Sanità

Covax, cosa farà l’Oms con i vaccini di Sanofi e Gsk anti Covid

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Sanofi e Gsk partecipano a Covax, programma dell’Oms per la distribuzione equa di vaccini. Tutti i dettagli

 

Sanofi e Gsk aderiscono a Covax Facility, programma dell’Organizzazione mondiale della Sanità che garantisce l’accesso equo ai vaccini. Le due società farmaceutiche hanno siglato una dichiarazione di intenti con Gavi, amministratore legale di Covax.

Tutti i dettagli.

LE MOSSE DI SANOFI E GSK

Sanofi e Gsk consegneranno a Covax Facility, secondo l’intesa siglata con Gavi, circa 200 milioni di dosi del loro vaccino Covid-19 a base di proteine ricombinanti adiuvate appena questo verrà validato dalle autorità di regolamentazione.

Con questo impegno le società faranno sì che vaccini Covid-19 di successo raggiungano coloro che ne hanno bisogno, chiunque essi siano e ovunque vivano.

IL VACCINO SANOFI-GSK

Il vaccino contro Covid-19 messo a punto da Sanofi e Gsk è basato su una tecnologia ricombinante. Sanofi ha contribuito allo sviluppo con il suo antigene della proteina S del coronavirus, che si basa sulla tecnologia del DNA ricombinante, mentre Gsk ha messo a disposizione la sua tecnologia adiuvante, di particolare importanza in una situazione di pandemia in quanto può ridurre la quantità di proteine del vaccino necessarie per dose e consentire così di produrre più dosi di vaccino e proteggere di conseguenza un maggior numero di persone.

Le due case farmaceutiche hanno avviato la sperimentazione di fase 1-2 a settembre.

COSA E’ COVAX

Covax Facility, cui aderiscono Sanofi e Gsk, è il programma co-guidato da Gavi (the Vaccine Alliance), Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI) e Oms che punta a garantire ai paesi del mondo un accesso equo ai vaccini.

“E’ il pilastro dei vaccini dell’acceleratore Access to COVID-19 Tools (ACT), una collaborazione globale per accelerare lo sviluppo, la produzione e l’accesso equo ai test, ai trattamenti e ai vaccini COVID-19”, si legge sul sito dell’Organizzazione mondiale della Sanità, in cui si commenta che “con una pandemia in rapida evoluzione, nessuno è al sicuro, se non siano tutti al sicuro”.

Anche la Commissione Ue partecipa al programma Covax.

L’OBIETTIVO DI COVAX

Covax ha l’obiettivo di acquisire 2 miliardi di dosi di vaccini anti Covid entro la fine del 2021. Il programma ha l’intento di contribuire allo sviluppo di un portafoglio diversificato di vaccini.Gli acquisti negoziati con diversi fornitori, copriranno diverse tecnologie scientifiche, tempi di consegna e prezzi.

COVAX: LA CONDIVISIONE DEL RISCHIO

Il programma messo a punto da Gavi, Cepi ed Oms rappresenta, da una parte una garanzia per i produttori, che investono senza essere sicuri della domanda futura e, dall’altra riduce il rischio che i paesi non riescano a garantire l’accesso a un vaccino efficace.

CHI PAGA I VACCINI PER COVAX?

Ma chi paga i vaccini? Le dosi per le economie a basso reddito saranno anche ottenute tramite lo strumento Covax e saranno pagate tramite il meccanismo finanziario separato del Gavi COVAX AMC, si legge sul sito di Gavi, in cui si specifica che sarà “gran parte finanziato tramite l’Aiuto pubblico allo sviluppo (APS). Anche così, è probabile che i 92 paesi ammissibili all’APS che accedono ai vaccini attraverso l’AMC possano anche essere tenuti a condividere alcuni dei costi dei vaccini COVID-19 e della consegna, fino a 1,60 USD – 2 USD per dose – uno specchio dell’importo pagato in anticipo dai partecipanti autofinanziati”.

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