation.

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