Grandi novità dal dipartimento della Salute degli Stati Uniti. Dopo la drastica riduzione di vaccinazioni pediatriche raccomandate, passate da 17 a 11, l’istituzione guidata da Robert F. Kennedy Jr. è passata all’aggiornamento delle linee guida alimentari. Digeriti pranzi e cene natalizie, è giunto il momento di cambiare marcia.
Ecco cosa suggerisce l’amministrazione Trump e quali aziende finirebbero nel mirino.
VIA LIBERA ALLE NUOVE LINEE GUIDA ALIMENTARI USA
Le nuove linee guida alimentari statunitensi 2025-2030, pubblicate dall’amministrazione Trump, segnano una revisione profonda delle raccomandazioni nutrizionali federali. Il documento, aggiornato ogni cinque anni dai dipartimenti della Salute (HHS) e dell’Agricoltura (USDA), costituisce la base per i programmi alimentari federali, incluse le mense scolastiche, i pasti per i militari, i veterani e i programmi di assistenza alimentare. Le linee guida si inseriscono nell’agenda “Make America Healthy Again”, promossa dal segretario alla Salute RFK Jr.
“EAT REAL FOOD”
“Eat real food”, ovvero “mangia cibo vero”, questo è lo slogan delle nuove linee guida, come dichiarato da Kennedy. Secondo l’amministrazione, le precedenti raccomandazioni avrebbero “ingannato i cittadini per proteggere i profitti delle aziende, dicendo che queste sostanze simili al cibo erano benefiche per la salute pubblica”. Kennedy ha aggiunto che “queste nuove linee guida rivoluzioneranno la cultura alimentare della nazione e renderanno l’America sana di nuovo”.
IL ROVESCIAMENTO DELLA PIRAMIDE ALIMENTARE
Secondo le nuove indicazioni, scompare il modello “MyPlate”, introdotto nel 2011, e ritorna la piramide alimentare, questa volta rovesciata. Nel nuovo schema, proteine, latticini, grassi “salutari”, frutta e verdura occupano la parte superiore, mentre i cereali integrali sono collocati alla base, con un ruolo ridimensionato.
Secondo Kennedy, proteine e grassi “sono essenziali e in precedenti linee guida alimentari erano stati ingiustamente scoraggiati”. La scelta grafica ha suscitato perplessità tra alcuni esperti, che la considerano poco intuitiva e potenzialmente contraddittoria rispetto alle raccomandazioni testuali.
PIÙ PROTEINE (DI ORIGINE ANIMALE)
Una delle modifiche più rilevanti riguarda l’apporto proteico. Le nuove linee guida raccomandano 1,2-1,6 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno, rispetto ai precedenti 0,8 grammi. Ciò equivale, per una persona di circa 68 chili, a un consumo giornaliero compreso tra 82 e 109 grammi. Le fonti privilegiate sono di origine animale, come carne rossa, pollame, uova, pesce e latticini, mentre le proteine vegetali non vengono enfatizzate.
Marion Nestle, docente emerita alla New York University, in un’intervista a Science News, ha osservato che questa impostazione “non ha senso (gli americani mangiano già abbastanza proteine), se non come scusa per consigliare più carne e latticini interi”.
IL RITORNO DEI LATTICINI INTERI E IL LIMITE AI GRASSI SATURI
Le linee guida incoraggiano anche il consumo di latticini interi, segnando una discontinuità rispetto alle versioni a basso contenuto di grassi. “Stiamo ponendo fine alla guerra contro i grassi saturi”, ha dichiarato Kennedy. Tuttavia, il limite massimo per i grassi saturi resta invariato: non oltre il 10% delle calorie giornaliere. Questa coesistenza di indicazioni è stata definita da esperti come difficile da conciliare, dato che carne e latticini rappresentano le principali fonti di grassi saturi nella dieta statunitense.
Stando alle informazioni riportate da Ap, tuttavia, queste indicazioni non sarebbero proprio super partes. Dei 10 esperti che hanno guidato la nuova revisione scientifica sotto Kennedy, cinque hanno dichiarato legami finanziari con le industrie della carne bovina, suina o lattiero-casearia o con produttori di latte artificiale o integratori.
CIBI ULTRAPROCESSATI (E AZIENDE) NEL MIRINO
Per la prima volta, le linee guida scoraggiano esplicitamente il consumo di “cibi altamente processati”, invitando a evitare snack confezionati, dolci, bevande zuccherate e alimenti pronti ricchi di sale o zuccheri. “Se un avversario straniero volesse distruggere la salute dei nostri figli, per danneggiare la nostra economia e la nostra sicurezza nazionale, non ci sarebbe strategia migliore che renderci dipendenti dai cibi ultra-processati”, ha detto il segretario alla Salute.
Le aziende Coca-Cola e PepsiCo, e Mondelez, che produce i biscotti Oreo, sono state oggetto di scrutinio da parte di Kennedy. Anche i grandi produttori alimentari europei Nestlé e Danone sono stati esposti alle modifiche imposte dall’amministrazione. Le nuove raccomandazioni affermano inoltre che “nessuna quantità di zuccheri aggiunti o dolcificanti non nutritivi è raccomandata”. Il limite per pasto è fissato a 10 grammi di zuccheri aggiunti e per i bambini sotto i 10 anni è consigliato zero zuccheri aggiunti.
Viene raccomandato inoltre di controllare le etichette degli ingredienti e di privilegiare frutta e verdura nella loro forma originale, consentendo versioni surgelate o in scatola solo se prive di zuccheri aggiunti. Sul sodio, le soglie restano invariate: massimo 2.300 milligrammi al giorno per gli adulti.
CAPITOLO ALCOL
Per la prima volta dal 1980, le linee guida eliminano poi i limiti quantitativi giornalieri per il consumo di alcol. Non si parla più di uno o due drink al giorno, ma si invita semplicemente a “consumare meno alcol per una migliore salute generale”. Mehmet Oz, a capo dei Centers for Medicare & Medicaid Services, ha dichiarato: “Nello scenario migliore, non credo che si dovrebbe bere alcol, ma questo consente alle persone un’occasione per socializzare e legare, e probabilmente non c’è niente di più salutare che divertirsi in sicurezza con gli amici”.
COSA DICONO GLI ESPERTI
Le reazioni sono state contrastanti. Come riporta MedPage Today, l’American Heart Association ha accolto positivamente l’enfasi su frutta, verdura e riduzione degli zuccheri, ma ha espresso preoccupazione per il rischio di un eccesso di sodio e grassi saturi. Anche per il Center for Science in the Public Interest “in mezzo ai consigli positivi ci sono indicazioni dannose, come dare enfasi alle proteine animali, al burro e ai latticini interi, che minano sia il limite dei grassi saturi sia il consiglio scientifico del Comitato delle linee guida 2025 di privilegiare le proteine vegetali per ridurre il rischio cardiovascolare”. L’American Medical Association ha affermato che “le linee guida confermano che il cibo è medicina e offrono indicazioni chiare che pazienti e medici possono usare per migliorare la salute”.
Gabby Headrick, dell’Università George Washington, ha evidenziato possibili effetti indesiderati della terminologia “cibo vero”: “Sono un po’ preoccupata che questo termine possa stigmatizzare alcune persone con budget limitati che possono permettersi solo alimenti più processati”. Inoltre, ha espresso preoccupazione per l’aumento del consumo proteico: “Se fossi una persona con malattia renale cronica, dovrei ridurre l’assunzione di proteine per proteggere meglio la funzione renale”.






