Sanità

Come funzionano gli anticorpi monoclonali anti Covid somministrati a Trump

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Come valuta il cocktail di anticorpi monoclonali con cui è stato curato Trump? «Per fare un paragone bellico lo definirei un missile terra-aria: bisogna però abbassare i costi di questi farmaci», ha risposto Ilaria Capua. In America si punta sugli anticorpi monoclonali per il trattamento da Covid-19. Tutti i dettagli

Gli anticorpi monoclonali si candidano ad essere la cura ideale contro il Covid-19. Le americane Regeneron (azienda che ha sviluppato gli anticorpi che hanno curato Trump) ed Eli Lilly, hanno richiesto all’agenzia del farmaco americana l’autorizzazione all’uso di emergenza dei loro prodotti.

Anche l’Italia è a lavoro sul fronte degli anticorpi monoclonali, da sempre sponsorizzati dal virologo Roberto Burioni.

Andiamo per gradi.

COSA SONO GLI ANTICORPI MONOCLONALI

Partiamo, in questo caso, dalle definizioni. “Gli anticorpi (immunoglobuline) sono molecole complesse prodotte dai linfociti B, cellule che fanno parte del sistema di difesa del corpo umano (sistema immunitario), in risposta alla presenza di un’altra molecola, detta antigene, estranea all’organismo (ad esempio, batteri, virus, ecc). Gli anticorpi riconoscono in modo specifico la sostanza estranea da combattere (antigene) grazie alla sua conformazione e hanno il compito di neutralizzarne l’effetto”, si legge sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

Tale premessa è necessaria a spiegare che “gli anticorpi monoclonali (MAB) sono molecole prodotte in laboratorio, a partire dai linfociti B”.

REGENERON ED ELI LILLY: RICHIESTE PER USO EMERGENZIALE ANTICORPI

A produrre, in America, anticorpi monoclonali anti Covid-19 sono state due aziende Regeneron ed Eli Lilly i cui primi risultati sperimentali fanno ben sperare.

A seguito dei primi dati, infatti, Regeneron (qui i dettagli sull’azienda) ed la casa farmaceutica con sede ad Indianapolis, Eli Lilly, hanno richiesto all’agenzia del farmaco americana, la Food and Drug Administration, l’autorizzazione all’uso di emergenza dei loro prodotti.

TRUMP CURATO CON REGENERON

Gli anticorpi policlonali, un cocktail di più anticorpi monoclonali, della società di biotecnologie Regeneron sono stati somministrati a Donald Trump per il trattamento da Covid, con i risultati sperati.

SCHIZZANO LE RICHIESTE PER REGENERON

Proprio questo, riporta The Guardian, ha portato ad un aumento esponenziale nelle richieste di informazioni da parte dei pazienti per il farmaco messo a punto da Regeneron e sempre più pazienti malati chiedono di rientrare nella sperimentazione clinica di fase 3. Le dosi che Regeneron ha comunque in magazzino non sono tantissime: bastano per 50.000 pazienti . Nei prossimi mesi si arriverò a 300.000 dosi.

FAUCI: RESTIAMO CAUTI

Ma questo non basta. E l’immunologo Anthony Fauci, direttore dello statunitense National Institute of allergy and infectious diseases (Niaid), richiama alla massima cautela.

Per Fauci, infatti, è “prematuro parlare di una cura assoluta”.

A Trump “gli è stato dato il Regeneron e ha risposto molto bene. Quando si ha un solo caso è molto difficile affermare una volta per tutte che stia migliorando per l’assunzione di anticorpi. E’ possibile che sia il motivo per cui sta andando così bene, ma non ci dimentichiamo che ha assunto anche due altri tipi di farmaci, il Remdesivir e Dexamethasone che è un potente farmaco corticosteroide. Non penso si possa dire , che ci sia una cura, a meno che non venga testata su un grande numero di persone, dimostrando statisticamente che, se comparato a un placebo o a nessun trattamento, quella persona si sente meglio”, ha aggiunto Fauci.

LA FRENATA DEI MEDICI

Dello stesso avviso anche Rob Davidson, medico del pronto soccorso del Michigan e direttore esecutivo del Comitato per la protezione della medicina, che in un video su Twitter ha detto:  “Non sappiamo se funziona. Non conosciamo i risultati dei pazienti perché non è stato studiato a sufficienza. Francamente, (Trump,ndr) rappresenta solo un caso”.

TRUMP TIFA PER ANTICORPI

Ma è proprio Donald Trump a tifare per Regeneron ed Eli Lilly. Il Tycoon, in un video, spera nel via libera dell’Fda all’utilizzo emergenziale degli anticorpi monoclonali e sostiene che i farmaci saranno offerti gratuitamente agli americani.

LA RICERCA IN ITALIA

Anche l’Italia è in prima linea sulla ricerca degli anticorpi monoclonali. Come riporta Ansa, entro fine anno dovrebbero avere inizio i test clinici sui tre anticorpi monoclonali sviluppati a Siena dal team di Rino Rappuoli alla Fondazione Toscana Life Sciences (Tls). La Regione Lazio sosterrà, invece, con 2 milioni di euro, la ricerca su quattro anticorpi messi a punto dall’Università di Roma Tor Vergata in collaborazione con quella di Toronto.

BURIONI E GLI ANTICORPI MONOCLONALI

Gli anticorpi monoclonali sono da sempre sponsorizzati dal virologo italiano Roberto Burioni, accusato anche di sostenere la cura per interessi economici. Per Burioni, infatti, le prime evidenze della cura al plasma potevano essere punto di partenza per lo sviluppo in laboratorio degli anticorpi monoclonali.

“Il Presidente Trump (al quale auguro pronta guarigione) ha sempre glorificato il plasma iperimmune come cura miracolosa contro Covid-19, con annunci trionfali alla convention repubblicana. Però ora che si è ammalato non si fa curare con il plasma iperimmune, ma con un cocktail di anticorpi monoclonali. Facile fare i populisti con il virus degli altri”, ha commentato in questi giorni su Facebook Burioni.

LA POSIZIONE DI ILARIA CAPUA

Come valuta il cocktail di anticorpi monoclonali con cui è stato curato il presidente Trump? «Per fare un paragone bellico lo definirei un missile terra-aria: bisogna però abbassare i costi di questi farmaci», ha risposto Ilaria Capua al Corriere della Sera.

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