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Come si muoverà l’Italia per la terza dose del vaccino per tutti?

Terza dose del vaccino in Italia. Che cosa hanno detto il ministro Speranza e il commissario Figliuolo. Fatti, annunci, problemi e incognite

 

Terza dose del vaccino, avanti tutta per tutti.

“Lavoreremo per allargare la dose booster anche ad ulteriori fasce generazionali”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, in conferenza stampa a Palazzo Chigi secondo il quale “l’allarme dell’Oms va considerato con la massima attenzione”. Sul Green pass, ha assicurato “non sono all’ordine del giorno delle modifiche, a stamani scaricati 117 milioni di certificati verdi”. Sullo stato d’emergenza “il governo deciderà “nelle giornate immediatamente precedenti alla scadenza”. Figliuolo, siamo a una copertura dell’87,7% contro il virus, possiamo fare la terza dose a tutti. Locatelli, la terza dose è sicura e “l’Aifa si è attivata per acquisire una quantità adeguata del farmaco antivirale orale per il Covid-19 molnupiravir, autorizzato in Gran Bretagna”. Intanto la Germania annuncia la terza dose di vaccino anti Covid per tutti a sei mesi dalla seconda.

Questo in sintesi il quadro aggiornato delle ultime notizie più rilevanti sull’andamento della campagna vaccinale, non solo in Italia. Ma ora vediamo in particolare che cosa le istituzioni italiane hanno annunciato oggi su terza dose in particolare.

LE PAROLE DI FIGLIUOLO

“Ieri abbiamo superato le 110mila terze dosi effettuate. Il picco quotidiano di terze dosi di vaccino somministrate che ci aspettiamo lo avremo tra dicembre e febbraio”. Così, durante la conferenza stampa sulla prosecuzione della campagna vaccinale il Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo, al centro polifunzionale di Palazzo Chigi. “In molte regioni sono stati razionalizzati gli hub, ma questa è una scelta condivisa con noi – ha detto -. Non avremo più i picchi della vecchia stagione, non arriveremo mai sopra le 350mila somministrazioni al giorno di picco massimo”.

ACCELERARE SULLA TERZA DOSE PER TUTTI

Il Commissario ha sottolineato l’importanza di “accelerare con le terze dosi e recuperare sulle prime”, dal momento che “la quantità di dosi per far fronte a tutti gli impegni è più che sufficiente”. “Ho già detto alle Regioni, oltre alla chiamata attiva, di far fronte con accesso alla vaccinazione senza prenotazione”, ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, mentre per quanto riguarda le fasce generazionali a cui somministrare la terza dose, un eventuale “abbassamento dell’età sarà decisa con gli scienziati dalla prossima settimana”. “Sull’autorizzazione del vaccino per la fascia 5-11 anni – ha aggiunto – aspettiamo un pronunciamento di Ema auspicando che arrivi a dicembre”.

LA POSIZIONE DEL CTS

Il Comitato tecnico-scientifico continua a rassicurare sulla sicurezza del booster. “È largamente sicuro – ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, coordinatore del Cts -. Per quel poco che può valere ho ricevuto la terza dose senza il minimo problema, e conferisce ulteriore protezione proprio perché stimola le cellule della memoria del sistema immunitario”. Il coordinatore ha poi ribadito l’importanza delle responsabilità individuali nell’“evitare assembramenti e partecipazioni a feste” se non ci sono mascherine e il rischio circolazione virus è importante”. “Le misure non farmacologiche – ha detto – hanno contribuito assieme ai vaccini a mantenere la circolazione virale su livelli favorevoli in Italia rispetto ad altri Paesi”.

CAPITOLO GREEN PASS

In questo quadro il Green Pass rimane uno strumento decisivo “perché rende più sicuri i luoghi in cui è utilizzato e ha avuto un effetto incentivante per la campagna di vaccinazione”, ha affermato Speranza. “Quindi l’intenzione del governo è continuare a utilizzare questo strumento, e non sono all’ordine del giorno delle modifiche rispetto alla modalità di utilizzo del Green pass”. Solo questa mattina, sono stati scaricati 117 milioni di nuovi Green Pass. “Questo numero dà il senso di uno strumento che gli italiani hanno imparato ad utilizzare ed apprezzare”, ha concluso il ministro.

LE DOMANDE DE LA VERITA’

“Il problema era stato sollevato dalla Verità già a fine maggio e ribadito anche nelle ultime settimane: i medici di base, i pediatri e soprattutto le farmacie (alle prese con il caos dei tamponi) saranno in grado di sostenere il «secondo giro» di richiami per tutti? Domanda che abbiamo posto ripetutamente”, ha scritto Camilla Conti del quotidiano La Verità: “Ora i nodi sono venuti al pettine. E ieri anche il presidente della fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, si è dichiarato «un po’ preoccupato perché alcune Regioni hanno avuto fretta di smantellare hub vaccinali che con questi numeri potevano tornare utili».”

In realtà, ha aggiunto il quotidiano fondato e diretto da Maurizio Belpietro, “a voler smantellare gli hub non sono state le Regioni ma il ministero della Salute che poi indica la rotta alla struttura commissariale. Lo scorso 31 maggio, il ministro della Salute Roberto Speranza era stato chiaro: «Bisognerà passare da una fase straordinaria a una fase ordinaria e penso che questa nuova ordinarietà possa essere affidata alla nostra straordinaria rete di medici di medicina generale ma penso che nel lungo periodo le palestre, i centri congressi o le stazioni dovranno tornare a svolgere i ruoli per i quali sono preposti», aveva detto Speranza”.

 

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