Nel puntare all’espansione nel mercato statunitense delle malattie rare, Angelini Pharma starebbe valutando l’acquisizione di Catalyst Pharmaceuticals per una cifra stimata di 3,6 miliardi di dollari. A rivelarlo è Bloomberg, nonostante le due aziende non confermino.
Al centro della strategia del Ceo, Sergio Marullo di Condojanni, c’è il rafforzamento del comparto della Brain Health attraverso la società guidata da Rich Daly, che nell’ultimo anno ha registrato una crescita del 24% sul Nasdaq grazie a un portafoglio prodotti in consolidamento.
COSA FA E DOVE PUNTA CATALYST
Fondata nel 2002, Catalyst Pharmaceuticals ha iniziato il suo percorso con l’acquisizione in licenza di molecole come il CPP-109 dal Brookhaven National Laboratory, pur vedendo terminare lo sviluppo di quest’ultimo nel 2009.
Il 2006 ha segnato un momento cruciale con la quotazione al Nasdaq sotto il simbolo CPRX, seguita nel 2009 dall’in-licensing del CPP-115 dalla Northwestern University, programma conclusosi poi nel 2018.
Ma la vera svolta operativa è avvenuta nel 2012 con l’acquisizione dei diritti per il Nord America di Firdapse da BioMarin, prodotto che nel 2018 ha ottenuto l’approvazione della Food and Drug Administration (Fda) come prima terapia basata sull’evidenza per la sindrome miastenica di Lambert-Eaton (Lems).
Negli anni successivi, l’azienda ha esteso la sua portata globale ottenendo diritti esclusivi per il Giappone e potenziale accesso ai mercati di Asia e America Latina, culminando con il lancio commerciale in Giappone previsto per il 2025 dopo l’approvazione ottenuta nel 2024.
IL PORTAFOGLIO TERAPEUTICO E LE SOLUZIONI PER PAZIENTI RARI
Il valore scientifico di Catalyst si concentra su tre pilastri farmacologici principali, a partire da Firdapse (amifampridina) in compresse da 10 mg, indicato per pazienti dai 6 anni in su affetti da Lems per mantenere forza muscolare e mobilità.
A questo si aggiunge Fycompa (perampanel), i cui diritti statunitensi sono stati acquisiti da Eisai nel 2023; si tratta di un farmaco antiepilettico utilizzato per trattare crisi a esordio parziale in persone dai 4 anni e crisi tonico-cloniche generalizzate primarie dai 12 anni.
Il terzo prodotto chiave è Agamree (vamorolone), sospensione orale da 40 mg/mL, un corticosteroide con una struttura innovativa per la distrofia muscolare di Duchenne (Dmd), approvato dall’Fda nel 2023 per pazienti dai 2 anni e lanciato negli Stati Uniti nel 2024. Agamree ha ottenuto l’approvazione anche da Health Canada nel 2025, diventando il primo prodotto autorizzato in quel mercato per la Dmd.
CHI GUIDA CATALYST
La guida operativa di Catalyst Pharmaceuticals è affidata a un team con a capo Rich Daly, che ricopre il ruolo di presidente e Ceo. La squadra dirigenziale comprende poi figure chiave come Will Andrews, Chief Medical Officer; Angie Bechan, Executive Vice President e Chief Corporate Affairs Officer; e Jeff Del Carmen, Executive Vice President e Chief Commercial Officer.
La gestione finanziaria e delle operazioni, invece, è supervisionata da Mike Kalb, Chief Financial Officer, e Steve Miller, che riveste i ruoli di Chief Operations Officer e Chief Scientific Officer.
Il Consiglio di amministrazione è presieduto dal co-fondatore Patrick J. McEnany e include, oltre a Rich Daly, i consiglieri Daniel J. Curran, Donald A. Denkhaus, Molly Harper, Tamar Thompson e David S. Tierney.
LA REAZIONE DELLA BORSA E IL COMMENTO DI ANGELINI
Stando a Bloomberg, le indiscrezioni riguardanti l’interesse di Angelini Pharma hanno provocato movimenti significativi sul titolo Catalyst, che ha registrato balzi tra il 6,7% e il 19% durante le sessioni di Borsa, raggiungendo prezzi compresi tra 29,19 e 29,74 dollari.
Con una capitalizzazione di mercato di circa 3,6 miliardi di dollari, la società statunitense attira l’attenzione del gruppo italiano, il quale, secondo i dati riportati da Sole 24 Ore, ha registrato ricavi per 1.207,3 milioni di euro nel 2024 e un Ebitda di 302,4 milioni di euro.
Nonostante non vi sia certezza di un accordo definitivo e le discussioni siano in fase preliminare, Angelini Pharma ha ribadito la propria visione strategica tramite un portavoce: “La valutazione delle opportunità di crescita è parte integrante della strategia aziendale”. Inoltre, la nota ufficiale precisa ulteriormente che “Angelini Pharma ha già affermato in più occasioni l’intenzione di espandere il gruppo nei mercati esterni e continuerà a perseguire questa strategia con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento e la crescita del gruppo, garantendo al contempo le migliori soluzioni per i pazienti”.







