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Che cosa farà l’Esercito su vaccini e anticorpi monoclonali

Generale Figliuolo

Il decreto Sostegni bis prevede che all’interno dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze si avvii la realizzazione di un reparto destinato “all’infialamento e al confezionamento di anticorpi monoclonali e vaccini specifici”. Tutti i dettagli

 

La sanità militare ha collaborato, sin dalle prime fasi della pandemia, con il Servizio Sanitario Nazionale fornendo supporto alle ASL, alle Aziende Ospedaliere e alle RSA. Rappresentazione plastica ne è il Generale Francesco Paolo Figliuolo, il commissario all’emergenza Covid a capo della task force che sta conducendo la campagna vaccinale.

L’intervento del Decreto Sostegni bis: più forza a telemedicina

Il decreto Sostegni bis appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale ha riconosciuto il contributo fornito dalla sanità militare e ne ha previsto un ulteriore potenziamento. In particolare saranno sviluppati sistemi di telemedicina e telerefertazione, saranno acquistati nuovi dispositivi diagnostici e allestiti laboratorio aggiuntivi. Inoltre è previsto un “incremento della capacità di dispiegamento e di sostegno di strutture sanitarie mobili sul territorio nazionale”, un “aumento della capacità di trasporto e di conservazione di materiali medici e biologici, incremento delle potenzialità di trasferimento in sicurezza di pazienti con malattie infettive contagiose e di trattamento di persone affette da COVID-19 anche per mezzo della medicina iperbarica”. Per tali acquisti sono stati stanziati 63.249.247 di euro per il solo 2021. 

La produzione dei farmaci 

La sanità militare offrirà un contributo anche nell’ambito della produzione di farmaci specifici e di vaccini. Il secondo comma dell’articolo 30 del decreto Sostegni bis prevede che all’interno dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze si avvii la realizzazione di un reparto destinato “all’infialamento e al confezionamento di anticorpi monoclonali e vaccini specifici” nonché alla ricerca e sviluppo e conseguente produzione di autoiniettori per le esigenze di protezione da eventi chimici, biologici, radiologici, nucleari ed esplosivi. Lo stabilimento fiorentino è l’unica “officina farmaceutica dello Stato che già provvede, su richiesta del Ministero della salute, alla produzione di medicinali specifici per esigenze di salute pubblica”. Il DL Sostegni dispone per queste attività una spesa di 16.500.000 di euro. 

Il potenziale diagnostico della Guardia di Finanza 

È previsto dal Decreto Sostegni anche l’acquisizione, presso il Servizio sanitario della Guardia di finanza, “di mezzi, dispositivi medici e presidi igienico-sanitari, resi necessari in correlazione allo stato di emergenza sanitaria dovuta al propagarsi dell’infezione virale da COVID-19”. La spesa si sostanzia in “10 ambulanze in allestimento di soccorso avanzato, per il sostegno alle funzioni vitali di pazienti critici (rianimazione), le quali, in aggiunta ai presidi presenti nelle ambulanze di soccorso, sono dotate anche di dispositivi di gestione delle vie aeree; 2 poliambulatori mobili, per lo svolgimento delle attività di prevenzione e diagnostiche attraverso l’effettuazione di accertamenti tecnici e strumentali. Tali strutture sanitarie consentiranno di raggiungere aree isolate ove non sono presenti presidi medici di carattere permanente; strumenti di diagnostica per immagini e materiali di consumo”, come scritto nella Relazione Illustrativa del DL Sostegni Bis. 

I nuovi concorsi 

Il Decreto dispone una programmazione di spesa utile a pagare tutte le gli straordinari richiesti alle forze armate per ottemperare alle mansioni aggiuntive richieste dal periodo di emergenza. A queste si aggiunge la possibilità di reclutare “tutte le unità di personale già autorizzate per l’anno 2020, prevedendo la possibilità di bandire un ulteriore concorso nell’anno 2021 per i posti eventualmente non coperti” da un concorso bandito in emergenza nel 2020.

I medici dell’esercito affiancheranno i medici del SSN (al bisogno)

I medici delle forze armate e delle forze dell’ordine potranno prestare servizio come medici di medicina generale in affiancamento ai professionisti del servizio sanitario nazionale. Questo sarà possibile nelle Regioni in cui sarà “riscontrata” la carenza di personale medico. “In considerazione, infatti, del fatto che sul territorio nazionale, anche al di fuori di emergenze sanitarie come quella attualmente in corso, ci sono aree regionali che presentano una carenza cronica di medici di medicina generale”, si legge nella Relazione Illustrativa del DL Sostegni Bis. (Disposizioni in materia di ricerca e sviluppo di vaccini e farmaci). Il decreto stanzia 89.375.000 di euro per coprire gli oneri derivanti da questi impieghi. 

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