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Covid, tutte le polemiche sul Codice nero

Realtà Aumentata Sala Operatoria

Confedir contro il “Codice nero”: non si sceglie chi curare. Fatti, approfondimenti e polemiche

L’intensificarsi del numero dei contagi causati anche dalla variante Omicron sta facendo tornare alla mente i tempi bui dei primi mesi di pandemia da coronavirus. La pressione sugli ospedali ha ripreso a essere asfissiante e le risorse in campo sembrano non essere sufficienti.

L’allarme del presidente dell’ordine dei medici della Campania

La situazione è molto critica in Campania tanto che c’è chi ha paventato il rischio della tenuta dei presidi ospedalieri. L’allarme è stato lanciato qualche giorno fa da Bruno Zuccarelli, presidente dell’ordine dei medici di Napoli. Il presidente Zuccarelli non si è limitato a esprimere preoccupazione per le condizioni della sanità campana ma è arrivato a paventare il rischio di “Codice nero”. “La situazione è peggiore di quanto sembri – ha detto il presidente Zuccarelli -, in Campania rischiamo di doverci trovare di fronte ad un dramma come il codice nero”

Cos’è il Codice nero

Alle dichiarazioni di Zuccarelli si è contrapposta la ferma reazione di Confedir, la Confederazione dei sindacati dei funzionari direttivi, dirigenti e delle elevate professionalità della funzione pubblica, che, attraverso le parole del segretario nazionale Michele Poerio, prende le distanze dalle esternazioni del presidente Zuccarellii. “Il Codice nero fu ideato ed applicato nel suo triage dal dottor L.D. Larey, ufficiale medico al servizio di Napoleone – si legge nella nota di Confedir -. Questo collega coniò appositi codici per i soldati feriti sul campo di battaglia (bianco, verde, rosso etc.). Con il fatale codice nero venivano lasciati sul campo, con qualche lieve cura, ma senza trasporto né vero soccorso, i feriti “senza speranza” di sopravvivenza. Oggi ritenevamo di avere da tempo eliminato il codice nero del Dott. Larey”.

L’atto di accusa di Confedir

Poerio continua nella sua nota sottolineando come le parole del dott. Zuccarelli siano “affermazioni gravissime contrarie sia all’etica medica che alla sostanza ed allo spirito della Costituzione”. Dall’inizio della pandemia è tornato più volte lo spettro della “selezione” dei malati da curare. “Oggi curiamo tutti in base alla Costituzione, alle disposizioni di legge, ai diritti fondamentali dell’uomo e deve essere rigettata anche la più remota ipotesi di voler reintrodurre di fatto un codice nero e qualsiasi tipo di selezione dei pazienti – scrive ancora il dott. Poerio -. Non usare un ventilatore per l’assistenza polmonare per un paziente malato di Covid-19 con poche probabilità di sopravvivenza a vantaggio di un altro paziente in piena battaglia per la vita reintegra praticamente il codice nero”.

Le linee guida degli anestesisti: “Decidere chi attaccare al ventilatore e chi no”

Poco prima del primo lockdown del marzo del 2020, quando la sanità lombarda era già in ginocchio per via della pandemia, la SIAARTI (Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva) pubblicò delle linee giuda, delle raccomandazioni di etica clinica secondo le quali se ci sono più pazienti per un respiratore, bisogna privilegiare chi è più giovane o comunque non ha patologie importanti. “Si tratta di un documento tecnico – diceva la dottoressa Flavia Petrini, presidente Siaarti, in un’intervista a Repubblica -, destinato ai professionisti e sul quale non ci sarebbe bisogno di un dibattito pubblico. I casi si discutono singolarmente, mettendo a conoscenza i parenti delle persone interessate di quello che si intende fare. Lo abbiamo redatto perché il Lombardia ci sono condizioni disperate, e i professionisti hanno l’esigenza di non essere lasciati soli di fronte a scelte difficili. Già oggi devono decidere chi attaccare al ventilatore e chi no”.

L’opposizione di Confedir, insieme a FEDER.S.PeV. alle linee guida SIAARTI

Confedir, insieme a FEDER.S.PeV. (Federazione Nazionale Sanitari Pensionati e Vedove), contrastò aspramente le posizioni della SIAARTI. “Noi della CONFEDIR e della FEDER.S.PeV. abbiamo duramente combattuto riuscendo a fare eliminare dalla bozza del Piano Pandemico 2021-2023, redatta dal Ministero della Salute – si legge nella nota -, la frase “…quando la scarsità rende le risorse insufficienti rispetto alla necessità allora i principi di etica (sic! ndr) possono consentire di allocare risorse scarse in modo da favorire i trattamenti necessari preferibilmente a quei pazienti che hanno maggiore probabilità di trarne benefici. La nostra opposizione ha bloccato, quindi, questa evidente violazione del giuramento di Ippocrate e dei principi costituzionali in merito”.

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