Sanità

Che cosa succede al vaccino Astrazeneca anti Covid

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Astrazeneca ha annunciato di aver ripreso i test clinici sul vaccino anti Covid-19 in Gran Bretagna. “”l caso anomalo riscontrato non era legato al vaccino”, secondo il ministro Speranza. Tutti i dettagli

Astrazeneca ha annunciato di aver ripreso i test clinici sul vaccino anti Covid-19 in Gran Bretagna che erano stati interrotti dopo che un volontario aveva avuto una reazione avversa (qui l’approfondimento di Start Magazine). Il colosso farmaceutico ha spiegato di aver avuto l’autorizzazione a riprendere la sperimentazione da tutti gli enti regolatori britannici.

LE PAROLE DEL MINISTRO SPERANZA

“Il caso anomalo riscontrato non era legato al vaccino”, ha detto in un’intervista a Repubblica il ministro della Salute, Roberto Speranza: “Come Unione europea stiamo comprando un pacchetto 6+1, quello di AstraZeneca è uno dei sei ed è in fase più avanzata. Ci sono anche gli altri però. E stanno per arrivare cure innovative: a Siena il professor Rino Rappuoli sta facendo un lavoro straordinario sugli anticorpi monoclonali da cui verranno fuori farmaci efficaci”.

IL VACCINO DI ASTRAZENECA

Il vaccino contro il Covid-19 a cui lavorano l’Università di Oxford e AstraZeneca è considerato tra i più promettenti al mondo: i test cinici riprenderanno dopo la breve interruzione annunciata giovedì e dovuta – almeno secondo le indiscrezioni – all’infiammazione del midollo spinale di una delle volontarie (qui l’approfondimento di Start Magazine).

LE SPIEGAZIONI DELL’UNIVERSITA’ DI OXFORD

Parlando della ripresa dei test cui al momento partecipano 18 mila volontari, l’università ha spiegato che, in test cosi’ estesi, c’è da aspettarsi che qualche partecipante abbia una cosiddetta “reazione avversa”: “Ogni caso deve essere valutato attentamente” e l’università non ha specificato alcuna data di ripresa delle sperimentazioni.

LA FASE FINALE

Sviluppato a tempi di record (di solito questo tipo di ricerche richiedono anni), il vaccino è nella fase finale degli studi clinici e viene testato in Gran Bretagna, Stati Uniti, Brasile e Sudafrica.

LA PUBBLICAZIONE SU LANCET

Secondo i risultati delle prime sperimentazioni, pubblicati lo scorso luglio sulla rivista medica britannica The Lancet, è sicuro e “addestra” il sistema immunitario, fornendo una doppia protezione, poiché svilupperebbe la produzione di anticorpi e anche di globuli bianchi o linfociti di tipo “cellule T”.

LA GEOPOLITICA DEL VACCINO

Nel mondo ci sono più di 30 vaccini che vengono testati sugli esseri umani in vari Paesi del mondo per contenere una pandemia che sta mettendo in ginocchio le economie del pianeta e che ha già causato oltre 28 milioni di casi e più di 900 mila morti. E nove di questi vaccini sono nelle fasi finali.

GLI ACQUISTI DELL’EUROPA

A fine agosto l’Ue ha chiuso un “primo contratto” con Astrazeneca che garantisce ai 27 Paesi membri l’accesso a 300 milioni di dosi: il contratto e’ stato firmato a nome di tutti gli Stati membri e il vaccino sarà distribuito proporzionalmente in base alla popolazione di ciascun Paese.

LE SICUREZZE DI DI LORENZO (IRBM)

“Il fatto che la commissione scientifica indipendente si sia pronunciata nel giro di 24 ore significa che era evidente e certo che non vi è connessione tra il candidato vaccino Oxford-Astrazeneca e la reazione sospetta verificatasi in un volontario” tra i 50mila che stanno testando il farmaco. Lo ha afferma il presidente della Irbm Di Pomezia, che ha collaborato alla messa a punto del candidato vaccino, Piero di Lorenzo (il quale in tv ha avanzato due ipotesi sui motivi dello stop temporaneo ai test).

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