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Ecco come funzionerà la vaccinazione in farmacia. Fatti e polemiche

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Governo, regioni, Federfarma e Assofarm hanno siglato un accordo-quadro che avvierà le vaccinazioni nelle farmacie. Ecco regole e dibattito fra addetti ai lavori (le critiche di un’allieva del prof. Ricciardi)

 

Possono partire le vaccinazioni anti Covid-19 in farmacia.

Governo, regioni, Federfarma e Assofarm hanno siglato un accordo-quadro che, come previsto dal decreto Sostegni, avvierà le vaccinazioni all’interno delle farmacie.

Esclusa la possibilità di vaccinare soggetti ad “estrema vulnerabilità” o con anamnesi positiva per pregressa reazione allergica grave/anafilattica e dovranno essere seguiti i criteri di priorità indicati dal governo.

Non è prevista la presenza di personale infermieristico. Su questo medici e addetti ai lavori esprimono dubbi. Tutti i dettagli.

L’ACCORDO

Con il protocollo governo, regioni, Federfarma e Assofarm intendono “avviare la somministrazione dei vaccini anti SARS CoV-2 da parte delle farmacie convenzionate a norma dell’articolo l, comma 471, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (Legge di Bilancio 2021), come sostituito dall’art. 20, comma 2, lett. h), del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 (DL “Sostegni”)”. Tutte le farmacie che aderiranno, su base volontaria, “ dovranno darne comunicazione secondo i termini e le condizioni riportati nell’Allegato I al presente Accordo”.

6,00 EURO AD INOCULAZIONE

Per tale servizio, verrà “riconosciuta alle farmacie una remunerazione pari ad euro 6,00 (sei/00) per l’atto professionale del singolo inoculo vaccinale”.

LA PRENOTAZIONE

Anche le farmacie dovranno rispettare i criteri di priorità dettati della programmazione del Governo. “Le attività di prenotazione e di esecuzione dei vaccini – si legge nel protocollo – verranno eseguite, da parte delle farmacie, secondo i programmi di individuazione della popolazione target previamente definiti dalle autorità sanitarie competenti e seguendo i correlati criteri di priorità”.

NO A SOGGETTI VULNERABILI

In farmacia è esclusa la possibilità di somministrazione del vaccino anti Covid-19 “nei confronti dei soggetti ad estrema vulnerabilità o con anamnesi positiva per pregressa reazione allergica grave/anafilattica”.

“La somministrazione del vaccino in farmacia avverrà esclusivamente previa acquisizione del consenso informato e della relativa scheda anamnestica per la valutazione dell’idoneità/inidoneità del soggetto a sottoporsi alla somministrazione vaccinale”, recita il protocollo.

REAZIONI AVVERSE

Sempre da protocollo, dopo la vaccinazione, il paziente dovrà sostare in area monitoraggio della farmacia per 15 minuti. Il farmacista sorveglierà e fornirà un supporto di emergenza in caso di reazione anafilattica dovuta alla vaccinazione, avvisando il 118.Il pronto soccorso dovrà essere chiamato anche in caso di comparsa di orticaria, problema respiratorio o emodinamico.

UN APPOSITO CORSO DI FORMAZIONE

I farmacisti che dovranno effettuare l’inoculazione sono “tenuti a frequentare il Corso ISS ID I 74F20 “Campagna vaccinale Covid-I9: la somministrazione in sicurezza del vaccino anti SARS-CoV-2/Covid-19”, che sarà esteso oltre la data di scadenza prevista e implementato con uno specifico modulo in FAR relativo a specifiche competenze del farmacista, anche con riguardo all’attività di inoculazione vaccinale e alla compilazione e relativa interpretazione del modulo standard di triage pre-vaccinale, predisposto dall’Istituto Superiore di Sanità a norma dell’art. I. comma 465, della Legge di Bilancio 2021”.

“Il superamento del suddetto corso abilita ad effettuare vaccinazioni in farmacia. I farmacisti si impegnano altresì a frequentare gli aggiornamenti ai predetti moduli che potranno essere predisposti e resi disponibili in relazione all’attuazione della campagna vaccinale e ai nuovi vaccini autorizzati. Il suddetto corso dovrà essere frequentato anche dai farmacisti che abbiano completato positivamente il corso ID 145 n. 301217 dell’UTIFAR, da considerarsi quale elemento introduttivo al tema della vaccinazione in farmacia”, si legge ancora nell’accordo-quadro.

LE POLEMICHE DELLA FEDERAZIONE DEGLI ORDINI DI MEDICI

Ma nessuna formazione, per gli addetti ai lavori, potrà mai sostituire competenze ed esperienza dei medici. La Fnomceo, la Federazione degli Ordini di medici e odontoiatri, sostiene che è necessaria la presenza medica anche in farmacia. “Comprendiamo e condividiamo la necessità da parte del governo di aumentare i punti di somministrazione dei vaccini, nel momento in cui finalmente dovessimo disporne in quantità sufficienti”, afferma il presidente, Filippo Anelli, aggiungendo che “imprescindibile resta, però, il tema della sicurezza. Il vaccino è un farmaco e deve essere somministrato, così come prevedono le agenzie regolatorie, solo previa prescrizione del medico, ossia dopo la valutazione anamnestica e clinica. Sempre cioè sotto la supervisione, in presenza, di un medico, che possa raccogliere il consenso informato, valutare lo stato di salute del paziente e gestire in maniera pronta eventuali effetti collaterali. Questo prevede l’Agenzia italiana del Farmaco, che espressamente raccomanda in caso di somministrazione del vaccino “assistenza medica urgente se si manifestano sintomi di grave reazione allergica””.

CAROLINA CASTAGNA: SERVE ALMENO PERSONALE INFERMIERISTICO

Anche Carolina Castagna, medico specializzando in Igiene e Medicina Preventiva presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Università Cattolica del Sacro Cuore, e allieva del professor Walter Ricciardi (consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza), ritiene necessaria la presenza di personale specializzato: “Trovo un po’ avventato non prevedere la presenza di personale medico infermieristico”, ha detto Castagna, intervenendo a Otto e mezzo, programma di La7.

“Credo che la vaccinazione sia un atto medico e deve essere fatta nella sicurezza più totale, con le precauzioni giuste e le competenze giuste. Sono contenta dell’intesa siglata con le farmacie, ma trivi avventato il non prevedere la presenza di personale medico, infermieristico e d’emergenza”, ha aggiunto ieri nel corso della trasmissione condotta da Lilli Gruber.

MATTIONI: SERVE PERSONALE D’EMERGENZA

Dello stesso avviso anche Guido Mattioni, giornalista e scrittore, co-autore di vari libri con l’oncologa Maria Rosa Di Fazio, che in un post su Facebook scrive: “Cito così come recita questo accordo: “In caso di reazione anafilattica dovuta alla vaccinazione verrà immediatamente avvisato il 118, il cui intervento sarà assicurato nel più breve tempo possibile”. Lo stesso sarà fatto in caso di comparsa “di orticaria improvvisa, problemi respiratori o emodinamici”. Verrebbe da ridere, se non ci fosse da piangere. Questa accordo presume quindi di conoscere già oggi la disponibilità e la tempistica di intervento delle ambulanze – condizioni del traffico e atmosferiche comprese, giorno per giorno e per i mesi a venire – in tutta Italia. Anche le condizioni per raggiungere magari una farmacia in località isolata. Questo quando in caso di shock anafilattico le tempistiche di intervento – peraltro quelle di un Vero Medico, uno che magari abbia esperienza di PS e medicina di urgenza – si giocano in pochissimi minuti. Vogliamo affidare questo ai farmacisti? E’ una semplice domanda. Stando alle regole della Società italiana di allergologia le prime fasi in caso di shock anafilattico prevedono infatti tre fasi da eseguire senza perdita di un minuto e soprattutto freddamente, professionalmente, da parte quindi di un medico – e nemmeno uno qualsiasi, ma anche di provata esperienza – e non certo quindi di un rispettabilissimo farmacista che per 365 giorni all’anno fa un altro lavoro”.

GENOVA: AL VIA LE VACCINAZIONI

Polemiche a parte, Genova ha già avviato le vaccinazioni in farmacia. Al momento sono 52 gli esercizi coinvolti che a regime potranno vaccinare 400 persone al giorno tra le fasce di età 70-79 anni.

“Genova è la prima in Italia a somministrare vaccini in farmacia. Un esempio importante, un grosso passo avanti per tutta l’Italia”. La campagna vaccinale coinvolge al momento 52 farmacie e, a regime, potrà coinvolgere circa 400 persone al giorno della fascia d’età 70-79, ma non i soggetti cosiddetti ‘ultrafragili’”, ha commentato il sindaco di Genova, Marco Bucci.

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