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Cosa sappiamo di BA.2.75.2, la sottovariante della sottovariante

Sottovariante BA.2.75.2

Ormai non fa più notizia la scoperta di una nuova sottovariante – se ne contano 230 solo per Omicron – ma la comparsa di BA.2.75.2, ‘figlia’ di Centaurus, è tenuta particolarmente sott’occhio. Ecco perché

 

Ma la pandemia è finita o no? Come scriveva pochi giorni fa Repubblica, per il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, “sì”, per l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) “quasi” e per l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) “niente affatto”.

Tre punti di riferimento con tre opinioni discordanti. Poi, con la campagna vaccinale che si è arenata, le restrizioni che sono cadute e i contagi che sono di nuovo aumentati, sembra magicamente essere riapparso il virus per ricordarci che forse forse più di tutti ha ragione l’Ema.

E per farlo, questa volta il Covid-19 ha deciso di manifestarsi con le sembianze della sottovariante di Omicron nominata BA.2.75.2, già data per “osservata speciale” e dichiarata anche su Biorxiv “in grado di eludere il sistema immunitario”.

LA VELOCITÀ DI OMICRON DI MUTARE

Da Omicron, che è stata la protagonista indiscussa del 2022, sono emersi più di 230 discendenti e più di 30 ricombinanti secondo il monitoraggio dell’Oms.

Non è un caso che pochi giorni fa Marco Cavaleri, responsabile della strategia per le minacce sanitarie e i vaccini dell’Ema avesse affermato che Sars-Cov-2 “sta mutando a una velocità pazzesca e continua a farlo” diventando “ancora piuttosto imprevedibile”.

BA.2.75.2: LA SOTTOVARIANTE DELLA SOTTOVARIANTE

Fino a ora le sottovarianti di Omicron andavano da BA.1 alla BA.5 ma, come afferma Focus, “alcune di esse hanno non solo sottovarianti ‘figlie’, ma addirittura ‘nipoti’, come la BA.2.75.2, che pare molto più abile nel dribblare le difese immunitarie rispetto alle altre”.

Quest’ultima discende da BA.2.75, la sottovariante di Omicron 2 ribattezzata Centaurus, ma ha 3 ulteriori mutazioni sulla proteina Spike.

PERCHÉ ALLORA RICEVE ATTENZIONE?

L’Oms, nel suo focus sulle varianti, ha ricordato che sebbene tutte queste sottovarianti di Omicron abbiano “diverse mutazioni aggiuntive”, “la maggior parte non merita preoccupazione, nemmeno sulla base delle attuali conoscenze di siti genetici rilevanti”.

Allora perché tutta questa attenzione per BA.2.75.2? Come anticipato, Centaurus, ‘madre’ di BA.2.75.2, “è monitorata [dall’Oms, ndr] a causa di 9 ulteriori mutazioni osservate nel picco rispetto al suo lignaggio ‘genitore’ BA.2”.

Una di queste mutazioni, sostiene l’Oms, “è stata associata a fuga immunitaria”.

I DATI SU CENTAURUS

L’Oms comunque al momento rassicura facendo sapere che “la prevalenza globale di BA.2.75 è bassa (1,26% alla settimana 35), ma è aumentata nelle ultime settimane”. Sarebbero una cinquantina i Paesi in cui è stata identificata.

COME MAI SIAMO FERMI A OMICRON?

Omicron è stata identificata la prima volta quasi un anno fa, da allora si sono susseguite tutte sottovarianti discendenti dallo stesso lignaggio e, dunque, l’Oms non ha avuto ragione di indicare una nuova lettera dell’alfabeto greco dato che lo fa soltanto nel caso in cui una variante sia talmente nuova da introdurre nuovi rischi per la salute pubblica.

LE PREVISIONI DEGLI ESPERTI

Se da un lato Biden ha dichiarato che “la pandemia negli Stati Uniti è finita” è anche vero che poi si è corretto dicendo che “la pandemia non è più come prima”. Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda il direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, secondo cui “la fine della pandemia è in vista”.

L’Ema, invece, è andata proprio controcorrente affermando: “Non sappiamo come Biden sia giunto alla sua conclusione. In Europa consideriamo la pandemia ancora in corso”. Sono state le parole di Steffen Thirstrup, direttore sanitario dell’Agenzia. E Cavaleri, a scanso di equivoci, ha aggiunto: “Dobbiamo prepararci a una nuova ondata di contagi, in linea con la tendenza mostrata dal virus negli ultimi due anni”.

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