Salute e ricerca

Che cosa (non) può fare il governo contro le decisioni di Pfizer sul vaccino

di

regioni vaccino Arcuri Gabanelli

Il governo italiano ha attivato l’Avvocatura Generale dello Stato per valutare i diversi profili di responsabilità della casa farmaceutica Pfizer in caso di inadempienze sulle forniture del vaccino. Ma la strada è tortuosa. Ecco perché

 

Sono arrivate nelle scorse ore in Italia le ultime dosi del carico settimanale del vaccino di Pfizer-Biontech. Sono arrivate, come annunciato, con un ammanco del 29%. E un ammanco è previsto anche nella prossima settimana.nIl minor numero di dosi (e la distribuzione di queste decisa in modo unilaterale da Pfizer) provoca importanti ritardi nella campagna di vaccinazione.

E così il governo ha deciso di attivare l’Avvocatura Generale dello Stato, ma la questione è ben più complicata. Tutti i dettagli.

GOVERNO ATTIVA AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO

Partiamo dalle ultime novità. Il governo italiano, secondo quanto rivelato da Agi, ha attivato l’Avvocatura Generale dello Stato per valutare quali azioni legali intraprendere contro il rallentamento delle forniture di vaccino Pfizer. L’azione legale partirà nei prossimi giorni ed il foro competente sarà Bruxelles (in Belgio ha sede l’azienda farmaceutica Pfizer).

APPROVAZIONE UNANIME DELL’AZIONE LEGALE CONTRO PFIZER

Il coinvolgimento dell’Avvocatura è stato deciso dopo la riunione Stato-Regioni del 19 gennaio, cui hanno preso parte il commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri, il ministro della Salute, Roberto Speranza, il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, e, appunto, i governatori delle Regioni.

Tutti i partecipanti hanno concordato sulla necessità di intraprendere azioni legali contro Pfizer. “Ho ricevuto una unanime solidarietà da parte di tutti i presidenti delle regioni e delle province autonome del nostro paese nel corso della riunione appena conclusa alla presenza dei ministri Speranza e Boccia”, ha detto Arcuri.

ZAMPA: DECISIONE DI PFIZER SUL VACCINO NON E’ SERIA

“Pfizer ha deciso unilateralmente di non rispettare il contratto, e ha deciso lei quante dosi consegnare e a chi. Non è serio”, ha commentato Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, a La Stampa. “In un campo così delicato come la vaccinazione, poi. Ma il problema è generale. Anche gli altri Paesi europei sono in difficoltà. C’è un land tedesco che ha dovuto sospendere del tutto le vaccinazioni. per questo abbiamo investito l’avvocatura dello Stato. E giustamente si sta muovendo anche l’Europa, per chiedere con una voce sola il rispetto del contratto, che ricordo è stato firmato a Bruxelles”. E proprio per questo, attivare l’Avvocatura significherebbe tirare in ballo anche l’Europa.

PROSSIME CONSEGNE DEL VACCINO PFIZER

Intanto, anche la prossima settimana, nelle dosi di Pfizer in arrivo in Italia (e in quelle destinate in generale all’Europa) ci sarà un ammanco, sarà di molto inferiore al 29%, ma per conoscere il numero esatto del carico bisognerà attendere giovedì 21 gennaio o venerdì 22 gennaio. Le Regioni, nell’attesa, hanno deciso di rimodulare le consegne decise, in modo unilaterale, da Pfizer, in modo che nessuna di esse resti senza dosi e possa procedere con i richiami.

La big Pharma ha comunicato che si riprenderà con il “calendario iniziale di distribuzione all’Ue a partire dalla settimana del 25 gennaio”, ma non c’è alcuna certezza di un ritorno alla piena normalità delle consegne.

GLI IMPEGNI DI PFIZER SUL VACCINO

Ma di quale normalità parliamo? Pfizer ha concordato con l’Ue la piena libertà di scelta nella programma delle consegne. In pratica, Pfizer ha un vincolo sulle forniture trimestrali, ma non impegni sulle diverse cadenze. Pfizer deve dare all’Italia 8.749.000 dosi entro il 31 marzo (altre 8.076,00 entro il 30 giugno) e in teoria potrebbe consegnarne 49 mila in queste settimane e 8.700.000 il 30 marzo, con tutti i ritardi che ne deriverebbero.

LA STRADA TUTTA IN SALITA DELL’AVVOCATURA

E proprio in nome di questi accordi la strada dell’avvocatura di Stato sarà tutta in salita. Tranne, scrive la Stampa, se non si segue “un’altra strada”. Quella che dovrebbe dimostrare “che i ritardi hanno provocato danni sanitari, per esempio provando che chi non ha ricevuto il richiamo in questi giorni si è ammalato. Strada tutta in salita”.

IL NODO DOSI-FIALE DEL VACCINO

E in realtà la questione è anche più delicata. Come scrive Camilla Conti su La Verità, Pfizer ha dichiarato al Financial Times che gli accordi stretti con Bruxelles si sono “sempre basati sulla consegna di dosi e non di fiale”, rassicurando che le forniture saranno in linea con le “label”, ovvero con i bugiardini.

DA 5 A 6 DOSE PER FLACONCINO

E se parliamo di dosi, allora, i conti cambiano da quando da un flaconcino è possibile estrarre sei dosi e non più 5. “Le dosi per ogni fiala sono così ufficialmente diventate 6 e Pfizer ha deciso di ridurre le consegne quel tanto che basta a compensare il pregresso, motivando ufficialmente il rallentamento con la riconfigurazione del suo stabilimento di produzione di Puurs”, scrive Conti su La Verità.

COSA ACCADE IN BELGIO

Anche in Belgio si è convinti che la revisione delle consegne sia dovuta alla scoperta della “sesta dose”, ha detto a Le Soir, Sabine Stordeur, project manager della task force sulle vaccinazioni, ovvero l’equivalente di Domenico Arcuri. “Sapevamo che c’era la possibilità di riequilibrare le consegned parte della Pfizer. La palla era nel loro campo. E infatti si sono riadattati. Si tratta del resto di una società provata, non c’è da stupirsi. E’ stato un errore credere che avremmo potuti guadagnare una dose in più”, ha detto la Stordeur.

IL TWEET DI CARRETTA SUL BELGIO

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